INIZIATIVA "batti il cinque!"
Agesci, Arciragazzi, Cgil, Cnca, Consiglio nazionale ordine Assistenti sociali, Save The Children Italia, Sunas e Unicef Italia, in occasione della Conferenza nazionale sull'infanzia e l'adolescenza tenutasi a Napoli nel novembre 2009, hanno el aborato il documento Batti il Cinque , sottoscritto in occasione della Conferenza da 200 operatori e oltre 50 orgranizzazioni. Nel documento si chiedono al Governo precisi impegni rispetto all'adozione del nuovo Piano d'azione nazionale per l'infanzia e l'adolescenza.
Il 22 gennaio 2010 si è tenuto a Roma un seminario , nel corso del quale sono state formulate anche le proposte e le richieste che i promotori dell'iniziativa rivolgono al Governo, alle Regioni e agli Enti locali (leggi la sintesi dei lavori ).
In primo luogo, si sottolinea che va rispettata la legge 451/97, che prevede l'adozione del Piano nazionale d'azione per l'infanzia e l'adolescenza a cadenza biennale (l'ultimo piano adottato è del 2005).
In secondo luogo, si ribadisce che va valorizzato il lavoro svolto dall'Osservatorio nazionale sull'infanzia e l'adolescenza, che ha messo a punto una bozza di Piano in cui sono individuate precise direttrici d'azione: favorire la partecipazione dei minori per la costruzione di un patto intergenerazionale; promuovere l'interculturalità; consolidare la rete integrata dei servizi e il contrasto all'esclusione sociale; rafforzare la tutela dei diritti.
Infine, nella definizione dei contenuti del Piano vanno valorizzate - in una logica matura di sussidiarietà orizzontale - le proposte elaborate dalle associazioni, e in particolare quelle espresse dal Coordinamento Pidida, il Forum del terzo settore, il Gruppo Crc.
Al Governo si chiede, in particolare, di rispettare - nel processo di adozione del Piano - i tempi annunciati in occasione della Conferenza di Napoli e dunque di arrivare, entro questo mese, alla convocazione dell'Osservatorio Infanzia; di destinare risorse adeguate a realizzare quanto previsto nel Piano; di promuovere la partecipazione dei ragazzi nella formulazione, attuazione e valutazione del Piano.
Alla Commissione parlamentare Infanzia si chiede di collaborare a tale processo, d'intesa con l'Osservatorio Infanzia.
Alle Regioni e alle Autonomie locali, infine, di partecipare attivamente all'adozione del Piano e, poi, alla realizzazione dello stesso; di definire i Piani infanzia e adolescenza regionali, prevedendo adeguate risorse finanziarie; di convocare un tavolo nazionale che coinvolga le organizzazioni territoriali pubbliche e private per valutare e assumere le linee guida del Piano infanzia definito dall'Osservatorio e stabilire le opportune connessioni tra i diversi territori; di adoperarsi nei confronti del Governo per la stipula di un Atto d'intesa Stato-Regioni-Autonomie locali.
Le organizzazioni promotrici del documento "Batti il cinque!", per parte loro, si impegnano a continuare la loro azione congiunta di mobilitazione in favore dell'adozione del Piano infanzia e a costruire un percorso che porti, nel 2010, alla realizzazione degli "Stati generali della Partecipazione" di bambini e ragazzi.
CAMPAGNA "NON AVER PAURA"
La Campagna nazionale contro il razzismo, l'indifferenza e la paura dell'altro "Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti" è stata presentata alla stampa il 18 marzo 2009, come reazione ai tanti episodi di xenofobia e razzismo che si sono registrati nel nostro paese, alle continue strumentalizzazioni della politica e alle normative punitive e discriminatorie contro le persone immigrate volute dal Governo e approvate in Parlamento.
L'iniziativa è promossa dalle Acli, l'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati, Amnesty, Antigone, Arci, Asgi, Cantieri sociali, Caritas italiana, Centro Astalli, Cgil, Cir, Cisl, Cnca, Comunità di Sant'Egidio, Csvnet, Emmaus Italia, Federazione Chiese evangeliche in Italia, Federazione Rom e Sinti, FioPsd, Gruppo Abele, Libera, Rete G2, Save the Children, Sei - Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco e Uil.
Simobolo della campagna è un fantasmino giallo che non fa paura, anzi sorride: è uno spauracchio, disegnato da Viorel Samuel Cirpaciu, bambino rom di 11 anni. Le iniziative della campagna avvengono sia a livello nazionale sia a livello locale, soprattutto dove sono nati comitati cittadini di azione.
Cartello "Non incarcerate il nostro crescere"
Quando, nel 2003, il Governo allora in carica decise di lanciare una nuova "guerra alle droghe" che si proponeva, esplicitamente, di colpire le persone più giovani o in maggiori difficoltà, la nostra Federazione decise subito di mobilitarsi. E lo fece non solo chiamando a raccolta i propri gruppi e le proprie articolazioni territoriali, bensì promuovendo un cartello di forze diverse - composto da oltre 40 organizzazioni nazionali più diverse decine locali; da servizi pubblici e privati, associazionismo, sindacati, operatori della giustizia, con le più diverse ispirazioni culturali e politiche - che fosse in grado di contrastare le proposte repressive avanzate dall'esecutivo, il cosiddetto "Ddl Fini", e di elaborare una visione del tutto diversa della questione droghe e del rapporto con le giovani generazioni.
