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E’ on line il nuovo numero di ”ComuNiCAre”

La newsletter della Federazione

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Numero 30 / marzo 2010

In questo numero:

• Dal CNCA
• Dal Terzo settore
• Appuntamenti
• News economiche e giuridiche

DAL CNCA

“I diritti alzano la voce”. E scendono in piazza
Il 27 febbraio si è tenuta in tutto il paese la prima mobilitazione nazionale organizzata dalla campagna “I diritti alzano la voce”. In circa 50 città italiane sono stati organizzati stand, banchetti, conferenze stampa per sensibilizzare opinione pubblica, istituzioni e media sulla necessità di una riforma del welfare non più rinviabile. La campagna – promossa dal CNCA insieme ad altre 25 organizzazioni e a cui stanno aderendo gruppi di ogni regione d’Italia – ha raccolto firme sulle “10 proposte per un’Italia civile”, che dovrebbero aiutare a riconfigurare un sistema di protezione sociale capace realmente di rispondere ai bisogni fondamentali dei cittadini.
Vai al sito della campagna

Strada Facendo continua…
Mille operatori hanno partecipato alla quarta edizione di Strada Facendo, che ha avuto luogo dal 5 al 7 febbraio scorso a Terni. Un’edizione importante per due ragioni. La prima è la decisione di non limitarsi a organizzare, ogni due anni, una manifestazione che è diventata un punto di riferimento per gli operatori sociali. Le criticità della situazione economica e sociale italiana, nonché i ritardi della politica hanno convinto gli organizzatori dell’evento – Gruppo Abele, CNCA e Libera – a organizzare nei prossimi mesi appuntamenti nazionali sugli stessi temi trattati a Terni. È necessario attivare e allargare reti di operatori, di cittadini, interessati al bene pubblico e ai diritti di cittadinanza, un obiettivo che richiede un impegno più continuo. In secondo luogo, è stata varata una “Carta di Terni per un nuovo welfare”, che contiene le principali richieste emerse nei tre giorni di lavoro.
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“Batti il cinque!”: approvare il Piano Infanzia
Il 22 gennaio si è tenuto a Roma un incontro promosso da “Batti il cinque!”, l’aggregazione in favore dei diritti dei minori promossa da Unicef, Save the Children, CNCA, Cgil, Arciragazzi, Agesci, Ordine Nazionale Assistenti sociali e a cui hanno aderito decine di organizzazioni di tutta Italia. All’evento hanno partecipato Alessandra Mussolini, Francesco Paolo Occhiogrosso, Raoul Russo, Anna Serafini. Dai promotori una forte sollecitazione al Governo affinché approvi, finalmente, il nuovo Piano nazionale Infanzia e Adolescenza.
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Uscito il volume sull’Inchiesta sul lavoro sociale
È stato stampato il volume dedicato all’Inchiesta sul lavoro sociale intitolata “Voci e volti del welfare invisibile”. L’indagine, promossa da CNCA, FISH, Libera e Rifondazione comunista ha permesso di fare una fotografia delle condizioni del lavoro sociale in Italia. Ben 2798 operatrici e operatori hanno compilato un questionario composto da 33 quesiti. Il volume contiene il rapporto di ricerca dell’indagine e una serie di interventi che prendono le mosse dai risultati dell’inchiesta. Si possono richiedere copie del testo.
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Firmato un protocollo d’intesa tra Regione Toscana e CNCA per i servizi a bassa soglia
Il “Protocollo di Intesa per interventi di prevenzione e riduzione del danno in favore di persone tossico/alcoldipendenti a forte marginalità sociale” rappresenta la conclusione di un percorso di concertazione tra la Regione Toscana, il CNCA Toscana, le Società della Salute di Firenze e Pisa e la Conferenza dei Sindaci della zona livornese, finalizzato a garantire stabilità e continuità a progetti di bassa soglia e riduzione del danno storicamente operativi nelle province di Firenze, Pisa e Livorno. Tali interventi saranno sostenuti e finanziati dagli enti pubblici sottoscrittori del Protocollo, che si sono impegnati a un cofinanziamento per la durata di due anni. Infatti, gli interventi di bassa soglia e riduzione del danno svolti dai gruppi CNCA toscani hanno negli anni dimostrato grande capacità di avvicinare la popolazione target, contenendo i rischi sanitari e sociali relativi al consumo di sostanze e favorendo il contatto e l’accesso verso gli altri servizi per le tossicodipendenze e per l’inclusione sociale. Il Protocollo intende così innovare e rafforzare il sistema degli interventi rivolti alla popolazione caratterizzata da condizioni di alta marginalità sociale e favorire il consolidamento di un sistema integrato tra servizi pubblici e del privato sociale. Si tratta di un risultato importante, che testimonia un impegno della Regione Toscana e degli altri enti pubblici coinvolti in netta controtendenza rispetto alla progressiva riduzione delle risorse economiche del Fondo sociale nazionale, e la loro fiducia nelle capacità e nei benefici offerti dai servizi di bassa soglia e riduzione del danno.
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DAL TERZO SETTORE

