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Migrare #NonèReato. Il 21 ottobre tutte/i a Roma

Piazza della Repubblica, ore 14.30. Il CNCA aderisce alla manifestazione

21 ottobre

Il 21 ottobre tutte e tutti in piazza a Roma per dire che:

- migrare #nonèreato
- accogliere #nonèreato
- povertà #nonèreato
- solidarietà #nonèreato
- dissenso #nonèreato

Piazza della Repubblica - ore 14.30


Centinaia le adesioni alla manifestazione contro il razzismo di sabato 21.
Al mattino torneo di calcio tra squadre multietniche.
Il percorso del corteo

Continuano ad arrivare anche in queste ore le adesioni alla manifestazione nazionale contro il razzismo indetta da centinaia di associazioni, ong, forze sociali e politiche, che si ritroveranno a Roma, sabato 21 ottobre in Piazza della Repubblica, a partire dalle 14.30 per un corteo che giungerà fino a Piazza Vittorio Emanuele. Il corteo, dopo essersi mosso da Piazza della Repubblica, percorrerà Viale Einaudi, Piazza dei Cinquecento, Via Cavour, Piazza dell'Esquilino, Via Liberiana, Piazza S. Maria Maggiore, Via Merulana, Viale Manzoni, Via Emanuele Filiberto, Piazza Vittorio.

Nella mattinata di sabato, prima della manifestazione, si svolgerà un torneo di calcio tra squadre multietniche – formate da ragazzi degli Sprar e ragazzi italiani - di diverse città nel campo sportivo XXV aprile a Pietralata.
A questo link la pagina fb dell'evento https://www.facebook.com/events/351068362004962/
Cominceranno gli atleti della Rfc Lions di Caserta che incontreranno l'atletico San Lorenzo.
Tutti poi si uniranno al corteo.

Il corteo sarà aperto dallo striscione "Contro il razzismo, per la giustizia e l'uguaglianza", tenuto da ragazze e ragazzi rifugiati o richiedenti asilo che formeranno il primo spezzone. Seguirà lo striscione di #italiani senza cittadinanza che aprirà il secondo spezzone. A seguire le associazioni, gli studenti, i sindacati e infine i partiti che hanno aderito.

In piazza Vittorio si alterneranno interventi e testimonianze di giovani di origine straniera a brani musicali. La conduzione è affidata a Francesca Fornario.

In allegato il lunghissimo elenco di adesioni, l'appello generale che convoca la manifestazione, la lettera di sostegno di personalità come don Raffaele Nogaro, don Luigi Ciotti, Andrea Camilleri, Toni Servillo, Carlo Petrini, Enrico Ianniello, Luciana Castellina, Moni Ovadia, Giuseppe Massafra.

In tante/i sabato ribadiremo la volontà di vivere in un paese diverso, inclusivo e in un continente che non resti fortezza inespugnabile per chi aspira ad una vita migliore.

Questo il link alla pagina fb della manifestazione: https://www.facebook.com/events/281944142306771/

Per informazioni: Andreina albano 3483419402 – Stefano Galieni 3471777846

Tutte le info utili sui pullman a questo link >> https://goo.gl/9H4Kx9
Le adesioni in aggiornamento >> https://goo.gl/RacnTa


L'appello della manifestazione

In un momento difficile della storia del paese e del pianeta intero, dobbiamo decidere fra due modelli di società. Quello includente, con le sue contraddizioni, e quello che si chiude dentro ai privilegi di pochi. Sembriamo condannati a vivere in una società basata su una solitudine incattivita e rancorosa, in cui prendersela con chi vive nelle nostre stesse condizioni, se non peggiori, prevale sulla necessità di opporsi a chi di tale infelicità è causa. Una società che pretende di spazzare via i soggetti più fragili a partire da chi ha la "colpa" di provenire da un altro paese, rievocando un nazionalismo regressivo ed erigendo muri culturali, normativi e materiali. Una società in cui il prevalere di un patriarcato violento e criminale è l'emblema evidente di un modello tradizionale che sottopone le donne alla tutela maschile e ne nega la libertà. Disagio e senso di insicurezza diffuso sono strumentalizzati dalla politica, dai media e da chi ha responsabilità di governo. Si fomentano odi e divisioni per non affrontare le cause reali di tale dramma: la riduzione di diritti, precarietà delle condizioni di vita, mancanza di lavoro e servizi.

