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La newsletter della Federazione

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Numero 33 / Luglio-agosto 2011

In questo numero:

Dal CNCA

Dal Terzo settore

Appuntamenti

News economiche e giuridiche

DAL CNCA

Mobilitazione per i diritti sociali: un grande successo
Diverse migliaia di operatori, volontari, persone disabili, anziani, familiari di utenti di servizi si sono ritrovati il 23 giugno scorso, davanti Montecitorio, per la mobilitazione nazionale promossa dalla campagna “I diritti alzano la voce” e dal Forum del Terzo settore. In tante altre parti d’Italia manifestazioni analoghe sono state realizzate da organizzazioni aderenti alla campagna e/o dai Forum locali. Una partecipazione, dunque, del tutto inconsueta, che ha visto aderire all’Appello alla mobilitazione anche i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl e i partiti Pd, Udc, Rifondazione comunista, Partito Liberale. L’iniziativa è stata capace di intercettare un malessere profondo che esiste non solo tra chi opera nel campo dei servizi sociali, ma nell’intero paese. Le decisioni che il Governo ha preso anche nella recente manovra finanziaria colpiscono i più deboli e risparmiano – ancora una volta – evasori, speculatori e gli stessi costi della politica. Sul territorio Regioni ed Enti locali faticano ad assicurare anche i servizi fondamentali già esistenti, mentre le organizzazioni di terzo settore vedono a rischio la loro stessa sopravvivenza. La campagna I diritti alzano la voce e il Forum del Terzo settore chiedono piuttosto una riforma del welfare che assicuri l’universalità dei diritti sociali – prima di tutto definendo i livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale -, garantisca stanziamenti adeguati per servizi e prestazioni sociali, introduca una misura universale contro la povertà, assicuri un fondo per la non autosufficienza non simbolico. Da settembre la campagna riparte con una iniziativa di comunicazione sul tema dei diritti e un approfondimento sullo stato del welfare italiano – insieme ad altri soggetti sociali e del mondo della ricerca – per arrivare a definire una propria proposta di ammodernamento del sistema di protezione sociale.
Leggi il comunicato stampa della mobilitazione

Droghe, il Secondo Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi
Anche quest’anno il sottosegretario Carlo Giovanardi, che ha la delega sulle droghe, e Giovanni Serpelloni, direttore del Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga, hanno fornito, in concomitanza con la Giornata mondiale sulle droghe (26 giugno), dati straordinari sulla diffusione delle sostanze psicoattive nel nostro paese: in due anni i consumatori di droghe sarebbero diminuiti del 25,7%, passando da 3.934.450 a 2.924.500. Il sorprendente calo del 25% dei consumatori, in verità, era già stato annunciato l’anno scorso dal Governo. Ma anche Antigone, CNCA, Forum Droghe e Società della Ragione hanno voluto rendere pubblici i dati, per darne una loro interpretazione. Il giorno prima della conferenza stampa indetta dal Governo hanno presentato il Secondo Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi. Lo scontro tra il Governo e le associazioni è stato così anche una guerra di cifre. Giovanardi ha sottolineato, oltre al calo delle sostanze già rilevato, un consumo di droghe tra i giovani che sarebbe anch’esso in discesa (in base a uno studio commissionato dal Dipartimento stesso), una diminuzione del numero di entrate in carcere dei tossicodipendenti e un aumento delle uscite per misure alternative, un calo degli incidenti stradali e del ritiro di patenti, una crescita delle persone che si fanno curare nei SerT. Le associazioni – oltre a ritenere quantomeno dubbio l’in-credibile calo del numero di consumatori di droghe – hanno evidenziato soprattutto l’impatto repressivo della legge: l’aumento delle denunce in base all’art. 73 della legge Fini-Giovanardi (quello che punisce il “piccolo spaccio”, ma nel quale rientrano anche tanti consumatori trovati in possesso di quantità di sostanze superiori a quelle consentite per il mero consumo), la crescita delle segnalazioni al prefetto (da 39.075 del 2006 al 47.093 del 2008, oltre il 70% per cannabis), il raddoppio delle sanzioni erogate (da 7.229 del 2006 a 16.154 del 2010). Ma anche il crollo delle richieste di programma terapeutici (passati dai 6.713 del 2006 ai 518 del 2010, anche perché, con la legge ora in vigore, accedere a essi non sospende l’esecuzione della pena) e la notevole diminuzione delle misure alternative: le persone in affidamento sono passate dalle 3852 dell’1 gennaio 2001 alle 2527 del 30 aprile 2011. Ma la questione non riguarda solo i numeri. Come ha notato Riccardo De Facci, responsabile Dipendenze del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), “al di là di qualsiasi speculazione politica, il numero dei tossicodipendenti in carcere resta insopportabile e abnorme, le misure alternative nel complesso sono crollate, il sistema di intervento – pubblico e del privato sociale – è al collasso e con risorse del tutto inadeguate: in cinque o sei regioni le comunità chiudono, i progetti territoriali e di prevenzione sono decurtati per il pesante taglio al Fondo nazionale per le politiche sociali, i progetti di reinserimento sono ormai un lontano ricordo.”
Scarica il Libro Bianco

