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E’ on line il numero di dicembre di ”ComuNiCAre”

La newsletter della Federazione

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Numero 29 / dicembre 2009

In questo numero:

• Dal CNCA
• Dal Terzo settore
• Appuntamenti
• News economiche e giuridiche

DAL CNCA

Verità e giustizia per Aldo Bianzino? Non pare proprio
Il 16 dicembre il Gip Massimo Ricciarelli, del Tribunale di Perugia, ha archiviato il procedimento per omicidio a carico di ignoti per la morte in carcere di Aldo Bianzino. Secondo il giudice, il decesso è avvenuto per cause naturali in seguito a un aneurisma cerebrale. Bianzino, persona mite e abile artigiano, venne arrestato il 12 ottobre 2007 perché coltivava alcune piante di canapa indiana. Morì nel carcere di Perugia due giorni dopo. Inizialmente il decesso venne attribuito a un malore naturale. L’autopsia certificò, invece, l’assenza di patologie pregresse e lesioni agli organi interni, presenza di sangue nell’addome e nelle pelvi, lacerazione epatica, lesioni all’encefalo. Una seconda autopsia riscontrò anche un distacco del fegato e ipotizzò la morte per aneurisma cerebrale. Evento che potrebbe essere stato provocato anche da un violento pestaggio subito dopo l’arresto, in circostanze mai accertate. In carcere Bianzino venne abbandonato a se stesso. Per questa assenza di cure, l’agente di polizia penitenziaria in servizio la notte della sua morte è stato rinviato a giudizio, lo scorso 28 giugno, per omissione di soccorso e falsificazione dei registri. Il CNCA ritiene del tutto insoddisfacente l’archiviazione, visti i tanti punti oscuri della vicenda. Per questo la Federazione – per la quale il tema carcere sarà una delle priorità del 2010 – continuerà a impegnarsi affinché questa vicenda non si concluda senza che vi siano state indagini adeguate e rigorose.
Vai al sito del Comitato Verità e Giustizia per Aldo

Un welfare regionale debole con i più deboli?
È così che si intitola il documento elaborato dal CNCA Veneto insieme all’Istituto don Calabria, il Coordinamento Nazionale delle Comunità per Minori (CNCM) Veneto e il Coordinamento delle case famiglia dell’Associazione Papa Giovanni XXIII del Veneto. I più deboli che vengono richiamati nel titolo sono i circa 2500 minori che ogni anno, in Veneto, sono accolti in famiglie affidatarie e in comunità familiari o educative. Il documento – inviato a tutte le principali istituzioni e ai segretari dei partiti politici della regione – denuncia, innanzitutto, il taglio consistente di risorse destinate in favore di questi ragazzi e di chi li aiuta e, successivamente, avanza alcune precise richieste.
Leggi il testo completo del documento

Inchiesta sul lavoro sociale, due incontri in Toscana
Il CNCA Toscana e Rifondazione comunista hanno organizzato due appuntamenti per discutere pubblicamente, con altri addetti ai lavori, i risultati dell’indagine sul lavoro sociale “Voci e volti del welfare invisibile”, promossa da CNCA, Rifondazione comunista, FISH e Libera. I due incontri, tenutisi il 14 e il 15 dicembre rispettivamente a Livorno e Firenze, sono serviti ad almeno due scopi: diffondere i risultati dell’inchiesta; creare un’occasione di incontro tra soggetti diversi. Per il primo punto, nel corso dell’incontro sono stati sottolineati alcuni aspetti fondamentali emersi dall’indagine. Oltre a ribadire la marcata femminilizzazione del lavoro sociale (oltre il 65% degli operatori sono donne) – l’inchiesta ha confermato che la maggioranza dei lavoratori (66%) guadagna meno di 1200 euro al mese. Anche la situazione contrattuale presenta forti criticità: il 40% degli intervistati si trova in condizioni lavorative precarie. La motivazione risulta in generale alta (il lavoro sociale è una prima scelta), come il senso d’appartenenza alle organizzazioni, ma la responsabilità della situazione è attribuita alle istituzioni e all’Ente locale dal 26% degli intervistati, alle cooperative e agli altri soggetti gestori dei servizi dal 17%, a entrambi (Enti locali e cooperative insieme) dal 41%. Nell’analisi dei dati i ricercatori hanno evidenziato che la situazione attuale – con gli 11 contratti presenti nel settore – non facilita il riconoscimento e la stabilizzazione del lavoratore sociale. Per il secondo punto, l’incontro di Firenze ha visto la partecipazione, tra gli altri, del sindacato confederale CGIL insieme alle RDB-CUB: nel confronto, inevitabilmente serrato, che ne è venuto fuori, è stata condivisa da tutti la necessità di una maggiore assunzione di responsabilità da parte del pubblico rispetto ai servizi dati in affidamento al privato sociale.
Vai al sito dell’inchiesta

