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Appello a difesa delle aziende sane della Piana di Gioia Tauro

Il 13 aprile intimidazione mafiosa contro un imprenditore. Il CNCA aderisce

Il 13 aprile scorso quaranta colpi di kalashnikov sono stati esplosi contro un capannone dell’azienda dell’imprenditore De Masi, a Gioia Tauro. De Masi è stato vittima in passato di diversi episodi di intimidazione. Libera Piana di Gioia Tauro e l’Osservatorio sulla ‘ndrangheta promuovono questo appello a cui ha aderito anche il CNCA.

 

Nasce l’appello a difesa delle aziende sane della Piana di Gioia Tauro:
il 3 maggio manifestazione davanti all’azienda di Nino De Masi

Il grave atto violento contro l’imprenditore De Masi di Gioia Tauro ed il suo gruppo, dopo solo poche settimane dall’avvio di una nuova attività, è un brutto segnale che non può essere sottovalutato.

Intendiamo essere, pertanto, concretamente a fianco ai De Masi e a tutti gli imprenditori onesti.

Venerdì 3 maggio alle ore 15.30 simbolicamente prenderemo in mano le aziende degli imprenditori De Masi creando una catena umana attorno alla Global Repair, l’azienda presa di mira dai colpi di kalashnikov.

Sarà una catena umana di legalità con la quale intendiamo:
· esprimere la volontà di non lasciare soli gli imprenditori De Masi che come hanno fatto in passato hanno annunciato di non volersi piegare alla logica mafiosa;
· attirare l’attenzione delle istituzioni dello Stato su un’area, quella del porto e del retro porto di Gioia Tauro dove si concentrano le attenzioni di potentissime famiglie della ‘ndrangheta calabrese che continuano a condizionare con le logiche della violenza, dell’arroganza e della prevaricazione il libero mercato e la libera impresa,
· stimolare e difendere le aziende sane del territorio della Piana.

L’intimidazione a De Masi è forse la più grave mai registrata nell’area portuale dove sono in gioco appetiti criminali enormi. Un’area, quella portuale, che continua a rappresentare tra l’altro uno dei crocevia internazionali della droga ed una porta di accesso ad ingentissimi quantitativi di cocaina dal Sud America verso l’Europa. Noi vogliamo che quell’area, strategica per lo sviluppo della nostra regione, si caratterizzi non come “zona franca” della ‘ndrangheta ma della legalità, valore quest’ultimo, che rappresenta la condizione principale e necessaria per attrarre lavoro legale, nuovi imprenditori onesti che creino ricchezza e libertà. Proteggere le aziende sane calabresi che manifestamente si schierano contro la prevaricazione mafiosa è compito di tutti non solo dello Stato in tutte le sue diramazioni a cominciare dalla società civile.

Per questa ragione il Coordinamento di Libera della Piana di Gioia Tauro e l’Osservatorio sulla ndrangheta, invitano cittadini, associazioni partiti, organizzazioni sindacali e di categoria ad aderire a questo appello e alla manifestazione.

Chi vuole può farlo comunicando la sua adesione a:
Don Pino Demasi – Libera Piana di Gioia Tauro ( piana.gioiatauro@libera.it )
Claudio La Camera – Osservatorio sulla ‘ndrangheta (claudiolacamera@gmail.com)

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