Progetto Salus: un vademecum per operatori sociali impegnati nel campo del disagio psichico degli adolescenti
Si è tenuto a L’Aquila, l’1 luglio, il seminario conclusivo del progetto “Salus”, promosso dal CNCA, che ha visto mappare e sperimentare in tre regioni (Abruzzo, Puglia, Lombardia) modelli innovativi di azione nell’ambito della prevenzione e presa in carico di forme ed espressioni di disagio psichico di adolescenti e delle loro famiglie. Il seminario è stato organizzato insieme al progetto “L’Altra città” realizzato da Scs-Cnos, che a l’Aquila ha messo in campo specifici interventi attraverso le azioni di un centro di aggregazione. La tavola rotonda è stata l’occasione per comunicare i risultati dei due progetti targati CNCA e Scs-Cnos, entrambi finanziati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che hanno sviluppato assieme una comune attenzione al tema della prevenzione del disagio giovanile e della promozione del loro benessere. È stato sviluppato un sistema di interventi che ha puntato, da un lato, sulla realizzazione di modelli innovativi di azione, dall’altro sul consolidamento dei legami comunitari. In particolare, il CNCA ha presentato un Vademecum per operatori sociali (che sarà reso disponibile a breve sul sito), che contiene una ricca e articolata raccolta di materiali e strumenti utili per conoscere e operare con gli adolescenti che presentano “relazioni problematiche”, di cui il disagio psichico è una delle espressioni.

Progetto Coesione sociale: la teoria del change agent per rinnovare l’attività degli operatori
A metà luglio si è concluso il progetto nazionale “Coesione sociale”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il progetto ha avuto la durata di un anno e ha coinvolto il CNCA, le Federazioni regionali e i Gruppi Tematici. Il tema centrale ha riguardato le competenze degli operatori che lavorano nelle varie articolazioni organizzative della Federazione e nei gruppi soci, necessarie per affrontare le sfide poste dal cambiamento sociale e per utilizzare l’innovazione dei saperi e delle pratiche con l’obiettivo di promuovere interventi di maggiore coesione sociale nei vari territori coinvolti. Il lavoro si è snodato attraverso un percorso che ha saputo mettere insieme: una rilevazione sui bisogni formativi dei gruppi dirigenti e degli operatori di riferimento delle organizzazioni che appartengono al CNCA; una progettazione formativa centrata sui principi del cooperative learning e del change agent, con due workshop nazionali; una formazione territoriale decentrata per aree di interesse e macro assi tematici con 18 interventi, capace di coniugare i diversi volti della coesione sociale territoriale, inframezzata dalla possibilità di dare continuità agli apprendimenti attraverso l’area di lavoro on line con accesso riservato sul sito del CNCA; un lavoro di consulenza abilitante, frutto dell’accompagnamento che la nuova presidenza ha avviato dal gennaio di quest’anno, incontrando tutte le Federazioni regionali e i Gruppi Tematici, che ha prodotto degli “studi di caso”. Complessivamente il progetto ha contattato oltre 1150 persone nelle varie azioni di formazione e consulenza e ha prodotto un repertorio dei bisogni formativi dell’operatore sociale. Gli elementi di potenziale trasferibilità in altri contesti di questa esperienza sono rappresentati dall’infrastruttura conoscitiva che è stata approntata e che porterà nell’immediato futuro anche a produrre una edizione aggiornata dello Year Book del CNCA. Il progetto è stato coordinato da Riccardo Poli e diretto dalla Presidenza del CNCA. Per maggiori informazioni contattare la segreteria (Maria Teresa Romano) scrivendo all’indirizzo segreteria.agenzianazionale@cnca.it.

