Il progetto Giovani Voci – Volontari Cittadini nasce con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione giovanile e promuovere forme nuove di protagonismo civico, attraverso attività territoriali, laboratori partecipativi, percorsi educativi e momenti di sensibilizzazione e confronto. La presentazione iniziale del progetto colloca chiaramente questa iniziativa all’interno delle politiche di promozione del volontariato giovanile e della cittadinanza attiva, sottolineando la necessità di individuare, insieme ai giovani, i fattori facilitanti e ostacolanti il loro impegno nei territori.
Il contesto in cui Giovani Voci si è inserito è caratterizzato da dinamiche complesse: disponibilità variabile dei giovani, forte eterogeneità organizzativa e differenze territoriali significative nel modo in cui il volontariato è praticato e percepito. I documenti qualitativi raccolti nei territori mostrano come uno dei principali elementi critici sia la discontinuità della partecipazione, spesso dovuta a impegni scolastici, sportivi e familiari, oltre che a difficoltà logistiche e alla mancanza di spazi facilmente accessibili. Queste evidenze emergono in maniera costante sia dalle schede qualitative che sottolineano la fragilità dei gruppi, la difficoltà nel mantenere continuità e la necessità di un accompagnamento educativo costante.
In questo quadro, la partecipazione aumenta quando le attività risultano concrete, pratiche e con un impatto percepibile sulla comunità. Le evidenze raccolte nelle analisi territoriali mostrano come iniziative quali doposcuola, Calciosociale, supporto nei centri di accoglienza, attività artistiche o eventi comunitari, siano state in grado di generare ingaggio e attivazione nei giovani. Anche le sperimentazioni documentate nella sintesi dei risultati progettuali evidenziano come l’unione tra dimensione sociale, ludica e relazionale costituisca uno dei fattori di maggiore efficacia per l’ingaggio giovanile.
Il ruolo degli adulti (educatori, operatori, volontari senior) emerge come un elemento cruciale. Le schede qualitative e i documenti di monitoraggio mostrano un equilibrio delicato: troppo controllo rischia di soffocare la partecipazione, mentre un accompagnamento leggero e facilitante permette ai giovani di sperimentare ruoli di responsabilità e di costruire agency. Sul piano delle collaborazioni territoriali, la matrice di analisi di rete fornita dalla partnership del progetto evidenzia un ecosistema complesso e ricco: alcune organizzazioni hanno attivato co-progettazioni e co-realizzazioni di attività (ad esempio ACB, Arcobaleno, Mago Merlino), altre hanno avviato forme di condivisione di spazi, risorse o strumenti educativi, mentre in diversi casi sono emerse nuove prassi collaborative, soprattutto con scuole, parrocchie, associazioni culturali e reti informali. In molti territori il progetto ha agito come catalizzatore, rafforzando connessioni già esistenti o attivandone di nuove.
Nel suo insieme, Giovani Voci si colloca dunque in un contesto caratterizzato da bisogni educativi complessi, risorse differenti tra territori, motivazioni giovanili in trasformazione e un sistema di enti che si muove con livelli diversi di strutturazione. La sperimentazione condotta finora restituisce un quadro in cui la partecipazione giovanile richiede flessibilità, accompagnamento educativo e collaborazione territoriale, e in cui i giovani rispondono con maggiore coinvolgimento quando vengono riconosciuti come protagonisti e possono contribuire in maniera reale alla vita dei propri territori.
Il report finale della valutazione d’impatto presenta una fotografia del progetto basata esclusivamente sui risultati effettivamente raggiunti, sui dati raccolti nei territori e sulle evidenze emerse dai partecipanti, evitando qualsiasi riferimento ai target previsti o alle aspettative progettuali iniziali.
Un approfondimento infografico dei dati descritti nel presente report è disponibile in questa DASHBOARD POWERBI INTERATTIVA: PowerBI Giovani Voci.
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Aris Tufexis e Agnese Pacinico, Open Impact