Gruppi tematici, si sperimenta la riorganizzazione
La progressiva regionalizzazione del CNCA ha reso ancora più evidente il ruolo e la centralità dei Gruppi tematici all’interno della Federazione nazionale. Mentre, infatti, le Federazioni regionali diventano sempre più luoghi della programmazione politica, della concertazione e della gestione dei servizi, i Gruppi tematici (Tossicodipendenze, Minori, Prostituzione e Tratta…) rimangono punti di riferimento a livello nazionale. In essi si confrontano e si condividono metodologie e conoscenze, si aprono sperimentazioni, si agiscono iniziative culturali e politiche in stimolo o in contrasto con le scelte della politica. Nello svolgere questo ruolo sempre più centrale per la vita del CNCA si sono evidenziate, in questi ultimi anni, due esigenze: la possibilità, per questi Gruppi, di interagire e collaborare su aree di intervento simili o trasversali (superando l’eccessivo frazionamento) e la questione della rappresentanza politica (per ora assegnata direttamente solo al Gruppo Tossicodipendenze). Su queste due linee si sta sperimentando un percorso di trasformazione della relazione fra i Gruppi tematici e della loro rappresentanza politica. Questa sperimentazione riguarda, per ora, il Gruppo tematico Tossicodipendenze e i Gruppi Minori e Politiche giovanili e la rete delle famiglie accoglienti. Non è semplice trovare strade e soluzioni praticabili, cercando di passare dalla lettura dei bisogni (da tutti condivisa) alla definizione di sperimentazioni possibili. Sarà uno degli impegni più significativi dell’anno che sta per cominciare.

DAL TERZO SETTORE

La contro-finanziaria di Sbilanciamoci!
Il 1° dicembre, presso la Sala della Pace della Provincia di Roma, la campagna Sbilanciamoci! ha presentato il suo Rapporto 2010, che contiene le proposte alternative alla Finanziaria e agli altri decreti anti-crisi presentati nel 2009 dal Governo per fronteggiare il difficile momento economico. In un rapporto di oltre 120 pagine la campagna fa l’elenco di come trovare i soldi e di come spenderli in modo diverso, per uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo, sostenibile e di qualità: dalla parte del lavoro, dell’ambiente, dei diritti, della pace. 40 miliardi da investire in due anni per sostenere un’economia diversa, al servizio della società e delle persone, non degli speculatori e degli inquinatori.
Vai al sito della campagna

Grave e oltraggioso il servizio di “Panorama” sugli affidi
Il Coordinamento Nazionale dei Servizi Affido (CNSA) definisce “un grave ed oltraggioso attacco all’intero sistema di protezione sociale e giudiziario dei bambini e dei ragazzi in situazione di difficoltà” l’articolo “Sequestri di Stato” contenuto nel settimanale “Panorama” n. 47 di novembre 2009, così sintetizzato in copertina (sopra la foto di una bambina piangente): “Ci sono oltre 32.000 bambini che la giustizia ha tolto con la forza alle famiglie. Non sempre con buone ragioni. Come dimostrano i tanti errori dovuti a fretta e superficialità. Ma anche ad un business che, secondo alcuni, vale più di un miliardo di euro l’anno”. La presa di posizione si unisce alla denuncia già espressa in merito dall’Associazione Nazionale Magistrati e dall’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la famiglia.
Leggi il testo completo del comunicato

Campagna “No agli F35”, conclusa la raccolta di firme
15mila firme, parecchie decine di organizzazioni aderenti. È questo il bilancio della raccolta di firme promossa dalla campagna di pressione “Caccia al caccia! Diciamo NO agli F35!”, iniziativa ideata dalla campagna Sbilanciamoci! e dalla Rete Italiana per il Disarmo. Il 21 dicembre è stato organizzato un sit in davanti a Palazzo Chigi, destinatario dell’appello su cui sono state raccolte le firme. I promotori della campagna, infatti, intendono premere sul Governo italiano affinché rinunci all’acquisto dei cacciabombardieri JSF-F35 e usi in maniera migliore per la popolazione gli oltre 16 miliardi di euro di spesa previsti. In questa mobilitazione è confluita la raccolta firme della “Campagna di indignazione nazionale” promossa da Grillo NEWS, che ha raccolto da aprile a luglio oltre 8700 adesioni di cittadini.
Vai al sito della campagna