Parte il progetto “Scolpire storie”
Agli inizi di luglio ha preso il via il progetto “Scolpire storie”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il progetto ha durata un anno e coinvolge il CNCA e i suoi gruppi associati che si occupano di infanzia e adolescenza. Il tema centrale riguarda la povertà minorile. A partire dai risultati di una precedente esperienza realizzata nel 2010, in occasione dell’Anno europeo di contrasto alla povertà, dal titolo Per una strategia italiana di contrasto alla povertà dei bambini e degli adolescenti – che ha visto la Federazione partner e l’Unicef Italia come capofila -, saranno raccolte delle storie di vita dei ragazzi accolti nelle strutture gestite dai gruppi associati in cinque regioni distribuite tra Nord, Centro e Sud Italia. Inoltre, saranno realizzati laboratori di formazione per socializzare le esperienze e le buone prassi di intervento già esistenti in questo campo e attivati percorsi formativi per consolidare le competenze degli operatori sia nelle tecniche autobiografiche, per la raccolta delle storie vita, che per la gestione della rete di interventi da attivare nei territori per far fronte in modo integrato ai complessi problemi posti da chi vive in condizioni di rischio e marginalità sociale. All’interno di questa cornice generale saranno anche avviati, nel prossimo anno scolastico, laboratori con le scuole primarie e secondarie delle cinque regioni, che coinvolgeranno i ragazzi in un percorso di protagonismo e partecipazione volto alla scoperta dei principi della solidarietà e dei diritti umani. I laboratori culmineranno con l’organizzazione di 20 Social Day alla fine di maggio del 2012, con una raccolta fondi utile a sostenere progetti di cooperazione e iniziative a favore dei ragazzi che vivono in condizione di povertà sia in Italia che nel Sud del mondo. Il progetto è coordinato da Riccardo Poli e diretto da Liviana Marelli, responsabile dell’area Infanzia, adolescenza e famiglie del CNCA. Per maggiori informazioni contattare la segreteria (Maria Teresa Romano) all’indirizzo segreteria.agenzianazionale@cnca.it.

Cittadini Accoglienti: nuovo sito e ambizioni rinnovate
L’associazione Cittadini Accoglienti, promossa dalla nostra Federazione, ha un nuovo sito. Ma questo strumento di comunicazione è legato a un rilancio del progetto dell’associazione, nata per avvicinare cittadini interessati ai temi sociali e che non necessariamente sono “addetti ai lavori” dei diversi settori del welfare. L’ambizione, anzi, è soprattutto quella di entrare in contatto con persone che non conoscono a fondo “il sociale”, per sensibilizzarli rispetto alle diverse questioni sociali (non solo politiche sociali, ma anche legalità, lavoro, ambiente, pace), e far conoscere loro l’attività della Federazione. Presidente dell’associazione è Diego Giacometti, coadiuvato da Matteo Iori, Franco Balzi e dal presidente del CNCA, don Armando Zappolini. Ogni mese l’associazione editerà una newsletter piuttosto ampia – curata da Mariano Bottaccio -, che non riguarderà solo e tanto l’attività del CNCA, bensì i temi sopra citati. Ogni settimana, invece, uscirà una newsletter molto snella, di sole news brevi. Tutti gli articoli delle newsletter sono consultabili sul sito.
Vai al sito di Cittadini Accoglienti

Don Zappolini a “Jesus”: “Dov’è finita la rabbia profetica dei cristiani?”
Sul numero di luglio della rivista “Jesus”, edita dalle Edizioni San Paolo, è apparsa una lunga intervista – sei pagine – a don Armando Zappolini, presidente del CNCA dal gennaio scorso. È un intervento a tutto campo, che spazia dalla politica alla legalità, dal welfare all’immigrazione, dai giovani alle donne. Al ruolo dei cristiani e della Chiesa cattolica.
Leggi l’intervista

DAL TERZO SETTORE

“L’Italia sono anch’io”: campagna per i diritti di cittadinanza delle persone di origine straniera
Ha preso il via il 22 giugno, con una conferenza stampa, “L’Italia sono anch’io”, la Campagna nazionale promossa, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) e dall’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio. Scopo della campagna è riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico il tema dei diritti di cittadinanza e la possibilità per chiunque nasca o viva in Italia di partecipare alle scelte della comunità di cui fa parte. Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera. Molti di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti qui, che tuttavia solo al compimento del 18° anno di età si vedono riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza, iniziando nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico. I promotori della campagna si propongono di contribuire a rimuovere questi ostacoli, mediante un’azione di sensibilizzazione, ma soprattutto attraverso la modifica dell’attuale legislazione che codifica le disuguaglianze. Per questo, dall’autunno 2011 promuoveranno la raccolta di firme per due leggi di iniziativa popolare, una di riforma dell’attuale normativa sulla cittadinanza, l’altra sul diritto di voto alle elezioni amministrative.
Vai al sito della campagna

