Comunicato stampa
Decreto sicurezza contro i minorenni.
Giustizia o vendetta?
Allibiti, sgomenti e preoccupati di fronte alle ultime dichiarazioni
del ministro della Giustizia Carlo Nordio
23 ottobre 2026
Come CNCA siamo allibiti, sgomenti e preoccupati di fronte alle ultime dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio sulle nuove misure per «spedire dietro le sbarre questi minori violenti», ampliando le carceri giovanili o inviandoli in quelle per adulti, fino ad affermare che «non sarebbe blasfemo pensare di abbassare l’età per l’imputabilità».
Ai segnali di allarme che questi ragazzi e ragazze pongono a noi adulti e adulte – responsabili delle condizioni in cui si trovano a vivere – il ministro che dovrebbe “dare giustizia” non sa che pronunciare parole di vendetta, solleticando i peggiori umori di un popolo insicuro e stanco del malgoverno.
Questi nostri ragazzi e ragazze non sono alieni; non appartengono a un altro mondo, ma al nostro. Sono gli stessi figli e figlie della medio-borghesia che per divertimento colpisce le persone per strada con una minicar; sono gli stessi e le stesse che si armano di coltello e telecamera GoPro per assalire un’insegnante.
Questi nostri ragazzi e ragazze ci interrogano e oggi il nostro unico dovere è di lasciarci interrogare da questi loro comportamenti violenti e insensati. Il dovere di un ministro sarebbe quello di studiare e programmare politiche di giustizia e non di vendetta.
L’utilizzo della violenza come strumento “normale” e quotidiano per gestire i conflitti internazionali come quelli sociali, inaugura una stagione dell’illegittimità del diritto e della forza bruta come unica risposta: oggi più che mai serve ritrovare, piuttosto, lo spazio per una giustizia come assunzione di responsabilità condivise.
Caro ministro, anche noi vorremmo dirle, come i ragazzi di Lettera a una professoressa, «io vi pagherei a cottimo»: un tanto per ogni ragazzo e ragazza che riesce nella vita nonostante le avversità; anzi, multa per ogni ragazzo o ragazza che “perdiamo”. Allora sì che anche lei, insieme a noi, “aguzzerebbe l’ingegno” per non perderne neanche uno o una.
