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Smilitarizzare i cappellani militari per prendere sul serio la lezione di don Milani

Lettera del CNCA alla CEI. Dall'Assemblea nazionale di Bari anche diverse proposte sulla riforma del terzo settore

COMUNICATO STAMPA

Smilitarizzare i cappellani militari
per prendere sul serio la lezione di don Milani
Lettera del CNCA rivolta alla CEI
in concomitanza con la visita a Barbiana di papa Francesco.
Dall'Assemblea nazionale di Bari anche diverse richieste
a Parlamento e Governo in merito alla riforma del terzo settore

Roma, 17 giugno 2017

Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), riunito a Bari ieri e oggi in assemblea nazionale, rivolge alla Conferenza Episcopale Italiana, e al suo presidente Gualtiero Bassetti – in concomitanza con la visita a Barbiana che papa Francesco farà martedì prossimo – una lettera in cui chiede di smilitarizzare i cappellani militari.

"È così, come un'autentica buona notizia, che abbiamo accolto le parole del Vescovo di Roma su don Milani e l'annuncio della sua visita alla tomba di Barbiana il 20 giugno prossimo", si legge nella lettera. "Ci siamo chiesti come questo segno del Papa possa farsi, per la chiesa italiana, gesto responsabile e generatore di novità oggi, affinché l'attenzione che in questi giorni gli viene riservata non rimanga monca nell'assumersi le conseguenze ecclesiali e civili necessarie. La più importante, oggi, sul piano reale e su quello simbolico, crediamo sia la scelta di portar fuori dalla struttura militare il ruolo e l'azione dei preti impegnati per l'accompagnamento pastorale di chi presta servizio militare. La richiesta rientra nell'ottica di una pastorale vista come prossimità sollecita e libera, testimonianza del primato del Vangelo di Cristo. Solo smilitarizzando i cappellani militari ci pare si inizi a prendere sul serio una delle tante lezioni di don Lorenzo e della sua scuola. Quella dei cappellani militari, scriveva don Milani, è 'una vita che i ragazzi ed io non capiamo'. Da allora, in tanti abbiamo continuato a non capire. Per questo chiediamo a Lei e alla Conferenza dei vescovi italiani un atto che riteniamo giusto e indifferibile. È tempo di fare in modo che una ferita civile ed ecclesiale diventi feritoia di giustizia e di pace."

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A Bari è stata anche presentata la "lettera da ceuta", un racconto e una riflessione scaturiti dal viaggio che la Federazione ha organizzato in Marocco – a Tangeri e, soprattutto, nell'enclave spagnola di Ceuta –, dal 27 al 29 marzo scorsi. L'ultima tappa di una serie di incontri – a Lampedusa, Tunisi, Atene – con i quali il CNCA ha cercato di conoscere direttamente, attraverso il dialogo con associazioni, chiese, esponenti delle istituzioni, questioni che interpellano la coscienza e la visione politica di ogni persona e organizzazione che ha a cuore la dignità degli esseri umani.

Nella "lettera da ceuta", si racconta la crudeltà, l'inumanità dei meccanismi istituzionali di esclusione, i tanti significati incorporati nei corpi di coloro che, a Ceuta, provano a fare "il salto", a passare dall'altra parte, in un'Europa che li respinge. Ma anche le strategie di impegno suggerite dalla lezione impartita dagli stessi migranti e da coloro che tentano di aiutarli, perché "non si può vedere e tacere, non si può parlare e restare inerti, non si può agire senza il bisogno di cambiare. Noi stessi, l'organizzazione delle cose, le politiche."

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L'Assemblea ha permesso anche di fare il punto sulla situazione attuale della riforma del terzo settore, grazie anche agli interventi di Piero D'Argento, sociologo dell'Università Lumsa di Taranto, Elena Gentile, membro della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo e dell'Intergruppo sull'Economia sociale, e Luigi Corvo, dell'Università di Roma Tor Vergata.

Il CNCA rivolge al Parlamento e al Governo diverse richieste, in linea con quanto avanzato anche dal Forum del Terzo settore.