Le Associazioni: “Caro Berlusconi, ti scrivo: Dove sono i soldi promessi al Fondo globale di lotta contro l’aids, la tubercolosi e la malaria?”
In occasione della Sesta Conferenza internazionale della International Aids Society, in programma a Roma dal 17 al 20 luglio scorso, il “Forum Italiano della società civile sull’HIV/AIDS” ha inviato una lettera aperta a Silvio Berlusconi per sollecitare il Governo italiano a rinnovare l’impegno storico nei confronti del Fondo globale di lotta contro l’aids, la tubercolosi e la malaria. Le associazioni del Forum ­- Actionaid, ANLAIDS, Arcigay, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Gruppo Abele, LILA, Nadir, NPS, Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS, Movimento Identità Transessuale, Villa Maraini – hanno diramato, in tale occasione, un duro comunicato stampa: “Ancora una volta il governo italiano risulta praticamente assente in un grande appuntamento internazionale dedicato alla lotta contro Hiv e Aids. Domani a Roma si apre la Sesta Conferenza internazionale della International Aids Society, dove non ci saranno ministri e non ci sarà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che esattamente due anni fa, al G8 a L’Aquila, prometteva in mondovisione: ‘Il nostro Paese è in leggero ritardo nel versare i soldi al Global Fund, ma entro il prossimo mese verseremo 130 milioni di dollari a cui ne aggiungeremo altri 30′. Come ormai tutti sanno non solo quei soldi non sono stati versati, ma il Fondo Globale per la lotta a Aids, Tubercolosi e Malaria non ha ricevuto neppure la quota per il 2010. Denaro che avrebbe permesso al Fondo Globale di fornire farmaci antiretrovirali salvavita a più di 100mila persone che vivono con l’Hiv, dare trattamenti salvavita a più di 284mila persone con la Tbc, donare 8 milioni di zanzariere per proteggere le famiglie dalla malaria. L’Italia, inoltre, non ha preso alcun impegno sul rifinanziamento del Fondo Globale per il prossimo triennio.” La lettera aperta a Berlusconi ha raccolto in pochi giorni l’adesione di 125 associazioni da 40 Paesi di 5 continenti. Per la precisione, l’ultimo giorno della Conferenza si è presentato, a sorpresa, il ministro Fazio, che ha fatto un brevissimo intervento – senza assumere alcun impegno – seguendo i lavori per circa un’oretta.
Vai al sito del Forum

Istituito il Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Si insedia il nuovo Osservatorio per l’infanzia e l’adolescenza
Il 22 giugno 2011 il Senato ha approvato definitivamente, all’unanimità, la legge che istituisce l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. L’istituzione del Garante dà attuazione all’articolo 31 della Costituzione con il quale si assegna alla Repubblica il compito di proteggere “la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo” e nel rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo di New York, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e della Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli. Il Garante nazionale per l’Infanzia e l’adolescenza sarà un organo monocratico nominato d’intesa con i presidenti della Camera e del Senato, in carica quattro anni, rinnovabili una volta sola. Fra i compiti assegnati al Garante sono previste una serie di funzioni di promozione, come studi e ricerche sull’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, collaborazione, garanzia, oltre a competenze consultive. Inoltre, può esprimere pareri sui disegni di legge e sugli atti normativi del Governo in tema di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Entro il 30 aprile di ogni anno dovrà presentare alla Camera dei Deputati una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente. Al Garante possono rivolgersi tutti, anche attraverso il numero telefonico di emergenza gratuito 114, per segnalare violazioni o situazioni di rischio di violazione dei diritti dei minori. Al Garante la legge affianca anche la neo istituita Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, presieduta dallo stesso Garante e composta dai Garanti regionali o da figure analoghe, al fine di promuovere l’adozione di linee d’azione comuni ed individuare forme per un costante scambio di dati e di informazioni.
Il 20 luglio scorso, invece, si è insediato il nuovo Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. L’organismo, la cui composizione è stata rinnovata con un decreto del maggio 2011, è presieduto dai due sottosegretari Giovanardi e Musumeci. A rappresentare il CNCA nell’Osservatorio è Liviana Marelli, responsabile Minori della Federazione. Ricostituito anche il Comitato tecnico scientifico del Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza, presieduto ora da Simonetta Amatone. Nell’incontro di avvio formale è stata ribadita dai sottosegretari la volontà di portare avanti il monitoraggio del Piano d’azione approvato ad inizio d’anno. In questo contesto sono state presentate dalle organizzazioni promotrici dell’iniziativa “Batti il Cinque!” – a cui aderisce anche la nostra Federazione – le proposte e le priorità che dovrebbero caratterizzare il futuro lavoro dell’Osservatorio, a partire dalla questione delle risorse e della definizione dei Liveas. Proposte e priorità che sono state esplicitate in un apposito documento distribuito ai presenti alla riunione.

