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La rete DASI-FVG esprime la propria solidarietà a Gianfranco Schiavone

Il presidente del Consorzio italiano di solidarietà di Trieste attaccato dal vicesindaco della città Paolo Polidori per aver denunciato la grave situazione in cui si trovano i richiedenti asilo nell'emergenza coronavirus

COMUNICATO STAMPA

Come si trasforma una emergenza sanitaria in uno scenario di guerra.
Solidarietà a Gianfranco Schiavone (Ics Ufficio Rifugiati Onlus)

La gravità della situazione sanitaria ed emotiva che viviamo in questi giorni dovrebbe suggerire agli amministratori prudenza e ponderatezza nelle loro esternazioni per non aumentare il senso di smarrimento e paura dei cittadini.

Ma constatiamo che non è così.

Il vicesindaco di Trieste, Polidori, del tutto sconsideratamente e per puro calcolo politico sposta l'attenzione dalle proprie inadempienze (non trovare e aprire rifugi sicuri secondo gli obblighi del DPCM 9.03.2020 e le indicazioni della Protezione Civile nazionale per il numero modesto di richiedenti asilo che a Trieste sono senza casa) e perde il proprio tempo attaccando Gianfranco Schiavone presidente dell'ICS che con questa emergenza ci lavora ogni giorno cercando e proponendo soluzioni. In questo difficile momento di emergenza invece di sostenere e "ringraziare" l'operato di tante persone che cercano di dare il lor contributo questo amministratore "noto rubacoperte" si lascia andare a volgari attacchi personali. Mentre esprimiamo la nostra completa solidarietà a Gianfranco Schiavone che da anni offre il suo contributo di idee e proposte a livello regionale e nazionale non possiamo non chiederci "cui prodest?".

Avvertiamo e denunciamo il tentativo, proprio ora che la battaglia contro la pandemia richiederebbe il massimo sforzo comune, di usare la gravità della situazione per riproporre scenari da guerra civile, parlando di coprifuoco e di militarizzazione per "difendere le frontiere" e il territorio da pericolosi individui che evidentemente hanno il torto di essere poveri e non avere un rifugio.

Come volontari, operatori pubblici, delle cooperative e privati, amministratori e singoli cittadini troviamo questi atteggiamenti dannosissimi per l'intera cittadinanza che sarà ancora più impaurita e travolta dall'odio e per lo svolgimento del nostro lavoro e del nostro operare che già si da in condizioni estreme in soccorso delle fasce più deboli della popolazione.

Rete DASI FVG - Rete Diritti Accoglienza Solidarietà Internazionale c/o Centro Balducci-Zugliano

 

 

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