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Appello ”Fermiamo lo stralcio Giovanardi!”

Appello alle forze politiche perché facciano ostruzionismo in Parlamento Droghe, fermiamo lo stralcio della legge Fini. Il testo approntato dal Governo è un duro attacco ai diritti personali, ai giovani, alle persone in maggiore difficoltà.

 

ROMA – Il Cartello nazionale “Non incarcerate il nostro crescere” – che riunisce oltre quaranta organizzazioni nazionali dei servizi pubblici e del privato sociale, dei sindacati, dell’associazionismo, degli operatori della giustizia – lancia un forte grido di allarme rivolto alle forze politiche e alla società civile affinché si organizzi una fattiva opposizione contro l’approvazione dello stralcio della legge Fini sulle droghe.

Il Governo, infatti, ha manifestato l’intenzione di inserire le nuove norme nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali, attraverso un maxi-emendamento che comprenda tutti i 20 articoli dello stralcio.

A tal proposito il Cartello denuncia:

– sono del tutto destituite di fondamento le dichiarazioni del ministro Carlo Giovanardi, con delega in materia di droghe, relative a un “accordo sostanziale” sul nuovo testo predisposto dal Governo dopo la Conferenza nazionale di Palermo, che si sarebbe verificato nell’ultimo incontro della Consulta nazionale sulle tossicodipendenze. Le organizzazioni del Cartello hanno espresso chiaramente, anche in tale sede, il loro totale rifiuto della proposta del Governo;

– è una grave scorrettezza istituzionale affrontare tematiche complesse come quelle relative al consumo di droghe attraverso lo strumento del decreto legge e l’imposizione della fiducia. In tal caso, poi, non si capisce come possano ricorrere i requisiti di necessità e urgenza previsti nell’art. 77 della Costituzione. A tal proposito il Cartello intende richiamare l’attenzione del Presidente della Repubblica su questi gravi elementi di vizio che un tale provvedimento presenterebbe.

In merito, poi, ai contenuti della proposta governativa che, a detta di Giovanardi, avrebbe ora risolto tutti gli elementi di dissenso attraverso la revisione che ne è stata fatta dopo la Conferenza di Palermo, il Cartello dichiara:

– il provvedimento rimane sostanzialmente immutato nel quadro generale e nei principi sanciti nel ddl Fini, in particolare in merito alla volontà di punizione verso giovani e soggetti deboli e all’attacco al sistema dei servizi. Questo intento è evidenziato nel modo più chiaro attraverso l’equiparazione dei trattamenti penali previsti per il giovane consumatore di cannabinoidi così come per il tossicodipendente “cronico” da eroina, decisione che – in assenza di un provvedimento di indulto e l’aggravamento previsto nella Cirielli – porterebbe a un forte aumento delle persone incarcerate, specie se tossicodipendenti;

– aver mantenuto un’unica tabella per tutte le sostanze e aver demandato a un gruppo tecnico-scientifico del ministero della Salute la definizione delle quantità sopra le quali scatta l’accusa di spaccio, significa attribuire a una commissione tecnica la determinazione di un reato penale: il ché è evidentemente insostenibile in termini di diritto;

– aver attribuito alle Regioni la responsabilità di concedere alle strutture del privato sociale la facoltà di certificare lo stato di tossicodipendenza è un’astuzia con la quale il Governo tenta di invadere una competenza non sua. In secondo luogo, con questa modifica si vuole scaricare sulle Regioni tutta la pressione che deriverebbe da tale situazione: le Regioni dovrebbero giustificare perché, eventualmente, non intendono attribuire tale facoltà alle organizzazioni di privato sociale che ne facciano richiesta, con tutti i conflitti che ciò comporta;

– promuovere l’obbligo alla cura nelle strutture residenziali come unica alternativa al carcere porterebbe le comunità a trovarsi in una situazione di sostanziale ricatto: o accettano di ospitare le persone soggette alle pene previste nel provvedimento, pur se non motivate o adeguate a tali percorsi, o impediscono a tali persone di sfuggire al carcere.

Per queste ragioni il Cartello invita tutti coloro che hanno a cuore questa fondamentale battaglia di civiltà a mobilitarsi contro l’azione del Governo. “Non incarcerate il nostro crescere” promuove l’Appello “Fermiamo lo stralcio Giovanardi!” – che si può sottoscrivere individualmente inviando un’email all’indirizzo di posta elettronica cartellodipendenze@cnca.it – e invita al presidio e alla conferenza stampa che si terranno dinanzi al Parlamento a partire dalle ore 12.00 di martedì 24 gennaio 2006, a cui saranno presenti anche le organizzazioni – molte di consumatori – aderenti a ConFiniZero.

La Campagna si attende che proprio le forze politiche del centrosinistra vogliano far sentire il loro appoggio alla mobilitazione, organizzando un forte ostruzionismo in Parlamento.

Roma, 17 gennaio 2006

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