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Comunità per minori, il CNCA chiede diritto di replica a Sky Tg24

L’emittente ha mandato in onda un servizio che attacca indiscriminatamente il sistema che si prende cura dei minori allontanati dalla propria famiglia  

Sky Tg24 ha mandato in onda più volte, questa settimana, un servizio sulle comunità per minori che attacca indiscriminatamente e in modo pesante tutto il sistema che si prende cura dei minorenni allontanati dalla propria famiglia.

Per questo il CNCA ha chiesto a tale emittente di poter replicare ad accuse ingiuste e infamanti.

Qui sotto il testo dei due messaggi inviati a Sky Tg24.

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Gentile Renato Coen,

la contattiamo in merito al servizio da voi trasmesso, mercoledì scorso, sulle comunità per minori.

La nostra Federazione è attiva da oltre trent’anni in tutti i settori del disagio e dell’emarginazione e, dunque, anche nel sostegno ai minori e alle famiglie in difficoltà. Un impegno che ci porta a contatto diretto con situazioni familiari segnate da problemi seri, a cui ci avviciniamo con rispetto e con l’intento di ricreare un contesto familiare il più possibile positivo. Si tratta di un lavoro complesso e delicato, reso più difficile dal fatto che le risorse stanziate dalle amministrazioni pubbliche sono spesso insufficienti, proprio come avviene per le comunità per minori.

Siamo rimasti perciò sbalorditi, oltre che indignati, per i contenuti del servizio sulle comunità per minorenni andato in onda sulla vostra rete mercoledì scorso.

In Italia esiste un sistema, quello della giustizia minorile, che – pur tra limiti e carenze – funziona in maniera egregia in difesa del superiore interesse del minore. Nel nostro paese gli allontanamenti di bambini e ragazzi dal proprio nucleo familiare sono inferiori a quelli stabiliti negli altri principali stati europei e l’iter che porta all’allontanamento è lungo e prevede garanzie precise per la famiglia coinvolta.

Non c’è poi alcun business fatto sulla pelle dei bambini. All’insufficienza delle rette dobbiamo aggiungere ritardi nei pagamenti che, in alcune regioni, arrivano ai due-tre anni. Se qualcuno vuole imbarcarsi in un affare redditizio, deve guardare altrove.

Crediamo, poi, che un servizio così delicato, che colpisce un intero settore, avrebbe dovuto fondarsi su un’analisi dei dati ufficiali – che esistono – e su una verifica più ampia e attenta delle accuse mosse. È da sottolineare che nessuna delle organizzazioni più note e apprezzate impegnate in Italia in difesa dei diritti dei minori – comprese quelle che non gestiscono comunità – ritiene fondate critiche così indiscriminate.

Per tutte queste ragioni vi chiediamo di poter intervenire, con uno spazio adeguato, sulla vostra emittente per fornire ai telespettatori un punto di vista diverso e, a nostro avviso, più aderente alla realtà.

In attesa di un vostro riscontro, le inviamo i nostri più cordiali saluti

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Egregio dott. Renato Coen,

sono la referente nazionale del CNCA per le politiche minorili e per le famiglie e – come avrà avuto modo di vedere – abbiamo ritenuto necessario chiedere di avere pari opportunità per poter rettificare le informazioni assolutamente prive di alcun fondamento circa la realtà delle comunità di accoglienza.

Preciso subito che, da sempre, noi sosteniamo che laddove ci siano situazioni improprie e gestite non nel superiore interesse del minorenne, tali situazioni vanno denunciate alla competente Procura della repubblica, mettendoci la faccia e assumendo la responsabilità a viso aperto, non certo con modalità clandestine inutili, fuorvianti e in ultima analisi codarde. Se si è a conoscenza di notizie di reato la strada è la denuncia! E le assicuro che non c’è alcuna omertà e nessuna copertura laddove non si agisca nel superiore interesse del minorenne.

Il servizio andato in onda ha davvero travalicato ogni confine di decenza giornalistica. gestito in totale assenza di contraddittorio, di verifica di quanto affermato sia sulle fonti che sulla veridicità dei fatti e delle affermazioni rilanciate come vere e assolute.