APPUNTAMENTI

1-3 settembre 2011, Firenze
Summer School “Riduzione del danno, tra vecchie derive e nuovi approdi”
Anche quest’anno Forum Droghe/Fuoriluogo e CNCA, insieme al CNCA Toscana, organizzano la scuola estiva sulle dipendenze.
Scarica il programma

9-11 settembre 2011, Arona (No)
Noi Agorà. Meeting tra familiare e cittadinanza
Il CNCA, Associanimazione e la cooperativa sociale Vedogiovane organizzano questo “Dialogo aperto tra gruppi, reti e associazioni che costruiscono una nuova cittadinanza”.
Scarica il programma

10 settembre 2011
18° Marcia per la Giustizia Agliana-Quarrata
Organizzata dalla Rete Radié Resch e da Libera.
Leggi il programma

19-20 settembre 2011, Bruxelles
Conferenza sociale europea. Bilancio della governance economica alla fine del primo semestre europeo. Equilibrare la politica sociale ed economica dell’Europa
Appuntamento promosso da Alliances to fight poverty, una coalizione di sindacati e organizzazioni sociali europei a cui aderisce anche la nostra Federazione, che in aprile aveva co-organizzato a Roma uno dei convegni in vista della conferenza.
Leggi il programma

25 settembre 2011
Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli
L’appuntamento organizzato dalla Tavola della Pace.

26-30 settembre 2011, Milano
Nessuno escluso
Evento organizzato all’interno del progetto “Informatica in comunità”, promosso dal CNCA e Microsoft. Verranno realizzati diversi corsi di alfabetizzazione informatica per operatori sociali, utenti delle comunità, rifugiati e stranieri, bambini e adulti del territorio, tenuti da volontari Microsoft. Il 26 settembre, inoltre, è previsto un seminario introduttivo, aperto al pubblico, che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di don Gino Rigoldi (fondatore e presidente di Comunità Nuova), Carlo Iantorno (direttore Innovazione e Responsabilità Sociale di Microsoft Italia), don Armando Zappolini (presidente del CNCA). Le attività si terranno presso il Centro Sociale Barrio’s dell’Associazione Comunità Nuova.

28 settembre 2011, Roma
MinoriinGiustizia. Esperienze e proposte per il futuro
Iniziativa del Ministero della Giustizia – Dipartimento per la Giustizia minorile – e del CNCA.
Scarica la bozza di programma

27-29 ottobre 2011, Spello
Assemblea nazionale del CNCA
L’appuntamento della Federazione
dedicato all’analisi della situazione del Paese e a discutere sullo stato e sulle prospettive future dell’organizzazione.
A breve il programma dell’evento.