Terzo rapporto dell’Auser sugli appalti dei Comuni al terzo settore
È stato presentato il 3 marzo il Terzo rapporto dell’Auser sugli affidamenti dei servizi sociali fatti dai Comuni al terzo settore. La ricerca evidenzia una crescita della spesa sociale comunale destinata al privato sociale: nel 2009 il 51,6% della spesa comunale finalizzata all’assistenza è stata impiegata dai Comuni per affidare all’esterno, e soprattutto a imprese sociali e associazioni, la gestione di interventi e servizi sociali. Un fenomeno più marcato al Sud (55% circa). Il Rapporto rileva numerose criticità nella relazione Enti locali-terzo settore. Il 15% delle gare è stato indetto sulla base del criterio di aggiudicazione al prezzo più basso. Neanche il 20% dei bandi comunali contiene disposizioni dettagliate per tutelare la sicurezza del lavoro e in materia di antinfortunistica. Nella quasi totalità dei casi, i Comuni non hanno previsto forme di aggiudicazione cosiddette “negoziate”, volte a sviluppare – attraverso le formule dell'”appalto concorso” e della “co-progettazione” – le capacità progettuali del terzo settore. La breve durata degli incarichi, la carenza di controlli degli uffici comunali sull’operato del terzo settore e in particolare sul fenomeno del lavoro nero, costituiscono poi elementi di forte incertezza nella ripartizione della spesa sociale e, soprattutto, nell’erogazione di prestazioni di qualità.

Al via anche in Italia la campagna contro la speculazione finanziaria
È stata lanciata anche in Italia una campagna per chiedere ai membri del G20, che si riuniranno a fine giugno in Canada, l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie. Si tratta di un’imposta molto ridotta (lo 0,05%) applicata a ogni operazione finanziaria. Il tasso così basso non inciderebbe sugli investimenti di lungo periodo e sull’economia reale. Al contrario, gli speculatori, che realizzano centinaia o migliaia di operazioni quotidiane per guadagnare su piccole oscillazioni dei prezzi, sarebbero costretti a pagare la tassa su ogni singola transazione. Si tratta, quindi, di una misura estremamente mirata ed efficace contro la speculazione e per frenare lo strapotere della finanza. Visti i volumi dei mercati finanziari, infatti, anche un’imposta così ridotta permetterebbe di riscuotere un gettito enorme, dell’ordine delle centinaia di miliardi di dollari ogni anno su scala globale. Risorse disponibili per finanziare i beni pubblici globali, la lotta ai cambiamenti climatici, la cooperazione internazionale. Una parte del gettito potrebbe essere usata per ridare fiato ai conti pubblici, colpiti dalla crisi e dagli enormi piani di salvataggio per salvare il sistema finanziario. In altre parole, la tassa sulle transazioni finanziarie permetterebbe di fare pagare una buona parte del costo della crisi a chi ne ha le maggiori responsabilità – i giganti della finanza e gli speculatori – mentre fino a oggi tale costo è stato scaricato sui cittadini, sui lavoratori, sulle fasce più deboli della popolazione, tanto nel Nord quanto nel Sud del mondo. La proposta ha recentemente ricevuto il sostegno di molti capi di stato e di governo, come in Francia o in Germania, della presidenza della Commissione Europea e di diverse altre istituzioni. L’appuntamento del G20 di Toronto, a fine giugno, è un momento fondamentale per chiedere l’approvazione di questa misura.


