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Anche da Milano, associazioni e operatori chiedono una legge sul gioco d’azzardo

Nato il Coordinamento regionale lombardo della campagna Mettiamoci in gioco

Qui sotto un resoconto della giornata di riflessione sul gioco d’azzardo promossa di Mettiamoci in gioco, la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo, a Milano il 13 novembre.

L’evento ha anche segnato la nascita del Coordinamento regionale lombardo della campagna.

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È cominciata con gli incontri con le istituzioni la giornata-evento organizzata dal coordinamento lombardo della campagna “Mettiamoci in gioco”: prima tappa al Comune di Milano, dove Cristina Perilli, Angela Fioroni e Paolo Petracca hanno incontrato l’assessore Marco Granelli – delegato dal sindaco Pisapia – affrontando l’importanza del ruolo del comune nella lotta al dilagare incontrollato del gioco d’azzardo. Il rappresentante di Palazzo Marino ha dichiarato la massima disponibilità a collaborare con la campagna, concordando e condividendo in pieno i 14 punti nodali (pubblicati sul sito www.mettiamociingioco.org). Si è puntato soprattutto sul fattore prevenzione, su cui vanno concentrati gli sforzi di tutte le istituzioni preposte e in particolare della ASL per il coordinamento degli interventi sul territorio, in collaborazione con servizio pubblico e terzo settore. In Provincia si sono recati ancora la Perilli con Giuseppe Bortone, incontrando l’assessore alla sicurezza Stefano Bolognini e il comandante del corpo di polizia provinciale Perini: nel corso del colloquio si è insistito sull’importanza della legge regionale sul gioco d’azzardo approvata il 15 ottobre scorso e sull’esigenza di tutelare la sicurezza e la salute dei cittadini combattendo il gioco d’azzardo illegale, limitando inoltre l’eccessiva pervasività di quello legale. Necessaria inoltre la formazione, per evitare al massimo i danni del gioco d’azzardo patologico e l’irrazionale distribuzione delle risorse. Tutto ciò senza indebolire il sistema dei servizi per le dipendenze già operante. In prefettura si sono recati Don Armando Zappolini, Corrado Mandrioli, Davide Salluzzo, Don Virginio Colmegna: il prefetto riferirà al ministro competente dell’incontro, per rafforzare l’attenzione sull’iter parlamentare della legge nazionale, e si è dichiarato ammirato e disponibile nei confronti del coordinamento regionale della campagna. I tagli al servizio pubblico e al terzo settore stanno rendendo difficile un intervento adeguato e una rete attiva di cittadini si rivela certamente una preziosa risorsa. L’assessore regionale Viviana Beccalossi ha incontrato Ersilia Brambilla, Cristina Perilli e Giuseppe Bordoni: l’assessore ha sottolineato la volontà di rendere operativaentro la fine dell’anno la legge approvata il 15 ottobre e ha promesso la collaborazione con il coordinamento lombardo della campagna per organizzare iniziative ad hoc sul territorio e stanziare investimenti a favore della prevenzione. Ha condiviso pienamente i 14 punti proposti dalla campagna e si è impegnata a consultare i rappresentanti della campagna per quanto riguarda le normative. Ultimo appuntamento fissato in ASL, dove si sono recati Riccardo Zerbetto, Alessandra Pessina, Fabrizio De Meo e Gianni Carrino: dopo una presentazione dei servizi messi in campo da Asl contro il GAP, si è discusso dei punti proposti dalla campagna per la prevenzione e la tutela dei minorenni. Si è richiesto ad Asl l’impegno di lavorare insieme per migliorare una rete con il terzo settore e costruire strategie condivise su tre filoni, normativo-legislativo, prevenzione-cura e sociale con la creazione di spazi alternativi lavorando sui corretti stili di vita. Si è previsto un ulteriore incontro a breve per approfondire ulteriormente i bisogni.

