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Un’indagine sul “sentiment” verso l’immigrazione in quattro paesi

Quattro paesi europei, quattro politiche sulla migrazione e quattro narrazioni diverse? Cosa ne pensano i cittadini? Il progetto Opportunities, for a fair narrative on migration investiga i “sentiment” tra la popolazione

Nelle sue attività di ricerca ed investigazione sulle narrazioni delle migrazioni del progetto europeo Opportunities di cui CNCA è partner, i ricercatori dell’Università di KU Leuven in Belgio (Stefan Mertens, Leen d’Haenens & David De Coninck) hanno fatto sintesi dei “sentiment” dei cittadini su questi temi.

Come si differenziano le narrazioni delle migrazioni in quattro adiacenti paesi europei con storie ed approcci molto diversi al tema: Austria, Germania, Italia, Ungheria? La Germania è stata in passato motore di una nuova stagione di accoglienza per i migranti, quando l’allora Cancelliera Merkel nel 2015 pronunciò la famosa frase “Wir schaffen das”, “Ce la faremo”, riferendosi alla macchina dell’accoglienza per il massivo flusso migratorio legato al tempo alle richieste di asilo di chi fuggiva la guerra in Siria. L’Austria e l’Italia vengono considerate prevalentemente come paesi di transito – seppur in Italia il discorso politico “anti-immigrazione” sia stato per molti anni protagonista. L’Ungheria dal canto suo, sotto la guida di Viktor Orbán viene rappresentata come una nazione fortemente populista and anti-immigrazione.

Tra maggio e giugno 2021 i ricercatori dell’Università di Lovanio hanno raccolto dati attraverso un’indagine che ha raggiunto più di 6.000 persone nei quattro paesi. La survey ha utilizzato una sorta di “termometro del sentiment pubblico” relativamente a migranti, rifugiati, persone di religione islamica.

Non mancano di colpire positivamente il lettore italiano i dati raccolti, soprattutto rispetto al “sentimento” degli italiani intervistati, molto più aperti e tolleranti nei confronti degli stranieri di quanto non risultino gli intervistati degli altri paesi, soprattutto quelli ungheresi.

Sarà perché gli italiani sono più propensi dei vicini austriaci e tedeschi ad esempio, nell’espressione dei propri sentimenti (Trompenaars, F. & Hampden-Turner, C. (1997). Riding the Waves of Culture: Understanding Diversity in Global Business. New York: McGraw-Hill)?

Quanto conta nell’atteggiamento degli italiani il passato migratorio della nazione? E’ possibile che impattino positivamente anche le esperienze di contatto e conoscenza con i migranti? Gli italiani ne sentono parlare sui giornali, vi sono costanti notizie di stragi di migranti morti in mare nel tentativo di raggiungere le coste italiane dove città, porti, isole del sud Italia vivono direttamente il fenomeno. Un contatto diretto o indiretto potrebbe essere all’origine di opinioni più positive e di un sentimento di maggiore vicinanza.

L’analisi ha poi utilizzato alcune specifiche emozioni: rabbia, paura, speranza, simpatia, disgusto, felicità. In una scala da 1 a 7, gli italiani hanno avuto i punteggi più alti rispetto a speranza e simpatia, ma anche su un sentimento negativo, la rabbia. Gli ungheresi, al contrario, manifestano più fortemente emozioni negative, rabbia, paura, disgusto.

Lo studio, disponibile nel suo estratto in inglese sul sito del progetto Opportunities, conclude che i sentimenti verso i migranti variano molto nei quattro paesi analizzati e che quindi non esistono un’interpretazione e una risposta che vadano bene per tutti. Le politiche di governo dei fenomeni devono necessariamente tenere conto dei sentiment locali, ma riuscire ad essere creativi. Idealmente, utilizzando come parametro la metafora del Level Telling Field del progetto Opportunities, dove tutte le narrazioni possano avere uguale accesso alle audience.

Maggiori informazioni: https://www.opportunitiesproject.eu/newsletters/newsletter-4/four-countries-four-immigration-policies-taking-the-temperature

#OPPORTUNITIES_EU

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