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Fare il pane insieme

L’esperienza, a Trento, del Forno Sociale Migola, che coinvolge tanti migranti

Il pane è un alimento che sa di meraviglia. Meraviglia per i suoi ingredienti semplici in un mondo in cui tutto è complesso. Meraviglia per la magica scientificità della lievitazione, che stupisce ogni volta i bambini e i grandi che sanno ancora farlo. Meraviglia per la sua storia millenaria, che comincia quasi diecimila anni fa. Non si conosce epoca né luogo in cui farina acqua e lievito non si sono incontrati per dare vita a questo alimento semplice e nutriente. Già in età romana esistevano dei forni pubblici, nei quali i cittadini potevano portare a cuocere il proprio impasto. La tradizione del forno pubblico è sopravvissuta per molti anni specialmente nelle piccole comunità, ma è andata scomparendo con l’avvento dei forni casalinghi. L’Associazione Carpe Diem ha riconosciuto il fortissimo potenziale di coesione sociale di un esperienza di questo tipo e nel 2015, con il contributo dell’Associazione Germogli, ha aperto a Canova di Gardolo il Forno Sociale Migola. Canova è un quartiere (una parte di un quartiere, ad essere precisi) alla periferia Nord di Trento, conta cinquemila abitanti, dei quali quasi il trenta per cento ha chiamato Casa un altro posto, prima di questo. Canova racchiude al suo interno più di 50 nazionalità diverse, che convivono sullo stesso territorio condividendo quotidianamente la fatica e la bellezza.

E’ questo quello che l’Associazione Carpe Diem cerca di fare: fare sì che per tutti sia, almeno un po’, Casa. E’ a questo che serve il Forno Sociale: un forno pubblico, aperto, nel quale è possibile infornare pane, focacce, pizze (ma non si pone limite alla fantasia culinaria). I prodotti del forno sono pensati per l’autoconsumo (ognuno porta il suo impasto o la sua farina, come nell’antica Roma), ma le infornate diventano ogni volta occasione di scambio: di ricette, trucchi, esperienze e pagnotte. Ogni pane porta con sé ricordi, tradizioni, storie: anche queste al Forno Sociale diventano oggetto di scambio e vengono regalate, scambiate, reimpastate. Il tempo, irrinunciabile, della lievitazione poi, sembra fatto apposta per fermarsi a incontrare e conoscere i propri compagni di panificazione. Proprio compagni, nel senso etimologico del termine cum+panis: già nel medioevo era chiaro quanto fosse stretto e profondo il legame con le persone con cui si condivide il pane. Ed è attraverso questa condivisione, questo fare assieme che si crea una vera integrazione, fatta tra persone prima che tra culture, che si riconoscono simili se sedute attorno alla stessa mensa.

Il Forno è aperto tutti i venerdì mattina dalle 9 alle 12 presso il Centro Aperto La Casetta, in via Avisio 2 a Canova di Gardolo, Trento. C’è posto per tutti, vi aspettiamo.

 

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