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Annunciata l'Assemblea nazionale di giugno

A tutti i Gruppi del CNCA

Se fossimo una organizzazione sindacale la chiameremmo "assemblea organizzativa": sto parlando del nostro prossimo, tradizionale, appuntamento di giugno normalmente dedicato alla approvazione del bilancio, ma che da un paio d'anni abbiamo cercato di caricare di contenuti altri e, possibilmente, alti.


Sara' cosi' anche quest'anno.
Anzi, di piu'.
Abbiamo, infatti, deciso con il consiglio nazionale di caratterizzare l'incontro di quest'anno (Foligno, 17 e 18 giugno) come occasione di riflessione, analisi, valutazione dello stato di salute del CNCA come ORGANIZZAZIONE.
Due anni e mezzo fa, al momento della elezione di questo gruppo dirigente, avevamo affermato una serie di principi e linee guida che dovevano fortemente connotare un processo di cambiamento, anche organizzativo.
C'eravamo detti che:

- la complessità che ci interpellava fortemente richiedeva una organizzazione che sapesse affermare per se stessa una leadership non piu' carismatica, ma funzionale, da "primus inter pares", distribuita per competenze;

- il passaggio generazionale in atto in tutti i nostri gruppi richiedeva una strategia centrata sul lavoro d'equipe;

- la notevole articolazione delle aree di impegno dei gruppi e della Federazione rivendicava una gestione delegata per singole aree di competenza;

- la progressiva ed inesorabile professionalizzazione nella gestione di servizi di accoglienza necessitava di riaffermare, anche nella predisposizione delle attivita' nazionali, la necessaria sintesi tra etica, valori, radici fondative, scelte di vita e qualità, scientificità, professionalità;

- il tentativo di orientare sempre più il nostro lavoro verso contesti di normalità e in direzione della costruzione di comunità locali accoglienti ha imposto la decisione di ri-organizzarci su base territoriale con la decisione di costituirci in Federazioni regionali.

A fronte di queste affermazioni impegnative come ha risposto la macchina organizzativa?
L'organizzazione ha retto alle sfide che si era imposta?
Gli organismi decisi ed eletti sono stati individuati e gestiti con coerenza rispetto a queste strategie dichiarate?
Gli uffici nazionali (amministrazione, sede di Roma, agenzia nazionale, gruppi tematici, ufficio stampa...) sono percepiti e vissuti come articolazioni coerenti della costruzione di un "noi" collettivo?
La gestione delle risorse testimonia linearità e conformità agli obiettivi dichiarati?
Come stiamo procedendo sulla strada del decentramento organizzativo?
Insomma, a giugno vorremmo tentare assieme una revisione della "macchina" CNCA perché siamo convinti che le idee marciano sulle gambe e le attività degli uomini e delle organizzazioni.
Per ri-orientarci, se serve.

Ma non vorremmo arrivarci impreparati.
Per questo abbiamo deciso un iter di avvicinamento così articolato:
- sessione dell'esecutivo in marzo
- sessione del consiglio in marzo
- richiesta di effettuazione di assemblee regionali che tematizzino il problema del funzionamento organizzativo
- effettuazione di tre focus group ai quali inviteremo amici dei nostri gruppi che abbiano vissuto le varie fasi storiche del CNCA per avere una loro lettura e analisi
- l'assemblea di giugno nella quale veicolare tutti i risultati degli appuntamenti precedenti.

E' la prima volta che in modo organico ci interroghiamo su "quale organizzazione vogliamo?".
Mi sembra, in tempi di grandi turbolenze organizzative, una domanda tutt'altro che superficiale, di una grande rilevanza per poter darci futuro condiviso.
So che, come sempre, sapremo tutti assieme darci una mano per continuare a crescere al meglio, magari già da ora tentando di proporre questa analisi anche ai nostri operatori, volontari, dirigenti di gruppo: che ne pensano e come leggono il CNCA in quanto organizzazione di secondo livello cui aderiscono?

A presto

Lucio Babolin

 

 
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