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Droghe, il sistema Italia in grave difficoltà. Riprendere percorso per una proposta politica e una legge nuove

Oggi a Roma l'incontro con le istituzioni organizzato da CNCA, FeDerSerD, FICT e InterCear

COMUNICATO STAMPA

Droghe, il sistema Italia in grave difficoltà.
Occorre riprendere il percorso per una proposta politica e una legge nuove
CNCA, FeDerSerD, FICT e InterCear hanno organizzato oggi a Roma,
nell'ambito del confronto con il nuovo Dipartimento politiche antidroga,
un incontro con diversi esponenti delle istituzioni

Roma, 20 giugno 2017

Le sostanze psicoattive e le modalità di consumo mutano vorticosamente, il sistema di intervento pubblico e privato è in condizioni critiche, senza orientamenti e finanziamenti adeguati, pur tra sperimentazioni eccellenti e rilevanti inadempienze. La politica nel suo insieme sembra non essere in grado di assumersi le responsabilità necessarie di fronte a domande urgenti. Sulle droghe, l'Italia è in grave difficoltà.

Per questo, e per l'approssimarsi della Giornata mondiale della lotta all'abuso di droghe (26 giugno), Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Federazione italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze (FeDerSerD), Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT) e InterCear-Coordinamento Nazionale dei Coordinamenti Regionali degli Enti Accreditati per le dipendenze hanno organizzato oggi a Roma un incontro, in una sala messa a disposizione dalla Presidenza del Consiglio, dal titolo "Fenomeni che cambiano, servizi pubblici e del privato sociale di fronte alla sfida della modernità. Criticità, proposte e percorsi verso il domani nelle politiche sulle droghe". L'evento ha voluto essere l'occasione – dopo un lungo periodo di silenzio – per un confronto tra operatori pubblici e del terzo settore ed esponenti delle istituzioni.

Sono intervenuti Maria Contento, capo del Dipartimento politiche antidroga, Pietro Canuzzi, dell'Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d'azzardo e il fenomeno della dipendenza grave del Ministero della Salute, Mila Ferri, rappresentante della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e Daniele Farina della Commissione Giustizia della Camera dei deputati, insieme agli esponenti delle più importanti reti nazionali degli operatori.

Nell'incontro sono stati messi in evidenza i tanti aspetti del tema droghe che richiederebbero ben altra attenzione e investimento da parte della collettività. In primo luogo, la notevole diffusione di sempre nuove sostanze psicoattive (Nsp). L'Osservatorio sulle droghe di Lisbona ha mappato 300 Nsp tra il 2013 e il 2015 e, nel solo 2016, ha monitorato 560 sostanze. L'allarme lanciato dall'Europa riguarda anche le modalità di consumo, oggetto di continue sperimentazioni di cui i consumatori non conoscono sempre gli effetti e i rischi.

I promotori dell'incontro hanno evidenziato l'assoluta inadeguatezza, a fronte di queste domande, della legislazione vigente, in particolare del Dpr 309/90, che – per fare solo un esempio – non permette di analizzare le sostanze in tempo reale per capire effettivamente di cosa sono composte e, dunque, gli effetti che producono e il loro reale grado di pericolosità. Inoltre, l'autonomia concessa alle Regioni nell'organizzazione dei servizi sanitari ha creato, anche nel settore delle droghe, 20 sistemi regionali diversi, a cui corrispondono tutele differenti del fondamentale diritto alla salute del cittadino (presenza o meno di servizi diversificati per adolescenti, mamme con figli, coppie, persone con disturbi psichiatrici, ecc.).

Va segnalato anche il fatto che la stessa applicazione della legge e la definizione di reato varia – su punti essenziali come, ad esempio, l'accusa di spaccio – per giudice, tribunale, esponente delle forze dell'ordine.

Infine, va ancora una volta ricordata la totale insufficienza delle risorse economiche stanziate nel campo delle dipendenze.

CNCA, FeDerSerD, FICT e InterCear ritengono che, a fronte di tale situazione, l'enfasi di questo ultimo periodo sul tema della legalizzazione della cannabis abbia sì rilanciato il dibattito pubblico sul tema droghe – cosa di cui c'era certamente bisogno – ma abbia rischiato di schiacciarlo su un solo aspetto, per quanto rilevante, non fosse che per il numero delle persone coinvolte. Ciò ha finito per oscurare le altre criticità sopra richiamate e il dato di fatto di un modello di consumo sempre più "normalizzato" quando non "banalizzato".

Gli addetti ai lavori sono consapevoli del fatto che, anche per questa legislatura, viste le oggettive difficoltà, non verrà probabilmente insediata la Consulta degli esperti e non sarà organizzata alcuna Conferenza nazionale sulle droghe, pur prevista dalla legge. Ma queste problematicità, che registriamo da anni e che impediscono di garantire gli spazi istituzionali del dialogo istituzioni-addetti ai lavori, non esentano Governo, Parlamento e Regioni dal cercare di elaborare una proposta territoriale di intervento all'altezza della situazione e di promuovere una nuova, moderna legislazione che risponda alle tante questioni aperte ormai da almeno un paio di decenni.

Info:
Mariano Bottaccio – Responsabile Ufficio stampa e Comunicazione
Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)
tel. 06 44230395/44230403 – cell. 329 2928070 - email: ufficio.stampa@cnca.it
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