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L’emergenza Covid non penalizzi la risposta all’HIV in Italia

L’emergenza Covid non penalizzi la risposta all’HIV in Italia.

Le associazioni al Ministro della Salute Speranza:
subito un incontro per rilanciare i servizi o l’infezione rischia di tornare a crescere

La fortissima pressione cui l’emergenza Covid sta sottoponendo i centri d’infettivologia e gli operatori medico-sanitari che vi sono impegnati ha avuto un forte impatto anche su tutti i servizi per la risposta all’HIV. Gran parte dei centri ha dovuto rinviare le visite mediche delle persone con HIV in trattamento, ad eccezione delle urgenze, così come gli esami clinici connessi al controllo dell’infezione. Più complicata è divenuta anche la consegna dei farmaci antiretrovirali, che, lo ricordiamo, sono per le persone con HIV dei farmaci salva-vita.

Sospesi o ridotti risultano gran parte dei servizi di prevenzione e diagnosi gestiti sia dai servizi pubblici che dalle ONG: dai test, alle iniziative presso scuole e università, dagli ambulatori PrEP (la Profilassi Pre-esposizione), alle attività di riduzione del danno rivolte alle persone che usano droghe. Stessa sorte hanno subito le attività di diagnosi e prevenzione presso le Key-population: centri per immigrati, sex workers, detenuti e detenute.

Come già chiesto a tutti gli Stati da OMS e UNAIDS, è importante, invece, che alle persone con HIV, in ragione della complessità della patologia, siano garantiti livelli di assistenza adeguati, nonostante l’emergenza Covid; così come vanno assicurati a tutti i cittadini e le cittadine, i necessari servizi di screening e di prevenzione. Il rischio è di compromettere la salute delle persone che convivono con il virus ma, anche, che i livelli di diffusione dell’HIV possano tornare a crescere e, è bene ricordare che per l’HIV non esistono al momento né vaccini né cure definitive.

Per questo le nostre associazioni, impegnate a vario titolo nel contrasto all’HIV e nella difesa dei diritti sociali e civili delle persone, lanciano un appello al Ministro della Salute Speranza e alle competenti autorità regionali chiedendo un incontro urgente sul destino dei servizi per l’HIV. Nella lettera aperta inviata al Ministero, esprimiamo comprensione per i mutamenti dettati dall’emergenza e piena solidarietà a tutto il personale medico-sanitario impegnato ma segnaliamo anche l’urgenza di ripristinare quanto prima i servizi per la risposta all’HIV in Italia, cogliendo magari l’occasione per migliorarli e innovarli. Confidiamo in un riscontro e in un confronto costruttivo, certi di poter condividere l’obiettivo del pieno rispetto del diritto universale alla salute, nonostante la difficile emergenza in atto.

Hanno sottoscritto la lettera: LILA, ASA, NADIR, PLUS, ANLAIDS, ARCIGAY, CNCA, CICA, M.MIELI, CARITAS, S. BENEDETTO AL PORTO, COMITATO DIRITTI CIVILI DELLE PROSTITUTE, GAYNET, ARCOBALENO AIDS, BALNE, DIANOVA, AIRA, ESSERE BAMBINO, MIT, VILLA MARAINI, FORUM AIDS, CNV, SAN PATRIGNANO, NPS, I RAGAZZI DELLA PANCHINA, CRI, GRUPPO ABELE

pdfScarica il testo integrale della lettera

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