Il cartello prese il nome di "Non incarcerate il nostro crescere", evidenziando così chiaramente che la posta in gioco nel conflitto venutosi a creare tra il Governo e la quasi totalità dei servizi pubblici e privati del settore era prima di tutto educativa. Il CNCA si è assunto, fin dall'inizio, il compito di coordinare la campagna.
Idealmente, il cartello prendeva il testimone da una delle più importanti campagne condotte dalle organizzazioni civiche nel nostro Paese, quella intitolata "Educare non punire", contro la legge del 1990 voluta fortemente da Bettino Craxi in persona, nota come "Jervolino-Vassalli", le cui parti più repressive furono poi cancellate con un referendum del 1993 grazie anche a quella mobilitazione.
Il cartello in questi anni - pur non essendo stato in grado di impedire l'approvazione di una normativa sulle droghe inutilmente e ideologicamente repressiva, la cosiddetta "Fini-Giovanardi" - ha organizzato eventi importanti in varie parti d'Italia, coinvolgendo ogni volta parecchie centinaia di operatori e aprendo un'interlocuzione forte con le Regioni, e costituito di fatto il più significativo centro di iniziativa politica e di riflessione sul tema dipendenze a livello nazionale, sia per quanto riguarda gli aspetti politici generali sia per quanto attiene alla costruzione di un nuovo sistema di intervento adeguato ai grandi e repentini mutamenti che avvengono nel mercato delle droghe italiano e mondiale.
Tavola della Pace
La Tavola della Pace si è costituita circa 12 anni fa e da cinque anni il CNCA fa parte del Direttivo nazionale del coordinamento. Nata in maniera informale, per autoconvocazione, riunisce le principali organizzazioni della società civile che si riconoscono nella promozione e diffusione sia di una cultura della Pace che di una politica di Pace. Due appuntamenti fissi ne sono, fino ad ora, la più evidente rappresentazione: la Marcia Perugia-Assisi e l'ONU dei Popoli. Più recentemente si è aggiunto l'ONU dei Giovani.
Il nostro contributo, oltre a condividere una particolare attenzione al tema della Pace come presupposto essenziale a qualsiasi politica sociale, è rivolto a portare le istanze di chi già subisce in maniera diretta o indiretta i danni maggiori dai conflitti che segnano il nostro Paese e il mondo intero. Il pianeta si è fatto "piccolo" e le varie guerre, con le miserie che ne derivano, non sono solo immagini alla televisione, ma hanno i volti e i corpi di tante persone che incrociamo nelle nostre strade. Inoltre, le conseguenze delle economie di guerra ricadono maggiormente sulle spalle dei più fragili, dei più vulnerabili.
Il nostro impegno è quello di voler coniugare la naturale propensione alla pace di tutte le donne e gli uomini di questa terra con il riconoscimento dei diritti umani per tutti, nel rispetto della legalità come patto sociale che sappia rispettare le differenze valorizzando le originali specificità di ogni persona indipendentemente dal suo stato, fede, razza, genere ed opinione politica.
Vai al sito della Tavola della Pace.
Campagna Sbilanciamoci!
La campagna è nata nel 1997 con l'obiettivo di costituire una sede capace di valutare politicamente, e tecnicamente, le manovre di bilancio e proporre un differente modo di gestire la spesa pubblica, azione che trova espressione nell'annuale presentazione della "Controfinanziaria".
In verità, se questo è stato l'obiettivo "operativo" dell'iniziativa, ci si è subito proposti di ragionare e impegnarsi per un'economia di giustizia e un nuovo modello di sviluppo fondato su diritti, pace e ambiente. Ciò ha significato un'intensa attività di denuncia, sensibilizzazione, pressione e animazione politica e culturale, che ha forse il momento più rilevante nell'organizzazione ogni anno della "Controcernobbio", diventata ormai uno dei fori più importanti in cui si incontrano i fautori di un'economia e una politica imperniate sui diritti umani e la salvaguardia dell'ambiente.
La campagna - a cui aderiscono circa 50 organizzazioni - promuove anche significative attività di ricerca e documentazione, come i rapporti annuali del Quars - l'indice che classifica le regioni italiane in base alla misurazione del loro sviluppo ambientale, sociale e alla quantità e qualità della loro spesa pubblica - e del "Libro bianco sulla cooperazione allo sviluppo in Italia".
La nostra federazione partecipa alla campagna fin dalla sua nascita, dando il proprio contributo soprattutto in occasione dell'elaborazione della Controfinanziaria, in particolar modo per quanto riguarda le tematiche del welfare e dello sviluppo sociale.
Vai al sito di Sbilanciamoci!.



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