Trento, 25 maggio 2026
Questa mattina è stata presentata la dodicesima edizione della Settimana dell’Accoglienza promossa dal Coordinamento Nazionale delle Comunità Accoglienti del Trentino – Alto Adige/Südtirol (CNCA TAA) presso piazza S. Maria Maggiore, i relatori sono stati ospitati sul palco della Fondazione Franco Demarchi.
Il titolo dell’edizione di quest’anno è Sicurezze: vivere la comunità.
La Settimana si svolgerà da venerdì 25 settembre a sabato 3 ottobre 2026.
Il presidente di CNCA TAA, Claudio Bassetti, ha esordito invitando tutti gli enti operativi nella regione a prendersi carico di questo tema, a interpretarlo a modo loro e a rilanciarlo con eventi, spettacoli, mostre, marce e altro ancora, lasciando spazio alla creatività. Infatti, da sempre, il programma della Settimana dell’Accoglienza si costruisce dal basso e sono le organizzazioni che propongono i singoli eventi. In termini di sicurezza oggi si parla di restrizione degli spazi di libertà. “Ma – sostiene il presidente Bassetti – sicurezza e libertà non sono contenuti in conflitto: devono coesistere. Una società meno libera è meno sicura”. Durante la Settimana si parlerà anche di relazione all’affettività perché relazioni tossiche e violenze di genere sono, purtroppo, nel tessuto quotidiano di questa società. Si ragionerà anche sulla vivibilità urbana. Bassetti lancia un appello ai presenti e a chi sarà raggiunto dai media e dalla stampa.
Michelangelo Marchesi, presidente della Cooperativa Villa S. Ignazio, prende la parola. “Al giorno d’oggi si tende a semplificare il concetto di sicurezza. Bisogna leggere le origini dei fenomeni sui quali ci si confronta: le povertà, le condizioni di alcuni ambiti di salute, il lavoro povero, l’insicurezza sulla strada, l’insicurezza dei lavoratori (non sono pochi in Italia gli infortuni sul lavoro). Un esempio è il carcere: la gestione e la condizione degli istituti penitenziari italiani non sono efficaci, se si leggono i dati: la maggior parte (il 70%) delle persone che escono dal carcere torna a commettere reati. Il sistema carcerario è molto costoso in termini di gestione, ma è poco efficace in termini di sicurezza. Leggere e riflettere su questi temi aiuta a trovare soluzioni e strategie”.
Alessandra Sebastiani, insegnante della Scuola d’italiano per stranieri Penny Wirton, interviene sul palco raccontando in che modo l’attività scolastica si inserisce in questo tema. Sebastiani afferma che conoscere i migranti e le loro storie è un antidoto contro il timore: la conoscenza è una cura contro le insicurezze. Anche quest’anno durante la Settimana dell’Accoglienza, la scuola Penny Wirton sarà in piazza per svolgere lezioni di italiano all’aperto e in mezzo alla cittadinanza.
Prende poi la parola Erika Picone, referente di Fare Comunità, un gruppo informale nato per mettere insieme idee trovandosi come residenti, esercenti e associazioni. In stretta sinergia con l’assessora Gianna Frizzera, la libreria Feltrinelli e altri, sarà proposto un ciclo di incontri che inizierà a giugno e durerà fino alla fine di settembre. Durante questi incontri saranno proposti workshop, iniziative, speach, attività ludico sportive e tanto altro per rivitalizzare i quartieri e le piazze.
Poco dopo, sul palco sale Camillo Zadra del CAV (Coordinamento Accoglienza Vallagarina), il quale racconta che Rovereto ha una fitta presenza di associazioni che operano nell’accoglienza di persone migranti e di persone che vivono svariate situazioni di fragilità. Il tema della Settimana di quest’anno è spinoso: le attività che proporranno nelle scuole saranno finalizzate a capire quali sono le paure dei giovani. Con il CAV lavoreranno sull’ascolto, solleciteranno i ragazzi a riflettere su cosa vuol dire essere sicuri o insicuri, tracceranno mappe sia fisiche- topografiche che virtuali-emotive.
Infine, conclude la conferenza stampa la presidente di Fondazione Trentina per il Volontario Sociale – Donatella Turrina. Da anni la Fondazione elargisce un finanziamento significativo alla Settimana dell’Accoglienza, per permettere di coprire le spese materiali e consentire a questa macchina umana di lavorare e di produrre una cultura dell’accoglienza. La presidente Turrina afferma che la Fondazione è vicina a CNCA TAA perché ne condivide i contenuti e i valori, che sono sostenuti anche nel proprio statuto.
Dunque, perché nascono le insicurezze? Ci sono molte solitudini: questo fa sì che le persone non possano confrontarsi e relazionarsi. Le persone in casa ricevono notizie attraverso i social media e i programmi televisivi spesso influenzati dalla politica, che trasmettono principalmente rabbia e rancore, così nasce una paura che è una forma di autodifesa. Il rapporto tra le persone è di scarsa empatia e sempre più aggressivo. Se la città è ostile la paura continua a crescere. Inoltre, c’è la paura del futuro: “la terza guerra mondiale a pezzi” non genera speranza nel futuro. Il presidente Bassetti conclude affermando che al termine della Settimana dell’Accoglienza si creerà un “alfabeto della sicurezza” dalla A alla Z, proponendolo come un manifesto per le sicurezze e le insicurezze.
Scarica il report della conferenza stampa
Per informazioni:
Segreteria CNCA T.A.A.
segreteria.taa@cnca.it

