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Marelli: “Minori stranieri non accompagnati, serve un tavolo con il terzo settore”

L’appello del responsabile Infanzia del CNCA dopo l’allarme del Viminale sui 3.700 ragazzi allontanatisi nel 2014 dai centri di accoglienza

Minori non accompagnati, “serve un tavolo nazionale aperto al Terzo settore”
L’appello della responsabile Infanzia del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, Liviana Marelli, dopo l’allarme del Viminale sui 3.700 minorenni allontanatisi nel 2014 dai centri di accoglienza. “Manca un sistema di accoglienza integrato stabile”

14 gennaio 2015 – 16:04

ROMA – Sull’accoglienza dei minorenni stranieri non accompagnati serve “un tavolo nazionale aperto al terzo settore impegnato nell’accoglienza, la definizione di un sistema integrato dalla pronta accoglienza, alla seconda accoglienza fino all’autonomia, dei tavoli regionali che lavorino su strategie e risorse e paletti sui criteri che queste strutture devono avere”. Dopo l’allarme lanciato dal Viminale sugli oltre 3.700 minorenni stranieri non accompagnati allontanatisi nel solo 2014 dai centri di accoglienza, Liviana Marelli, responsabile Infanzia per il Cnca, il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza torna a chiedere un intervento concreto da parte del governo sul tema.

Il problema dei ragazzi in fuga esiste, spiega Marelli, ma le cause sono diverse. Si va dall’intenzione dei più grandi di voler raggiungere altri paesi, alle stesse difficoltà nell’accoglienza. Con l’onnipresente rischio di finire nelle mani sbagliate. “Molti di loro non vogliono stare in Italia – spiega Marelli -. Quelli vicini alla maggiore età hanno un progetto migratorio diverso da quello che possiamo immaginare e pertanto a volte si allontanano dall’Italia. A volte si perdono perché la modalità di accoglienza non è particolarmente costruita. Oggi la pronta accoglienza viene gestita ancora su grandi numeri e prevalentemente nelle regioni del Sud. Che fine facciano questi ragazzi è difficile da sapere. Alcuni escono dall’Italia. Altri rischiano in maniera molto concreta di essere irretiti dalla delinquenza, altri vengono intercettati sui territori e diventano minorenni stranieri non accompagnati, ma nessuno di noi è in grado di dire che fine facciano”.

L’unica cosa certa è che il sistema d’accoglienza, ad oggi, non è ancora in grado di rispondere nel migliore dei modi. “Le questioni aperte riguardano la mancanza di un sistema di accoglienza integrato stabile – spiega Marelli -. È uscito un bando del ministero dell’Interno che prevede, e dico finalmente se guardo il bicchiere mezzo pieno, l’apertura di centri di pronta accoglienza in tutta Italia, almeno due per regione, ed è positivo perché non andiamo ad ammassarli solo nelle regioni del Sud, ma il numero di posti previsto è 50. Questo numero, in un’unica struttura e in un unico comune finisce per essere poco gestibile, anche dal punto di vista di una integrazione positiva”. Manca quindi un sistema “integrato”. Ad oggi, spiega Marelli, la pronta accoglienza è concentrata esclusivamente nelle regioni del Sud. Le stesse regioni dove si registra il maggior numero di allontanamenti.

Sul tema è ancora in discussione un ddl che attende l’ok da parte della Commissione bilancio della Camera per poi arrivare al Senato. Un disegno di legge che “se diventasse legge sarebbe una buona cosa” chiosa Marelli. Ma per il responsabile Infanzia del Cnca, oltre ad un testo di legge occorre anche “un fondo dedicato e una regia unica, ad esempio il sistema Sprar”. Per Marelli, però, sull’accoglienza bisogna essere più previdenti. “Lavoriamo sempre sull’emergenza. Non abbiamo una previsione degli arrivi. Man mano che i minorenni arrivano li mettiamo da qualche parte in posti spesso anche improvvisati. Il prevedere vuol dire avere un sistema organico e strutturato che preveda posti di pronta accoglienza, posti già pronti all’arrivo dei minorenni”. (ga)

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