NEWS ECONOMICHE E GIURIDICHE
A cura dell’Associazione Legale nel Sociale

Immigrazione. La convivenza con il coniuge italiano deve essere effettiva per impedire l’espulsione
La Corte di Cassazione, Sez. I Penale, con la sentenza del 1° giugno 2011, n. 22100 ha deciso in merito al provvedimento di espulsione emesso dal Tribunale di sorveglianza nei confronti di uno straniero condannato a due anni e venti giorni di reclusione per lesioni personali, cui non si era potuto dare esecuzione, in un primo momento, per mancanza di documenti identificativi. Per il Tribunale di sorveglianza, inoltre, era da ritenersi irrilevante la circostanza che lo straniero convivesse con la moglie italiana, in quanto il divieto di espulsione previsto dall’articolo 19 del T.U. sul’Immigrazione trova applicazione solo in presenza di una misura alternativa alla detenzione e non di una misura di sicurezza quale l’espulsione comminata. In merito la Corte di Cassazione rileva che, secondo un principio di diritto consolidato, il divieto di espulsione degli stranieri conviventi con parenti entro il secondo grado o con il coniuge di nazionalità italiana previsto dall’articolo 19, comma 2, lettera e) del Decreto Legislativo n. 286 del 1998 (T.U. sull’immigrazione) si applica a tutte le espulsioni giudiziali compresa l’espulsione disposta dal Tribunale di sorveglianza come misura di sicurezza. Del resto, sottolinea la Corte Suprema, tale principio è sancito anche dall’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Inoltre, continua la sentenza, il Decreto Legislativo 8 gennaio 2007, n. 5 recependo la Direttiva Europea 2003/86/CE in materia di ricongiungimento familiare, modificando gli articoli 4, 5 e 13 del Testo Unico sull’Immigrazione, ha stabilito per il cittadino straniero regolarmente soggiornante in Italia il diritto di ricongiungersi con il familiare extracomunitario precedentemente espulso, salvo che egli rappresenti una minaccia concreta e attuale per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato. Pertanto, sottolinea la sentenza, è errata la considerazione del Tribunale di sorveglianza sulla non applicabilità del divieto di espulsione previsto dal citato articolo 19 del Decreto Legislativo n. 286/1998 anche alle misure di sicurezza in tema di espulsione del cittadino extracomunitario in posizione irregolare. Tuttavia, precisa la Corte di Cassazione, nel caso concreto, è risultata carente la dimostrazione di una reale convivenza tra lo straniero e la moglie, tanto che tutti gli atti inoltrati al presunto domicilio di convivenza non sono mai stati ricevuti personalmente né dallo straniero, né dalla moglie, ma sempre ritirati in posta e lo stesso avviso di udienza è avvenuto presso il difensore, non essendo stato rinvenuto nessuno al suddetto indirizzo. A tal proposito, la Corte Suprema precisa che lo straniero, al fine di far valere il suddetto divieto di espulsione «deve dimostrare non solo di essere coniugato con un cittadino di nazionalità italiana, ma altresì che la convivenza con la stessa è concreta ed effettiva». Mancando tale dimostrazione, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dello straniero e confermato il provvedimento di espulsione.

Famiglia e minori. Il coniuge è legittimato a chiedere il mantenimento per il figlio maggiorenne
La Corte di Cassazione, Sezione III civile, con la sentenza del 16 giugno 2011 n. 13184, ha deciso in merito alla possibilità di un genitore di agire nei confronti dell’altro coniuge per il pagamento del mantenimento in favore del figlio divenuto maggiorenne. La vicenda nasce dall’azione intrapresa dalla madre affidataria del figlio, nei confronti del padre non affidatario che si era reso moroso nel pagamento del mantenimento a favore del figlio, come stabilito in sede di divorzio. In sede di merito, il Tribunale aveva accolto l’opposizione presentata dal padre, negando alla madre il potere di agire in sostituzione del figlio, sia perché quest’ultimo era divenuto ormai maggiorenne e, quindi, autonomamente legittimato ad agire per proprio conto, sia perché non convivente con la madre, ma anzi con il padre non affidatario e debitore del mantenimento. In merito, la Corte di Cassazione rileva che la legittimazione del figlio divenuto maggiorenne ad agire per il pagamento dell’assegno di mantenimento, non esclude quella della madre affidataria e titolare dell’assegno di mantenimento stesso. Difatti, precisa la sentenza, il coniuge separato o divorziato, affidatario del figlio minorenne, è legittimato ad agire anche dopo il compimento da parte del figlio della maggiore età, se sia con lui convivente e non economicamente autosufficiente, per ottenere dall’altro coniuge un contributo al mantenimento del figlio. Del resto, continua la sentenza, l’obbligo dei genitori di concorrere al mantenimento dei figli non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età, ma continua invariato finché i genitori o il genitore interessato non provi che il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica. Inoltre, rileva la Cassazione, il padre non può autonomamente cessare o ridurre il mantenimento per la sola circostanza che il figlio convive con lui e non più con la madre affidataria, ma avrebbe dovuto ottenere una tale diversa statuizione dal Tribunale con una azione tesa alla modifica delle condizioni di divorzio. Sulla base di tali considerazioni, la Cassazione ha annullato la precedente sentenza resa in sede di merito e confermato la legittimazione della madre ad agire per ottenere il pagamento del mantenimento previsto in sede di divorzio a favore del figlio.

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