-
I passaggi
-
L'esperienza dei primi anni del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) - che ha nei testi Sarete liberi davvero e Condivisione e marginalità i suoi principali riferimenti - è stata segnata fin dal suo nascere, nel 1982, dal tentativo di aprire una nuova frontiera nello scenario sociale ed ecclesiale del nostro Paese.
-
-
Il nascente coordinamento, infatti, portava alla luce l'esperienza condivisa attorno ad alcuni nuclei fondanti - il "Documento programmatico" con i 10 punti fondativi - di gruppi eterogenei tra loro (per storia, tipologia d'azione, collocazione geografica) e al loro interno (persone in difficoltà, preti, religiose/i, obiettori, coppie e famiglie in ricerca di stili di vita comunitari...), che saldavano le prassi sociali di vita a fianco di persone e situazioni di marginalità con la volontà di produrre cultura e proposta di cambiamento.
-
-
Non vi era, da un lato, alcuna tentazione di costituire un nuovo movimento ecclesiale e, dall'altro, si intendeva perseguire una continuità di riflessione tra teologia e storia, tra chi era credente e chi non lo era, tra situazioni difficili emergenti dai vissuti di fatica delle persone e ricerca di spazi di bene possibile per tutti.
-
-
Un secondo passaggio è stato caratterizzato da tre iniziative pubbliche costruite insieme a Caritas italiana, Gruppo Abele, "Il Regno" ed altre sigle del mondo ecclesiale cattolico. Al centro dei tre momenti vissuti al Teatro Tenda di Firenze, tra il 1995 e il 1997, vi era la connessione tra spiritualità, economia e cittadinanza e il desiderio di dare patria agli "incroci pericolosi" che, a partire dalle storie di marginalità e sofferenza vissute dalle persone che i gruppi incontrano nel loro agire quotidiano, suscitavano il bisogno di nuovi sguardi politici, etici, ecclesiali.
-
-
Il terzo passaggio si è avviato in occasione del Giubileo 2000 e si è caratterizzato per una serie di percorsi di riflessione che ruotavano intorno ad alcuni "strumenti di lavoro" (testi) che si mettevano a disposizione dentro e fuori il CNCA per sostenere e stimolare le ricerche di gruppi, persone, famiglie, comunità, associazioni. Si tratta di testi che riprendono forme di scrittura collettiva e si connettono a eventi nazionali, diventando stimolo per proposte di laboratorio, momenti di ascolto e di confronto: Quando un'asina educa il profeta, pensato esplicitamente per il Giubileo 2000 e per chiedere un atto di indulto; Abitare le domande, in occasione del ventennale dalla fondazione del CNCA (2002); Tempo di resistere, tempo di traghettare, in vista di una riflessione complessiva della Federazione (2004); "La decrescita necessaria", per un seminario sulla chiesa italiana con Caritas italiana, "Il Regno", "Aggiornamenti Sociali", "Jesus", salesiani, comboniani ed altre realtà ecclesiali (Milano, febbraio 2006).
-
-
Il filo dei contenuti ha evidenziato alcuni frammenti paradossali che l'oggi va richiedendo a persone e gruppi: il valore e lo spessore del farsi educare da chi non sembra avere niente da dire e meno ancora da insegnare (Quando un'asina educa il profeta); la centralità del coltivare le domande in un tempo di continue, perentorie affermazioni (Abitare le domande); il tentativo di tornare a una lettura complessiva della storia uscendo dalla trappola della difesa del salvabile (Tempo di resistere, tempo di traghettare); la proposta di una diversa andatura di vita per lasciare che il futuro avvenga ("La decrescita necessaria").
L'impegno politico
C'è una prassi che viviamo da sempre: dal basso, insieme, per un cambiamento pacifico, prendendo parola sulle vicende di cronaca perché - proprio attraverso la parola - il quotidiano possa entrare nella storia.
Intendiamo politica questa consapevolezza e questa determinazione. Sappiamo che le nostre vite si sviluppano dentro il segno dell'alternativa, raccontando una vita altra anche se il quotidiano richiama spesso all'ovvio e ai luoghi comuni.
Non siamo i soli ad avere questa consapevolezza e non ci sentiamo tali; ci sono realtà in Italia e nel mondo che stanno facendo questo cammino. Il terreno comune è segnato dall'avere coscienza del nostro "essere minoranza", sviluppando così le logiche proprie delle minoranze; dal cercare di fare sintesi con gli altri itinerari spirituali e politici; dall'accompagnare gli snodi con le nuove generazioni e con i passaggi epocali (abbiamo chiamato questa azione "traghettare"); dall'avere come ispirazione radicale la laicità, superando così linguaggi, pensieri e atteggiamenti datati, che rischiano di non far emergere la forza profetica che è nella prassi di vita delle persone.
Una costruzione seria e appassionata, segnata negli anni da una serie di testi che si rivolgevano direttamente alla dimensione della politica e delle istituzioni: il cartello "Educare, non punire" che, a partire dal tema della dipendenza, si allargava all'intera questione educativa e pedagogica; "Minori, luoghi comuni", edito nell'anno 1999 come proposta del CNCA a tutti i luoghi dell'accoglienza residenziale di ragazze e ragazzi che uscivano da situazioni di istituzionalizzazione; "Cittadino volontario", che teorizzava l'esigenza che ogni uomo e donna del nostro Paese sentisse come propria responsabilità civile quella di essere capace di solidarietà e di accoglienza.
Una costruzione che abbiamo continuato a sviluppare con le iniziative di questi ultimi anni.



Essere CNCA 