Eppure sperimentiamo quotidianamente, nei nostri luoghi di vita sociale, solidarietà e convivenza, intrecciando relazioni di eguaglianza, parità, reciproca contaminazione, partendo dal fatto che i diritti riguardano tutte e tutti e non solo alcuni. Scegliamo l'incontro e il confronto nella diversità, riconoscendo pari dignità a condizione che non siano compromessi i diritti e il rispetto di ogni uomo o donna.

Vogliamo attraversare insieme le strade di Roma il 21 ottobre e renderci visibili con una marea di uomini, donne e bambini che chiedono eguaglianza, giustizia sociale e che rifiutano ogni forma di discriminazione e razzismo.

Migranti, richiedenti asilo e rifugiati che rivendicano il diritto a vivere con dignità insieme a uomini e donne stanchi di pagare le scelte sbagliate di governi che erodono ogni giorno diritti e conquiste sociali, rendendoci poveri, insicuri e precari.

Associazioni, movimenti, forze politiche e sociali, che costruiscono ogni giorno dal basso percorsi di accoglienza e inclusione e che praticano solidarietà insieme a migranti e richiedenti asilo, convinti che muri e confini di ogni tipo siano la negazione del futuro per tutti.

Ong che praticano il soccorso in mare e la solidarietà internazionale.

Persone nate o cresciute in Italia, che esigono l'approvazione definitiva della riforma sulla cittadinanza.

Giornalisti che tentano di fare con onestà il proprio mestiere, raccontando la complessità delle migrazioni e prestando attenzione anche alle tante esperienze positive di accoglienza.

Costruttori di pace mediante la nonviolenza, il dialogo, la difesa civile, l'affermazione dei diritti umani inderogabili in ogni angolo del pianeta e che credono nella libertà di movimento.

Vogliamo ridurre le diseguaglianze rivendicando, insieme ai migranti e ai rifugiati, politiche fiscali, sociali e abitative diverse che garantiscano per tutte e tutti i bisogni primari.

Il superamento delle disuguaglianze parte dal riconoscimento dei diritti universali, a partire dal lavoro, a cui va restituito valore e dignità, perché sia condizione primaria di emancipazione e libertà.

Chiediamo la cancellazione della Bossi-Fini che ha fatto crescere situazioni di irregolarità, lavoro nero e sommerso, sfruttamento e dumping socio-lavorativo.

Denunciamo l'uso strumentale della cooperazione e le politiche di esternalizzazione delle frontiere e del diritto d'asilo. Gli accordi, quasi sempre illegittimi, con paesi retti da dittature o attraversati da conflitti; le conseguenze nefaste delle leggi approvate dal parlamento su immigrazione e sicurezza urbana che restringono i diritti di migranti e autoctoni (decreti Minniti Orlando) di cui chiediamo l'abrogazione; le violazioni commesse nei centri di detenzione in Italia come nei paesi a sud del Mediterraneo finanziati dall'UE. Veri e propri lager, dove i migranti ammassati sono oggetto di ogni violenza. Esigiamo che delegazioni del parlamento europeo e di quelli nazionali si attivino per visitarli senza alcun vincolo o limitazione.

Chiediamo canali di ingresso sicuri e regolari in Europa per chi fugge da guerre, persecuzioni, povertà, disastri ambientali.

Occorrono politiche di accoglienza diffusa che vedano al centro la dignità di chi è accolto e la cura delle comunità che accolgono. Politiche locali che antepongano l'inclusione alle operazioni di polizia urbana. E occorre un sistema di asilo europeo che non imprigioni chi fugge nel primo paese di arrivo.

Il 21 ottobre uniamo le voci di tutte le donne e gli uomini che guardano dalla parte giusta, cercano pace e giustizia sociale, sono disponibili a lottare contro ogni forma di discriminazione e razzismo.

Per adesioni: 21ottobrecontroilrazzismo@gmail.com

 

 
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