Nel pomeriggio è stato organizzato un convegno presso Palazzo Pirelli a Milano; il presidente del consiglio regionale Cattaneo, impossibilitato a partecipare per impegni concomitanti, ha inviato un messaggio che è stato letto all’apertura dei lavori.

Maria Ferrucci, sindaco di Corsico, è intervenuta a nome di Avviso Pubblico: “Si tratta di un’associazione di comuni che si occupa di formazione civile contro le infiltrazioni mafiose. Con il gioco d’azzardo tanto diffuso le mafie hanno trovato un nuovo humus per riciclare denaro e possono procedere anche alla “campagna acquisti” di nuove persone disposte a partecipare ad azioni criminose perché indebitate; non dimentichiamo l’usura, perché il giocatore patologico non ha freni a livello patrimoniale”.

Francesco Breviario ha parlato in rappresentanza del Sindacato Confederale: “Non ci saremmo mai aspettati di doverci occupare del gioco d’azzardo, ma è un fenomeno trasversale che coinvolge lavoratori che si trovano a curare altri lavoratori in difficoltà e non solo, perciò deve per forza interessarci. Il tema si inserisce nella situazione di crisi, aggravata dal fatto che il giocatore si affida quasi ciecamente alla fortuna trascurando casa, welfare, salute. Dobbiamo essere propositivi, per quanto sia un campo nuovo anche per noi. Abbiamo fatto accordi per prevenire l’infiltrazione mafiosa negli appalti, l’esperienza ci può essere utile anche in questo campo”.

“Cent’anni fa in Lombardia c’erano tantissime associazioni che si occupavano di riunire i cittadini per finalità ludiche, turistiche e sportive, soprattutto per tenere i lavoratori lontani dall’alcool – ha spiegato Fabrizio De Meo, rappresentante di UISP -. La nostra associazione ha scelto un approccio al problema che propone uno stile di vita non dannoso, con alternative sane. Come si fanno buone leggi? Spostando i rapporti di forza.

La psicologa e psicoterapeuta Cristina Perilli ha presentato il progetto di prevenzione che Libera sta portando avanti nelle scuole: “La prevenzione nelle scuole è prevista anche nel decreto Balduzzi. Libera è da sempre impegnata in prima linea per affiancare, con un lavoro di sensibilizzazione socio-culturale sul territorio, il lavoro di indagine delle forze dell’ordine e della magistratura, per smascherare il malaffare e le mafie che si nutrono di disperazione e dipendenza. Con il progetto di prevenzione nelle scuole, Libera promuove una cittadinanza attiva e responsabile anche quando si gioca….soprattutto se d’azzardo! Nel “mercato del gioco d’azzardo, sono coinvolti ‘ndrangheta, camorra, cosa nostra, criminalità sarda e pugliese: si guadagna molto e velocemente, si ricicla denaro sporco con perdite percentuali minime, i rischi giudiziari sono bassi. C’è infiltrazione diretta e indiretta, tra cui figura l’ingaggio da parte delle mafie di persone ridotte in difficoltà dal gioco. Il progetto di Libera intende fornire agli insegnanti strumenti e consapevolezza. È facile giocare, ma non esiste il “vincere facile” e, quindi, bisogna educare anche alla lettura corretta dei messaggi pubblicitari. È importante far comprendere che gioco legale non è sinonimo di gioco sicuro e che il GAP non è un vizio, ma una malattia e chi ne è colpito va aiutato e curato”.

La dottoressa Fulvia Prever ha illustrato le attività di AND a Varese, Como e Milano: “Esiste dal 2003 e raccoglie tutti professionisti volontari, lavoriamo solo sul gioco d’azzardo. Pensiamo all’unione di risorse, prima ancora che alla ricerca di denaro. Abbiamo messo a disposizione sei sportelli d’ascolto, per i giocatori e i loro familiari: aiutiamo infatti anche le famiglie con percorsi di sostegno legale e psicoterapeutico per la gestione dello stress. Le nostre attività sono gratuite per l’utenza. Abbiamo creato un gruppo apposta per le donne giocatrici. Abbiamo organizzato gli “aperitivi liberi dal gioco d’azzardo”. L’importante è capire che il caso non si può influenzare e che non tutte le dipendenze dipendono da sostanze.Il gioco d’azzardo è legato al condizionamento operante. La prima slot è del 1920 e Skinner dimostrò nel 1956 che i meccanismi di gioco sono estremamente additivi, perciò non si può giurare il falso sul gioco legale come fecero a loro tempo i produttori di tabacco a proposito delle sigarette”.

