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Povertà, l’Osservatorio sulla legge 328 lancia l’allarme

Anci, Cgil Cisl Uil, Forum del Terzo Settore, Legautonomie e Upi

Osservatorio nazionale per l’attuazione della Legge 328/2000

Crisi economica, povertà ed esclusione sociale:
la necessità di un piano nazionale

CRESCE LA POVERTA’ IN ITALIA:
L’OSSERVATORIO SULLA LEGGE 328/00 LANCIA L’ALLARME

“E’ grave la situazione di povertà sociale in Italia, con alcune caratteristiche che la collocano agli ultimi posti nell’Europa dei 15. L’elaborazione dei dati Istat utilizza oltre agli “indicatori classici” basati su consumi e redditi nuovi “indicatori soggettivi” che consentono una visione più chiara del disagio. Il nostro Paese ha il triste primato (a pari con la Romania) per la povertà minorile; il 5,3% delle famiglie ha avuto difficoltà ad acquistare cibo, l’11% a far fronte a una malattia, il 16,9% non riesce ad acquistare abiti, l’8.8% è in arretrato con le bollette e il 3,7% con l’affitto o il mutuo casa. Sono dati che si riferiscono al 2007. Aumenta il divario tra Nord e Sud e nel Sud è maggiore il divario tra ricchi e poveri”. Così Linda Laura Sabbadini Direttore Centrale Istat nel suo intervento al Convegno promosso dall’Osservatorio sulla 328/00 al Cnel e conclusosi da poco.

Le Organizzazioni promotrici hanno presentato un documento conclusivo (scarica il testo completo) nel quale, evidenziando l’aggravarsi della crisi, con i suoi effetti negativi sul piano dell’occupazione, e il conseguente impoverimento di tante famiglie, chiedono un incontro a Governo e Regioni per affrontare congiuntamente la situazione.

Paolo Beni, del Coordinamento del Forum del Terzo Settore: “Nessun bonus è sufficiente per far fronte alla crescente emergenza. E’ ormai improcrastinabile un piano organico nazionale che affronti il fenomeno in tutta la sua complessità e sposti il baricentro delle politiche pubbliche dai meri trasferimenti monetari a interventi organici, armonici e strutturali. Il terzo settore, il cui vero valore aggiunto è la capacità di creare una cultura secondo cui l’interesse pubblico va ben oltre la pubblica amministrazione, può rivestire un ruolo fondamentale per la sua peculiare capacità di individuare i bisogni, dar loro una rappresentanza sociale e tradurli in diritti”.

Cinzia Aloisini, assessore del comune di La Spezia e coordinatore per le politiche di welfare di Legautonomie, ha pronunciato un no deciso ai provvedimenti spot contro la povertà finora messi in campo dal Governo. “Un Piano nazionale contro la povertà, ha sostenuto, è necessario non solo per diritto costituzionale e per la dignità delle persone ma perché può cambiare l’approccio alle politiche di welfare. Solo un piano organico può darci obiettivi, priorità degli interventi definendone anche l’articolazione dal livello nazionale a quello locale”.

“Fino ad ora le politiche per far fronte a situazioni di povertà crescente sono state inadeguate”. Lo ha detto la Segretaria confederale Cgil, Morena Piccinini, nel suo intervento. “Oggi – ha aggiunto – ancor più in relazione alla crisi, che fa aumentare drammaticamente il fenomeno, occorrono interventi molto più organici, non episodici, integrati tra livello nazione e locale. La povertà delle famiglie con minori – ha concluso Piccinini – è una emergenza che porta anche a ripercussioni gravi sul rischio di abbandono scolastico e lavoro minorile, sul percorso di crescita dei bambini”.

“La Uil – ha detto la segretaria confederale Uil, Nirvana Nisi ritiene necessaria la definizione dei livelli essenziali di assistenza. Per far fronte al problema della povertà in Italia si spende poco e male – ha continuato – Bisognerebbe quindi tralasciare la logica dell’assistenzialismo sregolato e puntare sulla realizzazione di un piano di interventi programmati e mirati al sostegno dei lavoratori e delle famiglie in vera difficoltà.”

“E’ più che necessario – ha detto il segretario confederale Cisl Ermenegildo Bonfanti un intervento efficace che se non vuole solo assistere i poveri deve collocarsi in modo organico dentro un sistema di politiche sociali in linea con i principi di riforma della legge 328/00. Da subito – ha concluso – serve un istituto che sostenga le famiglie con figli minori che registrano un’incidenza di povertà del 14,7%”.

Roma, 12 febbraio 2009

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