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“Dal Papa un gesto di umanità e di attenzione”

Dichiarazione di don Armando Zappolini, presidente del CNCA

Don Armando Zappolini, presidente del CNCA, ha rilasciato una dichiarazione all’agenzia Redattore sociale sul gesto del papa. Qui sotto il lancio.
 

Don Zappolini (Cnca): “Dal Papa un gesto di umanità e di attenzione”
Il commento del presidente del Cnca alla notizia delle dimissioni di Benedetto XVI.
Per Zappolini è un segnale importante che ricorda “l’umanità di Giovanni Paolo II nella sua agonia”. “Ora la Chiesa torni a sognare”

ROMA, 11 febbraio 2013 – “La notizia mi ha sorpreso piacevolmente, è un segnale di attenzione e di umanità. Ora auspico un Papa che ci aiuti di nuovo a sognare”. Così don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca) ha commentato la notizia delle dimissioni dal Pontificato di Benedetto XVI a margine della conferenza stampa sul gioco d’azzardo tenutasi questa mattina presso Palazzo Madama, a Roma. “Io la trovo una cosa bella – ha detto Zappolini -. Ho i genitori anziani, per cui accompagno questa loro fatica di non essere più in grado di sostenere la propria vita, di non essere più autonomi e a me piace l’idea che un uomo ad un certo punto dica che non ce la fa a portare il peso di questa missione della Chiesa, invece di restare ingessato come una statua in una nicchia e scatenare il peggio intorno, come a volte è successo. Questa notizia mi ha sorpreso piacevolmente: è un segnale di attenzione. Guidare la Chiesa è impegnativo. Mi ricorda Giovanni Paolo II nella sua agonia, di quest’uomo che vuol morire in pace. È bella questa umanità e non è escluso che Benedetto XVI abbia nel cuore questa agonia di Giovanni Paolo II e questa umanità”. Per Zappolini, ora è tempo di guardare al futuro recuperando i “sogni” di un passato che aveva dato vita a tante speranze. “Io sono uno di quelli che vivono con grande depressione il tradimento dei sogni che il Concilio aveva aperto – ha spiegato Zappolini -. Per cui vorrei sperare in un tempo nel quale la Chiesa riprenda davvero questa voglia di sognare, del cambiamento, di incrociare la bellezza che viene dal basso. In questi ultimi decenni abbiamo imbrigliato tante speranze e anche le chiese dei continenti sia asiatico che africano hanno poca speranza: tanta energia nella base e poca speranza nei vertici. Per questo auspico un Papa che ci aiuti di nuovo a sognare”.

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