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Il nuovo “regolamento dei contratti” del Comune di Roma potrebbe azzerare il Sociale

Iniziativa del Social Pride Lazio, a cui aderisce anche il CNCA regionale (Roma, 28 ottobre)

Rigeneriamo Roma, Rigeneriamo il Welfare.
Sorteggio informatico per I servizi del sociale?… No Grazie!
La legalità si difende anche in altro modo, il Sociale va difeso, promosso e non azzerato!

Mercoledì 28 ottobre, ore 11.30

Conferenza Stampa

Sala piccola Protomoteca, Campidoglio

Abbiamo ricevuto solo alcuni giorni fa e per vie indirette, la nuova proposta di delibera comunale di “Regolamento dei contratti”, dell’Ass. Sabella. Una proposta elaborata nella totale solitudine, indifferenza e senza minimamente consultare il terzo settore, le parti e attori sociali e senza avviare un percorso condiviso per la definizione delle regole per gli affidamenti dei beni e servizi relativi all’ area socio-assistenziale e socio-lavorativa. La delibera promuove il primato della concorrenza sul costo della prestazione, anche al massimo ribasso, senza entrare nel contenuto degli interventi e a scapito della qualità e della dignità del lavoro sociale.

Ancora più preoccupante è il previsto sistema della rotazione e del sorteggio informatizzato degli affidamenti. Qui siamo alla lotteria dei servizi e dei diritti!

L’approvazione ed esecuzione di questa delibera provocherà un disastro nella già precaria gestione delle politiche sociali. Verranno a mancare gli interventi e servizi sociali costruiti in stretta collaborazione con le strutture pubbliche territoriali attraverso gli strumenti di pianificazione sociale già esistenti. Si vuole ridurre il Terzo Settore a semplice gestione della mano d’ opera a basso costo per la fornitura di beni e servizi. Consapevoli che il welfare nella città di Roma si rigenera attraverso percorsi partecipati e includenti a garanzia dei diritti civili e sociali, riteniamo che per ristabilire i livelli di legalità e giustizia sociale andrebbe approvato urgentemente un nuovo sistema di accreditamento di gestione dei servizi, come già applicato nel settore socio-sanitario e riconosciute e diffuse le pratiche di co-progettazione, già abbondantemente sperimentate dai comuni virtuosi (ad esempio il comune di Brescia) e previste dalla legge nazionale 328.

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