APPUNTAMENTI

8-9 aprile 2010, Castel Volturno (Ce)
Assemblea CNCA dei delegati
Evento importante in vista dell’assemblea elettiva di dicembre. Oltre all’approvazione del bilancio consuntivo 2009 e del budget previsione 2010, e a due momenti di riflessione dedicati rispettivamente alle mafie (con il ricordo di don Peppino Diana) e all’immigrazione, è prevista infatti una sessione intitolata “Verso l’assemblea elettiva. Quale CNCA vogliamo, con quale assetto organizzativo e con quale gruppo dirigente?”
Scarica il programma e la scheda di iscrizione

20 marzo 2010, Milano
XV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie
Quest’anno il tema centrale è quello della dimensione finanziaria delle mafie. Il 19 marzo, sempre a Milano, si terrà l’incontro tra i familiari delle vittime e, a seguire, un momento ecumenico di ricordo delle vittime. Il 20 marzo, oltre alla marcia, sono previsti 14 seminari di approfondimento.
Vai al sito di Libera

20 marzo 2010, Roma
Manifestazione nazionale “Salva l’acqua!”
Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua organizza una grande manifestazione nazionale “per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa”. Il Forum chiede l’approvazione della sua legge di iniziativa popolare intitolata “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico”, su cui sono state raccolte oltre 400mila firme e che è attualmente all’esame del Parlamento.
Vai al sito della campagna

7 Aprile 2010, Roma
Misurare il benessere e la sostenibilità
La campagna Sbilanciamoci! organizza questo seminario sugli indicatori di qualità sociale e ambientale nelle politiche pubbliche. La campagna presenterà 7 proposte, rivolte alle istituzioni, affinché vengano date maggiore diffusione e rilevanza a questi strumenti che permettono di valutare il benessere del paese “oltre il Pil”. Appuntamento alle ore 10.00 presso la Sala Di Liegro della Provincia di Roma, in via IV Novembre 119/a.

16 maggio 2010, Perugia
Marcia per la pace
La prossima Marcia per la pace Perugia-Assisi sarà preceduta da un grande “Forum della pace” che si terrà a Perugia, venerdì 14 e sabato 15 maggio. Slogan di questa edizione: “Abbiamo bisogno di un’altra cultura!”.
Vai al sito della Tavola della pace

28-30 maggio 2010, Firenze
Terra Futura
Settima edizione della “mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità”. Tema di quest’anno: “Comunità sostenibili e responsabili”. Fitto il programma culturale. La rassegna espositiva è articolata in 13 sezioni tematiche.
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NEWS ECONOMICHE E GIURIDICHE

