‘Facciamo i … Conti’, narrare il sociale per generare sociale

200 persone alla giornata formativa organizzata dalla Comunità La Tenda di Foligno e promossa, tra gli altri, dal CNCA

«Solenne e paffuto, Buck Mulligan comparve dall’alto delle scale, portando un bacile di schiuma su cui erano posati in croce uno specchio e un rasoio.» (Ulisse, James Joyce)

 

Inizia così uno dei più importanti romanzi del ventesimo secolo, noto per le numerose tecniche narrative utilizzate, tra le quali prevale il flusso di coscienza. L’Ulisse di Joyce, come nell’opera omonima di Omero, rappresenta la costruzione dell’identità di un uomo nel mondo, che grazie all’avventura (nel senso di ad-venire, sopraggiungere, ciò che deve accadere) fa tesoro delle diversità. L’incipit è in medias res (nel mezzo della cosa) e sta ad indicare un inizio nel bel mezzo dei fatti, una narrazione nel vivo della vicenda.

Ma perché far riferimento a Joyce per raccontare “Facciamo i … Conti!”?

La giornata formativa tenutasi venerdì 21 ottobre 2016 presso l’Auditorium San Domenico di Foligno, organizzata dalla Comunità La Tenda Coop.Soc. e promossa tra gli altri dal CNCA, è stato un evento di narrazione, per la narrazione e sulla narrazione.

Pensare in termini di racconto equivale a quel concetto di evoluzione e sviluppo che pone le basi per un’avventura e al contempo narra il passato e il presente.

Il leitmotiv di “Facciamo i … Conti!” è, non a caso, “narrare il sociale per generare sociale” nel senso più compiuto di produzione di un racconto costante e condiviso volto a una nuova raffigurazione del lavoro sociale.

«Il mondo del sociale per affrontare le sfide attuali non ha bisogno solo di “buone prassi”, ma anche e in particolar modo di “buone teorie”, per nuovi modelli di funzionamento ed intervento che permettano di generare cambiamento.» (Enrico Mancini, presidente Comunità La Tenda coop.soc.)

Uno degli obiettivi della giornata formativa è stato quello di far sì che i numerosi racconti di professionisti dei diversi settori di intervento sociale dell’intero territorio nazionale, fossero condivisi e intrecciati in direzione di un metaracconto del sociale. I gruppi di narrazione “Facciamo i conti con le vecchie e le nuove dipendenze” condotto da Claudia Venuleo, “Scuola e sociale: quali racconti” condotto da Roberto Baiocco, “Contare la tutela dei minori” condotto da Massimo Grasso e “Facciamo i conti con l’economia” condotto da Marina Galati e Stefano Trovato hanno dato la possibilità ai partecipanti di raccontarsi e raccontare il lavoro nel sociale, costruendo una narrazione collettiva e aprendo le reti per generare nuove storie, ciascuno con la sua personale tecnica narrativa.

Le circa 200 persone, tra operatori, educatori, professionisti, esponenti del mondo politico che hanno preso parte alla giornata formativa, hanno avuto la possibilità di sperimentare un nuovo modo di lavorare, una formazione di gruppo che è motore di altre nuove possibilità e che non prevede aperture e chiusure, ma è in continuo divenire (da qui in medias res).

A partire dalla lezione magistrale del prof. Gianni Montesarchio, passando per le narrazioni di gruppo, la plenaria pomeridiana e le suggestioni sulla pubblicazione “Facciamo i … Conti. Narrazione come modello per trasformare il sociale” di Enrico Mancini (Franco Angeli Editore), si è giunti a narrare la bellezza attraverso l’arte, grazie allo spettacolo recitato, cantato e suonato di e con Massimo Andrei, artista poliedrico napoletano, che fa del racconto la sua maggiore fonte di ispirazione.

Inoltre, e non per ultima, la narrazione del territorio, anche questo elemento privilegiato del raccontarsi e del raccontare, proposto ai numerosi partecipanti come parte integrante della generazione del sociale. In concreto, l’invito a godere della storia architettonica e culturale della città di Foligno (e del territorio circostante) e delle sue eccellenze gastronomiche, il tutto consigliato dal materiale informativo a disposizione.

L’ampia partecipazione, la diffusa circolazione di storie e il clima emozionato ci confortano nella possibilità che all’interno del sociale possano moltiplicarsi questo tipo di spazi e di generatività.

Ci si prefigge un sociale in continua evoluzione, dove “Facciamo i … Conti!” ha permesso di fare un punto della situazione, stimolando nuove proposte, suscitando nuovi interessi, critiche di cui far tesoro e numerosi, condivisi e intessuti … conti.

«Una vestaglia gialla, discinta, gli lievitava delicatamente dietro, al soffio della mite aria mattutina. Levò alto il bacile e intonò: …» (Ulisse, James Joyce)

(Romina Menichelli)

Guarda le foto dell’evento sulla pagina Facebook del CNCA

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