Maria Aureli, della Cooperativa Amenano, ha proiettato un video che è il risultato di un grosso lavoro per la prevenzione e la sensibilizzazione dei giovani, con una domanda fondamentale: “E tu come giochi le tue giornate?”.

Riccardo Zerbetto, rappresentante di Orthos, ha detto: “Ci siamo chiesti cosa potevamo fare e la risposta non è stata così semplice,perché i giocatori sono egosintonici, non pensano di avere un problema. Sono in realtà i familiari che soffrono. I Giocatori Anonimi sono molto utili, dove ci sia una delle loro associazioni. Al Sert non si va volentieri, perché si hanno remore a curarsi dove vanno i tossici. Anche il trattamento ambulatoriale può non bastare per curare dipendenze di magari quindici o vent’anni. Orthos si è occupata degli sportelli per la prima accoglienza e la decodifica della domanda proponendo modelli che interrompano la compulsione, misurando l’impulsività, lavorando sulle emozioni. Rettificando le informazioni sul gioco non si indebolisce il pensiero magico. La comunità residenziale intensiva, nella campagna senese, in un contesto naturalistico e lontano da centri abitati espone il giocatore patologico a stare con il vuoto, prendendo familiarità con le proprie paure, affrontando l’autodistruttività, occupandosi di sé, del proprio corpo e del lavoro, del gusto della commensalità e del dialogo, la psicoterapia, l’arteterapia con il gioco della maschera, l’avvicinamento al gioco creativo e ricreativo. Occorre il coraggio di combattere la dissociazione, il mentire a se stessi. Gli effetti del nostro intervento si vedono nella cerchia delle relazioni e nella riduzione del gioco. Il prossimo modulo intensivo durerà 21 giorni e la Regione ha appena rifinanziato la sperimentazione, benché non esista ancora un quadro normativo sulle dipendenze comportamentali”.

È intervenuto Carlo Borghetti, consigliere regionale della Lombardia: “Il 15 ottobre è stata approvata la legge e in consiglio è stata abbinata ad altre proposte di legge. Si rivolge ai comuni, ai singolo, alle associazioni e alle Asl e prevede monitoraggio, istituzione di un numero verde, aiuti alle associazioni, l’istituzione di un marchio slot free per i locali che rifiutano le macchinette. Novità assoluta della legge è la concessione di agevolazioni fiscali per quanto compete a Regione Lombardia per quanto riguarda gli esercenti, oltre a un incentivo per la disinstallazione. C’è il divieto di aprire locali con slot a 500mt da scuole, luoghi di culto, strutture residenziali che operano in campo sanitario e sociosanitario, luoghi di aggregazione indicati dai comuni. È prevista anche una sanzione per chi non rispetta le norme. I comuni possono elaborare agevolazioni ulteriori per promuovere comportamenti virtuosi. Va sottolineato lo stanziamento di 10 milioni di euro da parte di Regione Lombardia per attività a contrasto del gioco d’azzardo patologico: le buone leggi devono avere le gambe per camminare”.

