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Il Governo taglia i progetti contro la tratta e il grave sfruttamento

Il CNCA: “Un colpo per le vittime, un regalo agli sfruttatori”

COMUNICATO STAMPA

Il Governo taglia i progetti contro la tratta e il grave sfruttamento

Il CNCA: “Le vittime non avranno più nessuno a cui rivolgersi.
E diminuiranno le denunce contro le organizzazioni criminali”

Roma, 7 luglio 2010

Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) giudica sorprendente e gravissimo l’azzeramento del fondo destinato al finanziamento dei progetti contro la tratta e il grave sfruttamento previsti dall’art. 13 della legge 226/2003 (“Misure contro la tratta di persone”). Così, infatti, parrebbe dal bilancio di previsione del Dipartimento Nazionale Pari Opportunità relativo agli anni 2010 e 2011, nel quale sono scomparsi i 2 milioni e mezzo di euro stanziati negli anni scorsi.

Questi progetti finanziano sia l’attività di primo contatto, in strada e indoor, per far emergere i fenomeni della tratta e del grave sfruttamento (sia sessuale, sia lavorativo e connesso alle attività di accattonaggio) sia la pronta assistenza di tre mesi per le vittime che decidono di uscire dalla loro condizione di assoggettamento. È grazie a questi progetti che si sono offerte, in questi anni, opportunità reali di aiuto a migliaia di persone sfruttate e vittime dei racket; che si sono sviluppati, in tanti territori, rapporti proficui tra organizzazioni della società civile, magistratura, forze dell’ordine, ispettorati del lavoro, anche attraverso azioni comuni di formazione e sensibilizzazione; che sono venute le denunce da cui sono partite tante inchieste in tutta Italia, permettendo di colpire pericolose organizzazioni criminali.

“Un sistema di aiuto alle vittime e di contrasto del fenomeno della tratta e del grave sfruttamento”, dichiara Lucio Babolin, presidente del CNCA, “rischia di saltare. Sarebbe davvero incredibile, visto che il nostro paese è all’avanguardia nel mondo in questo settore. Sappiamo bene quali siano le difficoltà di bilancio con cui anche il nostro paese deve fare i conti, ma ci sembra che qui non si possa proprio tagliare. 2,5 milioni di euro sono niente per le finanze dello stato e tantissimo per chi si batte contro racket e sfruttatori, gli unici che brinderebbero a una tale decisione. È anche con i fondi dell’art. 13, per capirci, che si è contrastato lo sfruttamento degli immigrati nelle campagne pugliesi. E così in molte altre parti d’Italia. Se poi fosse confermata l’indiscrezione di un possibile smantellamento della struttura tecnica sulla tratta oggi attiva presso il Dipartimento per le Pari Opportunità, saremmo davvero al de profundis per il sistema.”

“Per queste ragioni”, conclude Babolin, “chiediamo al Governo di ricostituire il fondo con lo stesso importo dello scorso anno e al Dipartimento un incontro, al più presto possibile, per avere chiarimenti in merito.”

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