Gioco d’azzardo, un convegno per fare il punto sulla dipendenza (e sulla colpevole assenza dello stato)
Si è svolto a Salerno, l’11 dicembre 2009, il X Convegno nazionale sul gioco d’azzardo organizzato dal Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo (CONAGGA), con l’aiuto del Gruppo Logos. L’appuntamento è stato un momento di confronto, analisi e proposte politiche, nella speranza che qualcuno prima o poi possa prenderle in considerazione e smetta di vedere il gioco esclusivamente come una gallina dalle uova d’oro, senza notare anche i pulcini morti lasciati sul terreno… I numeri che riguardano il CONAGGA sono già rilevanti: 4372 contatti per richieste di aiuto, 2271 persone aiutate tramite gruppi settimanali e colloqui individuali, 111 gruppi di aiuto al mese, 18 città (da Catanzaro a Trento) nelle quali gli enti appartenenti al Coordinamento effettuano i loro servizi di aiuto per la dipendenza da gioco e quasi sempre in modo pressoché gratuito, visto che la dipendenza da gioco, per lo stato italiano, non è ancora una dipendenza “ufficiale” per la cura della quale valga la pena investire risorse. Eppure lo stato al gioco crede molto: il fatturato dell’industria del gioco d’azzardo è cresciuto del 332% in 8 anni, passando dai 14,3 miliardi di euro del 2000 ai 47,5 del 2008, alla faccia della crisi… E questa enorme crescita, che ha portato l’industria del gioco a fatturare quanto la terza industria italiana, è motivata dalla continua proposta di giochi dei governi italiani che si sono succeduti negli ultimi 15 anni. È corretto dire che esistono anche rare eccezioni politiche che mantengono viva la speranza, come la proposta di legge sulle ludopatie la cui prima firmataria è la senatrice Emanuela Baio, del PD, ma la strada sembra ancora molto lunga e impervia, e nel frattempo la cura e il ragionamento sulle problematiche del gioco sono relegate a poche realtà, che cercano di aprire un serio dibattito sul tema.

No White Christmas. Il presepe di don Armando
Don Armando Zappolini, vicepresidente del CNCA, ha preparato anche quest’anno il suo presepe “irregolare”, nella chiesa di Perignano (Pisa). “No White Christmas” è la scritta che campeggia a lato dell’altare maggiore della chiesa. Al di sotto un bel presepe, “ricco” e ben illuminato ma vuoto, su cui è stata affissa un’ordinanza del Comune di Coccaglio (quello dell’iniziativa “White Christmas”): “Si comunica alla popolazione che, in base a quanto recentemente disposto da questa Amministrazione Comunale, Giuseppe, Maria e Gesù sono stati allontanati dal territorio comunale in quanto non provvisti dei documenti necessari per il soggiorno”. La falsa ordinanza continua così: “In base alle recenti normative nazionali, si diffida chiunque da accoglierli e dare loro qualsiasi tipo di aiuto”. Accanto al presepe “regolare”, ce n’è un altro: un riparo improvvisato in cui trovano rifugio Giuseppe, Maria, Gesù e i tre Re Magi. La scena ricorda quella di tanti sbarchi dei gommoni sulle coste del nostro paese, con vecchi vestiti e pochi oggetti personali accatastati all’ingresso della grotta.
Leggi l’articolo apparso su Pisanotizie.it, con un’intervista a don Armando

APPUNTAMENTI

5-7 febbraio 2010, Terni
Strada facendo 4
Torna l’appuntamento biennale sui temi del sociale organizzato da Gruppo Abele, CNCA e Libera. Due le plenarie e sette i gruppi di lavoro previsti: disoccupazione, welfare, politiche abitative, sistema sanitario nazionale, scuola, carcere, diritti negati dei migranti.
Leggi il programma provvisorio e iscriviti!

7 gennaio, Milano
Fratelli o coltelli. Non c’è più il futuro di una volta… prepariamone un altro!
Il CNCA Lombardia organizza, presso gli spazi della Triennale nell’ambito della manifestazione “La città fragile”, un convegno per “aiutare le persone delle nostre organizzazioni a riconoscere, ripensare e riattraversare il proprio rapporto con il sogno/utopia, condiviso ed organizzato: il sogno che orienta, sostiene, incoraggia, pungola.”
Leggi tutto e scarica la locandina

22 gennaio 2010, Roma
Incontro dei firmatari del documento “Batti il cinque”
Si terrà presso l’Auditorium dell’Unicef, in via Palestro 68, l’incontro delle organizzazioni che hanno sottoscritto il documento “Batti il cinque”, che presenta un quadro di proposte organiche in favore dei minori. Alla riunione sono stati invitati rappresentanti delle Regioni e dell’Anci. Obiettivo dell’incontro: stabilire i prossimi passi, a cominciare dall’organizzazione degli Stati generali della partecipazione di ragazze e ragazzi, che dovrebbero tenersi il 27 maggio prossimo.