Lella Brambilla, presidente di Auser Lombardia, ha evidenziato i gravi rischi per gli anziani: “La prima tentazione viene proprio quando un anziano va a ritirare la pensione alle poste:a nome della campagna stamattina è stato chiesto al prefetto di togliere tutte le macchinette che erogano i “gratta e vinci” presso le poste. Un meccanismo innocuo come l’acquisto di un gratta e vinci in realtà ha una filiera infinita che porta alla dipendenza. Al supermercato se ne prende uno, al bar un altro e si passano le giornate a grattare sperando di vincere.L’accessibilità, la velocità e l’invisibilità spingono al gioco d’azzardo: chi entra in un luogo deputato al gioco ha uno stigma, ma al bar sotto casa le persone non si rende conto quasi di ciò che fa. E si può comprare un gratta e vinci a qualsiasi ora. Anche il gioco on line fa indebitare senza che ci si accorga. La propensione al gioco nasce quando la persona va in pensione e ha più tempo da riempire. Come si trascorre il tempo, dove lo si trascorre, la socialità, la qualità della vita, il passare il tempo da pensionato anche nel volontariato deve essere la guida. L’incidenza del gioco d’azzardo è direttamente proporzionale con l’età, dicono le ricerche, e l’età può portare a un minore self control da parte dell’anziano, specialmente, pare, dei malati di Parkinson.

Annalisa Pistuddi, FederSerD, ha illustrato il progetto si trova su www.giocaresponsabile.it: “Per ogni soggetto patologico ce ne sono da 5 a 10 che ne subiscono le conseguenze. Il numero verde nazionale è 800 921 921. Età media riscontrata 43 anni, molti hanno accettato di entrare in terapia. È tutto in forma anonima, all’utente viene assegnato semplicemente un codice. La novità è l’attivazione di un progetto di aiuto con professionisti della terapia cognitivo comportamentale, essendo seguiti una volta a settimana al telefono sempre dallo stesso operatore. Ogni trattamento dura cinque o sei mesi, tutti i dettagli sono sul sito e l’utente può rimanere in contatto con l’operatore non solo per il follow up ma anche per continuare la terapia. Attraverso il sito ci sono inoltre esercizi e suggerimenti da consultare anche in autonomia”.

Angela Fioroni ha spiegato l’azione della Scuola delle Buone Pratiche: “Invitiamo i comuni a farci conoscere le iniziative virtuose per poterle condividere. Abbiamo accolto l’invito della campagna perché ci ha permesso di potenziare il lavoro in maniera esponenziale. Un anno fa abbiamo raccolto il grido d’aiuto di tanti sindaci che si trovavano ad affrontare il problema del gioco d’azzardo e i tribunali che davano loro torto per i provvedimenti che prendevano. Abbiamo un manifesto firmato dai sindaci, chiedendo anche allo stato di venire incontro. Ad oggi sono circa 400 i comuni aderenti. È stata lanciata la legge di iniziativa popolare, con i 14 punti della campagna e altre indicazioni. Abbiamo ora un vero network , per la tutela persone vulnerabili, la cura dei malati, il sostegno ai comuni, il contrasto alle infiltrazioni mafiose e l’adeguamento delle tasse alle aziende del gioco, oltre alla lotta all’evasione fiscale. Diamo alle persone la testimonianza che le istituzioni sono vicine”.

Silvio Ziliotto, ACLI, ha annunciato anche i problemi relazionali connessi all’azzardo: “Con i nostri sportelli legali vediamo che questo problema causa una serie di separazioni, mentre con la promozione sociale sul territorio cerchiamo di creare alternative presso i nostri oltre 150 circoli. Siamo riusciti a non avere più una slot nei nostri circoli, nonostante esse siano spesso una stampella per gli incassi. È una conquista”.

Si è infine aperto il dibattito con il pubblico, esaminando anche alcuni casi di effettiva incisività sul territorio.

Serata di spettacolo all’Auditorium della Provincia in Via Corridoni a Milano, con una chicca preziosissima: un messaggio scritto appositamente da Dario Fo, schieratosi a sostegno della campagna “Mettiamoci in gioco”. A esibirsi Ricky Gianco, Gaetano Liguori Idea Trio, Alberto Patrucco, intervento di Daniele Biacchessi e, presentatore d’eccezione, Gianni Riso.

 

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