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Il CNCA al fianco dell’Associazione On the Road

Presa di posizione su una polemica sulla riduzione del danno nata con l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

L’8 marzo l’associazione On the Road, che aderisce al CNCA, ha organizzato un’iniziativa rivolta alle donne prostitute: con le proprie unità di strada ha donato loro mimose, insieme ai preservativi, per ricordare a tutti che sono esseri umani e non merce.
In seguito a questa azione, l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII ha dichiarato pubblicamente che “la nostra Associazione è contro la modalità della ‘riduzione del danno’ nei confronti di tutte le donne e delle tante bambine schiavizzate e sfruttate che si trovano sulle strade, negli appartamenti e nei night. I clienti e le associazioni che operano in questo modo diventano corresponsabili della tratta e della prostituzione. Fornire il preservativo significa mantenere lo stato di schiavitù. Le schiave non possono aspettare e vanno tutte liberate dall’orribile stato nel quale si trovano.” La Papa Giovanni ha anche annunciato che il 29 marzo, a Porto Santo Elpidio, organizzerà “una manifestazione per la liberazione delle vittime della prostituzione schiavizzata. Chiederemo al Sindaco e alle autorità locali di operare concretamente per un’effettiva liberazione delle schiave.”
Qui sotto la presa di posizione del CNCA sulla vicenda.

Consideriamo offensiva e volgare l’accusa che l’Associazione Papa Giovanni XXIII ha rivolto ad un gruppo del CNCA storicamente impegnato nell’attività di lotta e di contrasto alla schiavitù e alla tratta di esseri umani.
L’Associazione On the Road utilizza, così come riconosciuto dall’Unione Europea fin dal 1994, i quattro pilastri che caratterizzano l’azione degli Stati e delle organizzazioni del Terzo settore nel contrastare i fenomeni connessi al narcotraffico e al traffico di esseri umani: la lotta contro le organizzazioni criminali, la prevenzione, la cura e la riabilitazione, la riduzione del danno.
La riduzione del danno (che è fatta di informazioni sanitarie, di fornitura di presidi medici, di distribuzione di profilattici) è uno degli strumenti cardine di una corretta azione di tutela delle vittime, spesso l’unica leva che consente un aggancio sulla strada e il presupposto per una successiva presa in carico sociale e assistenziale orientata alla liberazione personale e alla denuncia degli sfruttatori.
Quando la Giovanni XXIII accusa di correità con gli sfruttatori gli operatori di On the Road che effettuano interventi di riduzione del danno offende centinaia di organizzazioni sociali, migliaia di operatori e volontari che condividono innanzitutto la responsabilità di dare prospettive di vita e di salute a decine di migliaia di uomini e donne che rischiano ogni giorno e ogni notte nel nostro paese di essere aggiunti alla lunga lista dei morti senza nome.
Ci sembra invece intollerabile che vi siano ancora in Italia organizzazioni che affidano l’uscita dalla marginalità sociale, il riscatto da situazioni di schiavitù, la liberazione dalla dipendenza al solo “buon cuore” o, peggio ancora, a interventi miracolistici troppo spesso non supportati da professionalità e competenza.
Il CNCA e le organizzazioni che ne fanno parte, On the Road inclusa, fanno della fusione virtuosa tra “saperi” e “sapori” dell’intervento sociale il capisaldo della loro azione nei territori del disagio e della fatica del vivere: e i dirigenti e i volontari della Giovanni XXIII lo sanno bene.
Ci auguriamo, quindi, che vi sia la correttezza di rimediare ad una caduta di stile che non fa loro onore: nel caso in cui ciò non avvenisse non ci resterebbe che prendere atto che tra le organizzazioni della società civile italiana ve ne sono ancora alcune che pensano di poter costruire una propria legittimazione tentando di screditare i “compagni di strada”, anziché ricercare collettivamente metodologie d’intervento diversificate e coerenti con la complessa e variegata articolazione del fenomeno del disagio sociale.
Noi garantiamo il proseguimento della nostra presenza sulla strada testimoniando prossimità, attivando relazioni, agendo azioni di accompagnamento e di aiuto.
E continuiamo a sollecitare le Istituzioni perché si sviluppi nel nostro paese un vero sistema integrato di interventi per il contrasto alla tratta e al grave sfruttamento e per la tutela delle persone che ne sono vittima a partire dalla predisposizione di un Piano nazionale anti-tratta, da un sistema nazionale di referral, dalla unificazione dei due strumenti legislativi che permettono il finanziamento di progetti territoriali.
Crediamo che l’adesione a queste battaglie di civiltà siano il vero indice di eticità, di coerenza e di trasparenza delle organizzazioni sociali.

Scarica:
il comunicato di On the Road sull’iniziativa dell’8 marzo
il comunicato di On the Road di risposta alla presa di posizione della Papa Giovanni

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