Ci spiace molto, perché tutto questo non aiuta affatto a fare chiarezza, non aiuta le famiglie in difficoltà, allontana le comunità locali da scelte di corresponsabilità agita, descrive come “mostri” operatori sociali attaccati al soldo, incapaci, prezzolati, privi di etica.

Lei ha avuto modo di incontrarci? ha avuto modo di visitare qualche nostra comunità? ha visto i dati che il Ministero del lavoro e delle politche sociali, l’ISTAT, il Ministero della Giustizia (dipartimento Giustizia minorile) pubblicano regolarmente? Avrebbe capito che non si possono sparare numeri a caso e tanto meno dare giudizi senza cognizione di causa! Avrebbe capito che i minorenni allontanati a scopo di tutela in Italia sono il 2,8 per mille con la percentuale più bassa tra gli stati europei sociologicamente simili (francia, Germania, Gran Bretagna ecc.).

Sa quanto è la retta delle comunità educative? Quella vera, non quella sparata di 400 € al giorno! Sa che le rette sono a carico degli enti pubblici ai quali si può chiedere conto? Quale è il Comune che paga 400 € al giorno? Si faccia dare l’evidenza delle fatture pagate e a chi sono state pagate.

Vede dott. Coen, mi arrabbio perché lo scorso anno abbiamo dato mille opportunità ai giornalisti di acquisire i dati e le fonti. Abbiamo costruito un’iniziativa (le 5buoneragioni) che abbiamo promosso e gestito in 10 città italiane. Abbiamo dimostrato quale è il costo delle comunità educative (circa 120 € al giorno) e le voci che compongono il costo e abbiamo anche dimostrato come le rette oggi previste in Italia sono più basse! in alcuni casi meno di 100 €.

Questa fatica è servita a poco evidentemente e ci dispiace molto.

Se avete certezza documentata che una comunità educativa ha una retta di 400 € al giorno dite nome e cognome! Perché certamente questo importo è inadeguato ma non si spara nel mucchio. Occorre sempre metterci la faccia e assumere la responsabilità di quello che si dice. Perché nascondersi? Se si dice la verità questa va urlata.

Avete idea di chi sono i ragazzi accolti in comunità? Sapete che sono prevalentemente adolescenti? Sono ragazzi e ragazze con situazioni familiari e personali molto pesanti, allontananti a scopo di tutela perché vittime di maltrattamento, abusi, violenza, con forme di dipendenza, a volte autori di reato, a volte vittime di tratta, a volte con gravi disagi psichici, a volte con situazioni di adozioni “fallite”. Mi creda, nessuno “ruba i bambini” a scopo di guadagno. Lei sa quanto è lo stipendio di un educatore, di un assistente sociale? Poco più di 1.000 € al mese e siamo laureati nella maggior parte dei casi.

Non è questa la strada per diventare ricchi. e non ci interessa diventarlo!

Pensiamo che le persone che guardano servizi televisivi debbano essere informati e non turlupinati, pensiamo ci debba essere una competenza e una capacità dialettica di approfondimento e di confronto, pensiamo si debba restituire verità alle cose perché solo così si cresce. diversamente si insulta, si tradisce l’intelligenza e francamente questo ci sembra una bieca operazione pubblicitaria.

Scusi la franchezza, ma sono e siamo stanchi di essere insultati gratuitamente e per questo riteniamo doveroso che la sua rete ci dia diritto di replica come abbiamo chiesto attraverso l’ufficio stampa CNCA.

Le dirò di più! Le nostre comunità sono aperte (come ben sanno i cittadini che accanto a noi abitano). Venga a cena, a pranzo, venga a passare qualche tempo in comunità. Si accorgerà che non sono piccole carceri ma case tra case, si accorgerà che chi abita la comunità (educatori e ragazzi) sono persone di una straordinaria normalità, che fanno con competenza e passione il loro dovere quotidiano (non solo professionale!) per garantire il diritto al futuro a queste persone.

Noi l’aspettiamo.

LIVIANA MARELLI
membro esecutivo nazionale CNCA con delega alle politiche minorili e per le famiglie

 

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