16 maggio 2010, Perugia
Marcia per la pace
La prossima Marcia per la pace Perugia-Assisi sarà preceduta da un grande “Forum della pace” che si terrà a Perugia, venerdì 14 e sabato 15 maggio. Slogan di questa edizione: “Abbiamo bisogno di un’altra cultura!”.
Vai al sito della Tavola della pace

News economiche e giuridiche
A cura dell’Associazione Legale nel Sociale

Reato di maltrattamenti in famiglia esteso anche alla famiglia di fatto
La Corte di Cassazione, Sezione II penale, con la sentenza del 22 ottobre 2009, n. 40727 ha deciso in merito alla possibilità di configurare il reato di maltrattamenti in famiglia, anche in presenza di una famiglia di fatto. Sul punto la Suprema Corte ha rilevato che la tutela a cui tende la fattispecie prevista dall’articolo 572 del Codice penale sui maltrattamenti in famiglia si estende anche alla famiglia di fatto. Difatti, richiamando anche la propria precedente giurisprudenza, la Cassazione ha sottolineato come, ai fini della configurazione del reato di maltrattamenti in famiglia, non assume alcun rilievo la circostanza che l’azione sia commessa ai danni di una persona convivente more uxorio, in quanto il richiamo contenuto nell’articolo 572 del Codice penale al termine “famiglia” «deve intendersi riferito ad ogni consorzio di persone tra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo».

Permesso di soggiorno, non rilevanza del patteggiamento ai fini del rilascio o rinnovo
Il Tar del Lazio, Sezione II quater, con la sentenza del 02/10/2009 n. 9624, si è pronunciata in merito al ricorso presentato da un cittadino straniero nei confronti del provvedimento della questura con il quale è stata rigettata l’istanza per il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo. Il rigetto del rinnovo si basava sulle circostanze che il richiedente era stato condannato, a seguito di patteggiamento, per commercio di prodotti con segni falsi, ai sensi dell’articolo 474 del Codice penale e risultava deferito all’Autorità giudiziaria per il medesimo reato, circostanze ritenute ostative al rinnovo del permesso di soggiorno secondo quanto stabilito dall’articolo 26, comma 7-bis, del Decreto Legislativo n. 296 del 1998 (T.U. sull’immigrazione), che prevede la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione dello straniero quando quest’ultimo risulta condannato con provvedimento irrevocabile per il reato, fra gli altri, previsto proprio dall’articolo 474 del Codice penale. Il Tar ha previamente osservato che la decisione passa soprattutto nello stabilire se la «condanna con provvedimento irrevocabile», prevista come ostativa al rinnovo del permesso di soggiorno dal citato articolo 26, comma 7-bis, del T.U. sull’immigrazione, comprende anche la condanna penale pronunciata a seguito di patteggiamento o solo quella emessa a seguito di dibattimento. A tal proposito il Tar rileva che la Corte costituzionale ha più volte escluso che la sentenza a seguito di patteggiamento abbia natura di sentenza con la quale viene accertata la responsabilità penale dell’imputato. Inoltre, rileva il Tar, il comma 7-bis dell’articolo 26 del T.U. sull’immigrazione è stato introdotto dalla Legge 30 luglio 2002, n. 189 e che la stessa legge, modificando l’articolo 4, comma 3, del T.U. sull’immigrazione, in materia di ingresso nel territorio dello Stato ha stabilito espressamente come circostanza ostativa la condanna «anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale» (patteggiamento). Secondo il Tar, il Legislatore, non avendo espressamente indicato la condanna a seguito di patteggiamento nelle circostanze ostative al rinnovo del permesso di soggiorno, come invece ha fatto per l’ingresso in Italia, ha di fatto voluto assegnare un trattamento differente alle due situazioni, dove la condanna a seguito di patteggiamento rileva solo ai fini dell’ingresso nel territorio dello Stato e non per il rilascio o rinnovo del titolo di soggiorno per lavoro autonomo. Pertanto, sottolinea il Tar, in quest’ultimo caso è necessario, al fine di giustificare la negazione del rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, che la condanna sia stata emessa a seguito di dibattimento e sia divenuta irrevocabile. Il Tar ha accolto, quindi, il ricorso presentato dal cittadino straniero e annullato il provvedimento di rigetto della questura.

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Newsletter a cura di Mariano Bottaccio.

Editore: Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza
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