Azione solidale e organizzazioni di volontari poco valorizzate. Anche i grandi attori economici potranno essere “impresa sociale”?
COMUNICATO STAMPA
Ddl delega sul terzo settore,
hanno ragione le reti del volontariato italiano
Don Zappolini: “L’azione solidale e le organizzazioni di volontari poco valorizzate nel testo in discussione.
Con l’escamotage dell’impatto sociale si aprono invece le porte ad attori economici
che poco hanno a che fare con l’interesse generale”
Roma, 24 aprile 2015
“Condividiamo i dubbi e i richiami che le reti del volontariato italiano hanno rivolto al governo Renzi in merito al ddl delega sul terzo settore”, dichiara don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA). “L’azione solidale e le organizzazioni di volontari risultano poco valorizzate nella proposta in discussione. Anche il CNCA ha espresso la propria contrarietà a un’impostazione fortemente sbilanciata sul valore ‘imprenditoriale’ dell’attività delle organizzazioni non profit. Inoltre, a leggere il testo uscito dalla Camera dei deputati parrebbe che la qualifica di ‘impresa sociale’ potrebbe essere riconosciuta anche a soggetti che con l’interesse generale hanno ben poco a che fare.”
“Vogliamo davvero”, conclude don Zappolini, “che, con l’escamotage dell’impatto sociale, si aprano le porte (con i relativi vantaggi) a qualunque soggetto, a cominciare dagli attori economici più rilevanti che sembrano far capolino dietro l’iniziativa del governo?”.