In primo luogo, Il CNCA è molto preoccupato del fatto che i testi di legge in discussione non valorizzano al meglio la notevole ricchezza e la storia di questo ampio settore della società e dell'economia italiane, rischiando di appiattire (quasi) tutto su un'etichetta – quella di "impresa sociale" – che potrebbe offuscare differenze e caratteristiche significative.
Per fare solo un esempio che riguarda il CNCA molto da vicino, c'è una tale rigidità nella determinazione delle caratteristiche dei soggetti implicati che, al momento, la nostra organizzazione – una delle principali Federazioni nazionali del settore, che raccoglie da oltre 30 anni 260 organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali e piccole fondazioni – sarebbe esclusa da qualunque tipologia di soggetti previsti nei decreti. Un caso esemplare di un lavoro non proprio accorto e soddisfacente, che di fatto tende ad escludere tutte quelle organizzazioni di terzo settore "ibride".

In secondo luogo, tutte le cooperative sociali diverrebbero "imprese sociali". E, per questo, dovrebbero sottostare, nel proprio operare, a quanto previsto in riferimento alle attività possibili. Ma l'elenco individuato è restrittivo e i settori di attività nei quali esercitare l'interesse generale per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale si evolvono continuamente.

Lascia, poi, molto sorpresi il fatto che la normativa, al momento – dopo l'iniziale accento posto sul tema dell'impatto sociale – non consideri più così centrale questo aspetto nella definizione di impresa sociale. Il tema è appena nominato e non declinato. Il CNCA ritiene che avrebbe dovuto costituire il perno di questa riforma, stabilendo criteri di qualità, valutazione, indirizzo e premialità.

In ultimo, nei testi di legge in discussione si stabilisce che i locali pubblici potrebbero essere utilizzati gratuitamente dal terzo settore solo per fini istituzionali e non per le attività produttive. Non sembra il modo migliore per sostenere le "imprese sociali" e un welfare non assistenzialistico.

Nell'Assemblea – che si è tenuta nella bellissima Casa delle Culture del quartiere San Paolo, ospiti della cooperativa sociale CAPS – si è fatto anche il punto sul percorso sui processi di innovazione e democrazia organizzativa nei soggetti associati alla Federazione, promosso appunto dal CNCA. Un lavoro che si avvale del supporto di Antonio Samà, dell'Università della Calabria.

Infine, di grande interesse è stato l'incontro con Leonardo Palmisano, autore del volume "Mafia Caporale" (Fandango), che ha lanciato numerosi input sul rapporto, molto complesso, tra mafie, criminalità e circuiti legali.


Scarica i materiali dell'Assemblea:

Antonio Samà
- slide intervento
Linee Guida per il progetto d'indagine "Apprendere per Cambiare: i processi di democrazia organizzativa nel CNCA"

Leonardo Palmisano
- video (caricato su Facebook)

Carlo De Angelis
- slide intervento
- documento del CNCA sulla riforma del terzo settore

Piero D'Argento
- slide intervento
- testo su "Il mantra dell'impatto sociale"

Elena Gentile
Gli articoli della Commissione Europea su:

1. Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni – Istituzione di un pilastro europeo dei diritti sociali

2. Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio

3. Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni – Un'iniziativa per sostenere l'equilibrio tra attività professionale e vita familiare di genitori e prestatori di assistenza che lavorano

4. Parere del Parlamento Europeo – Un pilastro europeo dei diritti sociali

5. Proposta di proclamazione interistituzionale sul pilastro europeo dei diritti sociali

Luigi Corvo
- slide intervento
proposta di ricerca "impatto sociale e ribilanciamento della societa"
- articolo "Quanto sono plurali le imprese sociali?" di Luigi Corvo, Lavinia Pastore, Andrea Sonaglioni

Inoltre:

- Progetto di micro-campagna di comunicazione per un'accoglienza delle persone migranti dignitosa e rispettosa dei diritti umani "Accogliere rende umani. Tutti" 

- Sulla pagina Facebook del CNCA si trovato diverse foto dell'Assemblea, comprese quelle di diversi componenti del Consiglio nazionale della Federazione che firmano la legge di superamento della Bossi-Fini sull'immigrazione proposta dalla campagna "Ero straniero", che vede il CNCA tra i promotori 

 

 
. Postato in Comunicati stampa

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