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Chiamati al futuro

Il progetto Chiamati al futuro, giovani beni comuni, è stato finanziato dal Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a valere sull'avviso "Sostegno ai giovani talenti".

Ha preso avvio nell'aprile 2018 e avrà una durata di 2 anni.

Il progetto è a titolarità del CNCA in partnership con con Federazione Italiana dei CEMEA, l'associazione LiberaMente CEMEA Taranto, la cooperativa sociale C.E.M.E.A. della Sardegna

I beni comuni sono oggi al centro della nostra attenzione in quanto possibile motore di crescita, innovazione e sviluppo sociale. Per questo il progetto intende investire sui giovani, sostenendone la capacità di attivarsi e portare nuovi sguardi e nuove competenze.
Sono stati individuati 8 territori (in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sardegna) bnei quali i giovani talenti concorreranno alla valorizzazione di uno specifico "bene comune" che ha diretta attinenza con la vita sociale ed economica del territorio (una "tradizione" o un "sapere locale", un "bene culturale/artistico"; uno specifico "ambiente naturale"). Per questo agiranno sui piani artistico, tecnologico, socio/educativo urbanistico architettonico, storico e culturale.
Oltre 800 giovani verranno coinvolti nelle azioni del progetto; un'attenzione particolare verrà posta per facilitare l'accesso anche a coloro che si trovano in una situazione di "NEET" o comunque in condizioni di fragilità.
A livello locale il progetto accompagnerà i giovani nell'espressione del proprio talento in area culturale, artistica, sociale, educativa, tecnologica, urbanistico-architettonica e promuoverà le condizioni affinché i giovani possano trasformare la loro espressività talentuosa e la loro creatività in azioni reali di sviluppo e innovazione locale.
A livello nazionale il progetto creerà le condizioni perché il modello di azione sociale diventi trasferibile e replicabile.
La formazione e l'accompagnamento nazionale dei giovani talenti permetterà di potenziare le competenze dei giovani nello sviluppo e sostenibilità dei processi locali di sviluppo. Genererà la trasformazione della fragilità/bisogno di partenza in un bene comune quale motore di innovazione civica ed economica. Permetterà il coinvolgimento di altri giovani e ne faciliterà l'accesso alle opportunità sviluppate dal progetto.
Il sostegno ai processi locali di governance (accompagnamento alle organizzazioni) genererà il consolidamento di reti sociali diffuse e il coordinamento della valorizzazione di uno specifico bene comune. La narrazione itinerante delle "esperienze locali" permetterà la diffusione di best pratices e creerà collegamenti tra locale, regionale e nazionale. La collaborazione tra i partner del progetto, permetterà di contaminare approcci differenti e complementari (educazione attiva; inclusione sociale; cittadinanza culturale).

Nei prossimi due anni seminari, momenti formativi ed altri eventi renderanno visibili esperienze e riflessioni che CNCA, Cemea e giovani coinvolti sapranno restituirci sul tema dei beni comuni.

Il progetto è coordinato dai referenti del gruppo tematico nazionale Giovani politiche del Cnca: Massimo Ruggeri e Paola Merilini

 

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