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No al Ddl della vergogna

In piazza in 25 città contro il provvedimento del Governo in materia di sicurezza

Pubblichiamo questo articolo tratto dalla newsletter “Focus Immigrazione” edita dal Dipartimento Politiche Migratorie della Uil.

19/12/2008 – Nella giornata di ieri, 18 dicembre, sindacati, movimenti ed associazioni si sono dati appuntamento in 25 città per dire no a quello che è stato definito “il ddl della vergogna”, una iniziativa, appesantita dagli emendamenti della Lega, che propone misure draconiane, non solo contro i migranti irregolari, ma contro tutti i cittadini stranieri che lavorano e vivono nel nostro Paese.

Qualche esempio: più difficile il ricongiungimento familiare; aumento di 200 € per il rinnovo di un permesso di soggiorno che spesso arriva con un anno di ritardo, a vigenza scaduta; diritto di cittadinanza più difficile: dopo 10 anni di attesa, test ed esami per accedere alla richiesta; 10 anni di residenza per accedere a servizi sociali; permesso di soggiorno a punti come per la patente; classi d’ingresso per bambini stranieri; blocco dei flussi d’ingresso regolari per due anni. La lista prosegue per gli irregolari: denuncia se vanno al pronto soccorso a curarsi; espulsione se si presentano a sposarsi; 10 mila euro di multa se vengono trovati e possibile trattenimento nei centri fino a 18 mesi; sequestro dell’immobile per chi gli affitta casa; impossibilità anche di usare un money transfer in assenza del permesso. Poi bisogna ricordare che è già stata approvata l’aggravante della pena se a commettere un reato è un clandestino. Ce n’è abbastanza per configurare una sorta di società di serie B in cui ghettizzare chi non è italiano, una filosofia dell’odio e del razzismo verso il diverso di cui la società italiana non ha davvero bisogno e che può provocare maggiore risentimento e xenofobia verso milioni di persone “colpevoli” di aver fatto solo quello che gli italiani hanno fatto per secoli: emigrare per ricercare migliori condizioni di lavoro e di vita per sé e per la propria famiglia.

Per questo motivo circa 30 associazioni, movimenti e sindacati hanno dato vita ad una giornata di mobilitazione e di sensibilizzazione della gente, sulla necessità di garantire i diritti fondamentali della persona, garantiti dalla nostra Costituzione e sanciti dalla Convenzione dell’ONU del 1990, propio il 18 dicembre, giornata poi dedicata ai diritti del lavoratore migrante e della sua famiglia.

La giornata ha visto iniziative in 25 città. A Roma numerosi manifestanti, stranieri ed italiani, si sono concentrati davanti a Piazza Montecitorio dove hanno testimoniato civilmente la propria opposizione alla politica di chiusura delle frontiere all’immigrazione regolare, ed hanno richiesto: a) di programmare con cura gli ingressi nel 2009, in misura funzionale al mercato del lavoro; b) una risposta coraggiosa ai lavoratori stranieri senza permesso, dando loro una chance per emergere da una vita di lavoro nero e privazione dei diritti; c) superamento delle discriminazioni sul lavoro,accesso alla scuola, sanità e stato sociale; d) riforma della normativa sull’immigrazione, in maniera davvero funzionale al matching tra domanda ed offerta di lavoro regolare, accoglienza, integrazione vera e promozione dei diritti di cittadinanza.

In altre 24 città si è scelto di manifestare davanti alle prefetture. Sono stati organizzati sit-in di protesta davanti alle locali Prefetture. Le città sono Genova, Torino, Milano, Como, Bologna, Reggio Emilia, Piacenza, Napoli, Salerno, Caserta, Messina, Palermo, Bari, Brindisi, Lecco, Parma, Pescara, Imperia, La Spezia, Savona, Firenze, Pisa, Cosenza, Reggio Calabria.

A Roma, nel corso del sit-in sono state illustrate le modifiche proposte dagli organizzatori ai provvedimenti decisi dal governo. Inoltre, sono state distribuite copie della Costituzione italiana tradotta in più lingue per sottolineare i sempre più concreti rischi di stravolgimento che corre la nostra Carta fondamentale.

Alle iniziative hanno aderito: Antigone, Arci, Arpj, Asgi, Associazione GenitoriChe, Cantieri sociali, Centro Astalli/JRS, Cgil, Cipsi, Cir, Cnca, Consulta Immigrazione dell’Anci Toscana, DVF – per il diritto degli stranieri a vivere in famiglia, Emmaus Italia, Servizio rifugiati e migranti – Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Federazione Rom e Sinti Insieme, Fondazione Di Liegro, Gruppo Abele, La Casa dei diritti sociali – Focus, Libera, Lunaria, Masci, No.Di (i nostri diritti), OsservAzione, Sbilanciamoci, Sei Ugl, Senza Confine, Sos razzismo, Terra del fuoco, Uil- Unione italiana del lavoro, Unione Inquilini Roma e Lazio.

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