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Le preoccupazioni di alcune organizzazioni del Gruppo Crc sul ddl Pillon

Lettera alla Commissione Giustizia del Senato. Il CNCA ra i sottoscrittori della presa di posizione

AI Componenti della Commissione Giustizia del Senato

Oggetto: Disegno di Legge 735 "Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità"

Le sottoscriventi associazioni del Gruppo CRC esprimono preoccupazione in relazione al Disegno di Legge n. 735 S. concernente la modifica delle norme riguardanti l'affidamento dei figli a seguito della disgregazione della coppia genitoriale. Questo disegno di legge, pur con una inadeguata e confusa declinazione, prende tuttavia atto della trasformazione di alcuni ruoli (i padri sono oggi molto più presenti e attenti alle esigenze quotidiane dei figli rispetto alle generazioni passate) e della necessità di degiurisdizionalizzare l'ambito delle separazioni in favore di una mediazione, che vede nei coniugi e non nel giudice gli artefici del proprio futuro. Esso mira, ma senza la necessaria flessibilità, ad introdurre nell'ordinamento una netta preferenza verso il regime del doppio domicilio dei figli e della loro permanenza preso ciascun genitore con tempi paritetici, con conseguente esclusione della assegnazione della casa familiare al genitore collocatario (essendo entrambi ugualmente collocatari dei figli) e del contributo al mantenimento (sul presupposto che entrambi i genitori provvedano in via diretta al mantenimento dei figli).

In base ai contenuti del disegno di legge ci sembra opportuno richiamare alcuni principi fondamentali per la tutela dei diritti delle persone di minore età.

Infatti tale proposta introduce un'eccessiva rigidità nell'individuazione del modello di affidamento e di collocazione dei figli. È opportuno rammentare che il principio del superiore interesse del minore (art. 3 CRC) non delinea un modello predeterminato, ma impone, al contrario, di valutare i diritti, i bisogni, i desideri e le aspirazioni del singolo minore. Non è lecito, pertanto, prevedere automatismi o forzature, dovendosi in ogni caso lasciare al giudice la possibilità di esaminare, caso per caso, la situazione concreta, le condizioni di vita del figlio e dei suoi genitori ed ogni altro elemento utile a ricercare la migliore soluzione nel suo interesse.

La mediazione è certamente uno strumento importante, tanto che la Convenzione Europea sull'esercizio dei diritti dei minori del 1996, all'art. 13 incoraggia "il ricorso alla mediazione e a qualunque altro metodo di soluzione dei conflitti atto a concludere un accordo, ma non appare opportuno, e comunque rischia seriamente di non essere utile allo scopo prescriverne l'obbligatorietà con la presenza dei legali quale condizione di procedibilità, diventando così un mero adempimento burocratico che finirebbe con il tradire il senso stesso della mediazione. Peraltro fermo restando il divieto di mediazione in caso di violenza e maltrattamento,così come disposto dalla Convenzione di Istanbul regolarmente ratificata dall'Italia, qualora la mediazione sia utile nel superiore interesse del minorenne dovrebbe essere servizio garantito gratuitamente.

In linea con quanto sancito dalla Convenzione ONU (art.12 CRC) il bambino o il ragazzo devono essere protagonisti dei procedimenti che li riguardano e ciò significa esaminare, anche attraverso il loro diretto ascolto svolto in maniera attenta e competente, di volta in volta, il loro vissuto, le relazioni preesistenti, le capacità di cura e di reddito di entrambi i genitori, assicurando che la separazione, già di per sé dolorosa, non determini ulteriori lacerazioni fra i componenti del nucleo familiare.

A tal fine, è altresì necessario assicurare che tutti gli operatori della giustizia, dai magistrati agli avvocati, dai consulenti agli operatori dei servizi territoriali e consultoriali, siano messi in condizione di svolgere il loro lavoro in maniera efficace, celere e competente, in modo da fornire una risposta equilibrata e tempestiva alle persone che ad essi si rivolgono: è auspicabile dunque che siano messe in campo azioni concrete volte a migliorare i servizi che ruotano intorno alla famiglia, sia sul lato giurisdizionale che su quello sociale e sanitario, assicurandone la massima specializzazione e professionalità.

La competenza specialistica degli operatori, insieme all'efficienza del servizio, sono strumenti indispensabili a garantire l'adozione di decisioni effettivamente rispondenti ai diritti del minore e di entrambi i genitori ed a fornire una risposta tempestiva ed efficace anche nei casi di violazione di tali diritti.

Riteniamo infine importante evidenziare come sarebbe, sotto altro profilo, auspicabile un impegno delle istituzioni nel promuovere la cultura della bigenitorialità attraverso campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza ed agli operatori del diritto, più che intervenire sul piano legislativo, quando purtroppo è ormai tardi per ricucire rapporti irrimediabilmente conflittuali. Sarebbe pertanto utile un intervento di promozione sociale, finalizzato a porre in luce i vantaggi derivanti dalla reale condivisione della responsabilità genitoriale sostenendo le coppie in crisi, ed al contempo prevenire i danni provocati ai minori dalla esasperata conflittualità fra i genitori o, in misura ancora maggiore, da atteggiamenti di strumentalizzazione dei figli.

ALPIM
ANPE
Cammino
CNCA
CISMAI
IPDM
La Gabbianella ed altri animali
Save the Children Italia
SOS
UNCM

 

 
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