La nostra organizzazione nasce a Messina, nel 1991, grazie al sostegno della Caritas diocesana, per dare una connotazione giuridica più chiara a un servizio di prima accoglienza già attivo sul territorio sin dal 1982, ad opera di alcune parrocchie della diocesi.
La mission dell’Associazione di Volontariato S. Maria della Strada si basa sulla centralità della persona e sul desiderio di dare accoglienza e aiuto a persone che si trovano in varie situazioni di disagio (ex detenuti, senza dimora, minorenni, ragazze madri, anziani, ecc.), indipendentemente dalla loro provenienza e dal sesso.
Pertanto, a partire dal primo servizio a bassa soglia, solo notturno, nascono così vari centri di accoglienza, in contesti sempre più specializzati, che accolgono, in un clima di famiglia, persone bisognose oltre che di beni materiali, di relazioni e di affetto.
Sulla spinta di questo lavoro, nell’ambito del progetto Perla. Pratiche per l’antifragilità, relativamente all’ambito “povertà abitativa”, si è sperimentato un modello di cohousing che ha coinvolto alcune persone provenienti dai contesti delle case di accoglienza.
L’obiettivo non era soltanto quello di trovare un alloggio a delle persone, ma di mettere insieme persone con vissuti e problematiche differenti, per un certo periodo, al fine di far emergere e valorizzare le competenze e le sensibilità di ognuno.
Pertanto, non si tratta di un semplice cohousing, nel quale persone diverse dividono spazi e servizi comuni, ma di un luogo in cui, a partire dalla coabitazione, si creano legami e si cerca di potenziare risorse personali, alcune già riconosciute, altre da far emergere e/o da costruire.
Nel tempo, alcuni componenti del gruppo sono cambiati, in considerazione dell’evoluzione della storia personale di ognuno di loro.
Comunque, nel variare del gruppo dei residenti, si è cercato di mantenere inalterato lo spirito di partenza, che prevede una composizione variegata, mettendo insieme persone che, se da un lato hanno bisogno ancora di assistenza, dall’altro invece hanno delle risorse da mettere a disposizione, ma che rischiano di essere disperse se non opportunamente veicolate.
È così che si ritrovano a stare insieme, oggi, un ragazzo con un deficit mentale grave, un ragazzo straniero, con un’esperienza da alcolista, un altro ragazzo straniero, alcolista e con disagio mentale, già inserito positivamente in un percorso di reinserimento. Il tutto coordinato da alcuni volontari dell’associazione che, per alcuni momenti, condividono la quotidianità con loro.
La loro è una famiglia a tutti gli effetti, nella quale ognuno cerca di prendersi cura dell’altro, così come può e come sa fare, mettendo in comune risorse materiali e personali. Ruolo dei volontari è quello di osservare le varie dinamiche e mediare all’occorrenza, cercando di rafforzare le capacità personali e il potenziale umano di ognuno di loro.
In questo contesto, la singola persona è spronata e supportata a prendersi cura di sé e dell’altro, in piena autonomia, come libera scelta.
Certo, non mancano le tensioni e la storia è tutta in divenire…
La cosa principale è che, per un tratto di strada, ognuno potrà contare su qualcun altro che, al di fuori di ruoli e sovrastrutture comunitarie, cercherà di fare del suo meglio per garantire la serenità e la crescita del gruppo.
Salvatore Gulletta, Associazione di Volontariato S. Maria della Strada

