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Le droghe sono una grande questione sociale e sanitaria

Le considerazioni del CNCA dopo l'incontro di ieri con i ministri Salvini e Fontana

COMUNICATO STAMPA

Le droghe sono una grande questione sociale e sanitaria.
No a impostazioni che privilegiano il penale e il ricorso al carcere
Le considerazioni del CNCA dopo l'incontro di ieri
con i ministri Salvini e Fontana

Roma, 9 maggio 2019

Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) ha partecipato, ieri, all'incontro con i ministri Matteo Salvini e Lorenzo Fontana in materia di politica sulle droghe. A rappresentare la Federazione è intervenuto Matteo Iori, referente per le Dipendenze.

"Ci pare opportuno, a seguito di tale incontro," afferma Riccardo De Facci, presidente del CNCA, "rendere note alcune considerazioni che intendiamo condividere con il mondo della politica e degli addetti ai lavori.

1. Siamo lieti che il governo intenda realizzare una Conferenza nazionale sulle droghe attesa da dieci anni. Riteniamo essenziale, perché un tale appuntamento abbia il rilievo e l'efficacia che merita, che ad essa si arrivi tramite un percorso partecipato che includa sistema dei servizi, società civile, enti locali e rappresentanze dei consumatori. Perché la questione droghe ha, prima di tutto, un rilievo sociale e sanitario.

2. L'inasprimento delle pene e il ricorso al carcere non sono la risposta prioritaria per il consumo, l'abuso e la dipendenza da droghe. Un consumatore deve incontrare un operatore che sia in grado di comprenderlo e aiutarlo, non finire in carcere o davanti agli operatori della sicurezza. Per questo riteniamo che la legislazione oggi in vigore nel nostro paese in materia di droghe, vecchia di trent'anni, vada sì radicalmente cambiata, ma non per accrescere la sfera penale e diminuire il ricorso alle pene alternative.

3. Va rafforzato il sistema dei servizi, che – pur in forte sofferenza – si fa carico ogni anno di circa duecentomila persone. Serve un investimento ad hoc, che ne permetta l'ammodernamento rispetto alla forte e continua evoluzione del mondo dei consumi, e la creazione di un fondo nazionale dedicato.

4. Non riteniamo valida l'idea di rendere le scuole "sicure" attraverso l'uso esclusivo di forze dell'ordine e unità cinofile. Occorre, invece, un grande piano nazionale di prevenzione – atteso da anni – che veda protagoniste le famiglie, le scuole, le comunità locali nel loro complesso.

5. Non ci convince l'enfasi posta sui negozi di cannabis light. È come guardare il dito invece della luna. L'Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che in Italia, lo scorso anno, sono state rilevate più 100 nuove sostanze psicoattive. È su questo che dobbiamo concentrare la nostra attenzione."

"Ciò detto," conclude De Facci, "la nostra Federazione resta in attesa di una nuova convocazione da parte dei ministri interessati, per continuare un'interlocuzione con le istituzioni che riteniamo necessaria per affrontare una questione che, per la sua delicatezza e complessità, va tenuta fuori da qualsiasi intento di propaganda."

pdfScarica il documento integrale che Matteo Iori ha consegnato ieri ai ministri a nome della Federazione

 

 
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