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Le Olimpiadi di comunità del CNCA Emilia Romagna

Una tradizione a cui partecipano diversi soci della Federazione regionale

Olimpiadi di comunità: una tradizione da non perdere

Sabato 8 ottobre 2016, dopo un anno di sosta, nell'attrezzato impianto sportivo di Cà de Testi a Sasso Marconi, sono scesi nuovamente in campo, per il tradizionale appuntamento Olimpico, un nutrito gruppo di atleti comunitari delle realtà del CNCA della Regione Emilia Romagna. i presenti di questa edizione: Open Group Cooperativa Sociale (con le comunità Rupe Maschile, Rupe Fresatore, Rupe Ozzano e la straordinaria partecipazione di una rappresentanza del settore disabili); Cooperativa Sociale "Il Sorriso" (con le comunità sia maschile che femminile); Comunità di Betania di Parma ed Opera Padre Marella (con la comunità "La Sorgente").

Come il torneo di calcio, l'evento sportivo rappresenta un'occasione speciale per divertirsi e "fare comunità" attraverso lo sport.

Naturalmente la manifestazione sportiva è pensata per tutti ed alla portata di tutti.

Accanto alle classiche discipline di atletica leggera - staffetta, mezzofondo, corsa veloce, salto in alto, salto in lungo, getto del peso - vengono organizzate buffe e coinvolgenti prove "diversamente atletiche" (l'ormai storico triathlon dei panchinari a sorpresa): chi non se la sente di affrontare le specialità agonistiche può così dare il proprio attivo contributo alla squadra d'appartenenza.

Ogni squadra si prepara come può, organizzando gli allenamenti (con o senza il supporto di esperti): l'attesa è già parte integrante delle olimpiadi comunitarie; gli "aspiranti" atleti – ragazzi, ragazze, operatori e volontari - si mettono alla prova, si confrontano con la fatica e l'impegno necessari al raggiungimento di qualsiasi traguardo personale. Per tutti un momento prezioso per ritrovarsi "in intimità" con se stessi ed il proprio corpo: l'emozione di sfidare i propri limiti e sperimentarsi nel nuovo, ascoltare il respiro, imparare l'arte del correre nel rispetto di tempi ed obiettivi possibili, stando dunque fuori dalle inutili e frenetiche rincorse quotidiane, in cui si cede all'illusione del "tutto subito" che azzera il passaggio tra intenzione e risultato.

Nessuna logica competitiva: ognuno punta a fare del suo meglio, non ad essere il migliore. Spesso il risultato più importante diventa la sorpresa di avercela fatta ad arrivare fino in fondo senza rinunciare; mentre la grande vittoria quella del coraggio delle alternative, di riuscire a sperimentare nuove edizioni di sé (di "veri" atleti il campo, in questi anni, ne ha visti pochi!).

Si respira un gareggiare animato dal piacere di stare insieme e divertirsi, dal desiderio d'incontrarsi e, nella condivisione di una giornata davvero intensa e partecipata, confermare il proprio "essere parte" di una comunità, della rete CNCA, del territorio.

Vivace ed energico il tifo, su e giù dagli spalti: grida festose chiamano per nome i protagonisti delle diverse gare e, soprattutto, in modo corale, sostengono quel cambiamento che, nello sport e nel divertimento autentico, trova spazi privilegiati per il benessere della persona "intera".

Punto di forza della manifestazione è la rete organizzativa che prepara e gestisce l'evento: un gruppo di volontari, appartenenti a diverse realtà del territorio che, negli anni, ha ormai preso la fisionomia di una vera "comunità" tra le comunità. Sono loro testa, cuore, mani e gambe dell'iniziativa ed è loro il merito di aver permesso alle Olimpiadi delle comunità di mettere radici nel contesto di Sasso Marconi. Per il suo impegno volontario, questa "squadra" in continua espansione vince sempre l'esclusivo podio della gratitudine: l'associazione sportiva CSI, che gioca in casa con il suo insostituibile ruolo tecnico (gestione delle gare a 360°, arbitraggio e regole incluse); la Pubblica Assistenza (con ambulanza e medico), angeli arancioni ed attenti custodi dell'evento per gli aspetti di carattere medico-sanitario; i "Ciclisti over 70", arzilli vecchietti su due ruote, che con la divisa portano a spasso il motto "ragazzi non fumatevi la vita"; il Comune di Sasso Marconi, partner politico-istituzionale che da sostegno ed ospitalità all'iniziativa. E, ultimi ma non ultimi, i volontari della Cooperativa Open Group che s'impegnano a coordinare le diverse attività e preparare, come da tradizione, qualcosa di gustoso per deliziare i palati e premiare le fatiche dei partecipanti.

Concludo l'articolo con quella che credo essere la più bella novità dell'edizione 2016 delle olimpiadi: nella squadra Open Group, tra gli atleti, la partecipazione discreta e silenziosa di un ragazzo disabile. Il suo sorriso e la voglia di esserci, con il sostegno dei suoi tifosi "familiari", sono stati la più contagiosa testimonianza: la forza di volontà e l'energia della motivazione a fare dei propri limiti un'opportunità, quel potere che, senza medaglie e riconoscimenti esterni, però può farti vincere la gara della qualità di vita.

Alla prossima, confidando in una partecipazione ancora più numerosa.

(articolo di Claudia Bianchi, Open Group)

 

 

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