A cura dell’Associazione Legale nel Sociale

Minori. La concezione socioculturale del genitore non giustifica i maltrattamenti
La Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, con la sentenza del 17 dicembre 2009, n. 48272 ha deciso in merito alla responsabilità di un genitore per il reato di maltrattamenti in famiglia ai danni del figlio minore. Nella fattispecie il genitore contestava l’accusa sulla circostanza che la condotta posta in essere ai danni del minore aveva una finalità correttiva ed educativa e che, semmai, poteva essere ricondotta al reato di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina previsto dall’articolo 571 del Codice penale, ma non di maltrattamenti in famiglia. In merito la Cassazione ritiene non fondata tale circostanza, in quanto evidenzia che l’ordinamento attribuisce al minore una dignità pari a quella di qualsiasi persona e, come tale, è soggetto titolare di diritti e «non più, come in passato, semplice oggetto di protezione (se non addirittura di disposizione) da parte degli adulti», pertanto, continua la sentenza, anche le finalità di correzione e/o educazione del minore, seppur mirano ad un armonico sviluppo della sua personalità e ai valori di pace, tolleranza, uguaglianza e solidale convivenza, non possono essere perseguite con mezzi violenti. Inoltre, rileva la Suprema Corte, la particolare concezione socioculturale di cui sia eventualmente portatore il genitore, non può contraddire quanto sopra affermato, in quanto si porrebbe in contrasto con i valori fondamentali consacrati dall’ordinamento e che «fanno parte del visibile e consolidato patrimonio etico – culturale della nazione e del contesto sovranazionale in cui la stessa è inserita e, come tali, non sono suscettibili di deroghe di carattere soggettivo e non possono essere oggetto, da parte di chi vive e opera nel nostro territorio ed è quindi soggetto alla legge penale italiana, di valida eccezione di ignoranza scusabile». Su tali premesse, la Cassazione ha confermato la condanna del genitore per il reato di maltrattamenti in famiglia.

Privacy. Illegittima la richiesta di affezione HIV se non giustificata dall’intervento sanitario
Il Garante per la protezione dei dati personali, con le prescrizioni del 12 novembre 2009, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 12 dicembre 2009 è intervenuto in merito alla legittimità della raccolta, da parte di alcuni studi dentistici e odontoiatri, all’atto della prima accettazione dei pazienti, in cui si chiedeva loro di evidenziare il proprio stato di salute ed, in particolare, se erano affetti da infezione da HIV. Sul punto il Garante privacy ha ricordato che gli esercenti le professioni sanitarie, previa acquisizione del consenso informato, possono trattare i dati sanitari del paziente per finalità di tutela della salute o incolumità fisica, salvo i casi di prestazioni d’urgenza in cui si può prescindere dal consenso dell’interessato. Però, sottolinea il Garante, la raccolta di informazioni relative all’eventuale stato di sieropositività di ogni paziente che si rivolge per la prima volta allo studio medico, indipendentemente dal tipo di intervento clinico o terapeutico da eseguire, appare in contrasto con i principi di pertinenza e non eccedenza dei dati. Del resto, si precisa nel provvedimento, l’esigenza di raccogliere informazioni in merito all’eventuale infezione da HIV in fase di accettazione del paziente non può nemmeno giustificarsi con la necessità di attivare specifiche misure di protezione per il personale sanitario, visto che queste, per legge, devono essere adottate sempre e comunque e nei confronti di ogni singolo paziente. Questo perché, sottolinea il Garante, «allo stato attuale delle conoscenze scientifiche non è possibile identificare con certezza tutti i pazienti affetti da HIV e che, pertanto, le misure di protezione dal contagio devono essere adottate, a prescindere dalla conoscenza dello stato di sieropositività del paziente, nei confronti di ogni soggetto sottoposto a cure dentistiche». Su tali premesse, il Garante ha prescritto che gli esercenti le professioni sanitarie non possono sottoporre ai pazienti, in fase di prima accoglienza e a prescindere dal tipo di intervento o piano terapeutico da eseguire, dei questionari generali in cui si chiede l’eventuale stato di sieropositività, ma, semmai, potrà essere legittimamente chiesto, previo consenso informato dell’interessato, in relazione a specifici interventi clinici ove sia ritenuto necessario.

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Newsletter a cura di Mariano Bottaccio.

Editore: Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza
via del Forte Tiburtino 98, edificio 16, sc. C – 00159 Roma
Tel. 06 44230403-44230395 – Fax 06 44117455
Email:
info@cnca.it – Web: www.cnca.it

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