Presentato il programma della 12a Settimana dell’Accoglienza

12a SETTIMANA DELL’ACCOGLIENZA
Sicurezze: vivere la comunità
16 settembre 2026
Comunicato stampa

Ciò che presentiamo oggi non è solo un programma, per quanto articolato e ricco, ma un manuale terapeutico che offriamo alla comunità tutta per contribuire a contrastare una malattia sociale: la paura.

Non è malattia inventata perché ci sono molti motivi per avere paura o timore. A cominciare dai conflitti che infestano il mondo, la terza guerra mondiale a pezzi, come diceva Papa Francesco. I potenti di questo mondo hanno perso, nelle parole e nei fatti, remore nell’usare la forza come prassi per la risoluzione dei conflitti. La guerra trascina con sé anche la prospettiva di futuro, accentuando le disuguaglianze, l’impoverimento di un numero sempre maggiore di persone, lo spostamento di enormi risorse sociali verso le spese militari. Salute, istruzione, previdenza, assistenza sociale da diritti diventano merce. In tutto questo la crisi climatica subisce accelerazioni marcate i cui effetti determinano costi in vite ed economie sempre più elevati, scavando ancor più le differenze fra chi si può tutelare e chi invece, senza averne responsabilità, paga il prezzo più alto.

Stefano Massini in un recente, molto interessante articolo ha costruito un alfabeto della paura; per penultima, per appare la parola Violenza; c’è violenza nel linguaggio dei potenti, c’è violenza nella loro azione. Una modalità di relazione che attraversa l’intera società, che ne viene permeata, nel quotidiano, nel modo di affrontare le questioni, da quelle più banali a quelle complesse. Abbiamo sdoganato la violenza come prassi, prima linguistica poi effettiva. Senza che questo determini alcuno scandalo. E dove c’è violenza, conclude Massini, c’è sempre paura.

Paura del presente, paura del futuro. Paura della violenza. Una paura accentuata dalla sensazione molto forte, fra percezione e realtà, di essere soli, di non poter contare su qualcuno o qualcosa che possa rassicurare, proteggere, aiutare, condividere, mettere al sicuro.

Una comunità viva, una comunità da vivere.

Una comunità che sappia reagire, che abbia anticorpi, che sappia essere vicina.

Questo libretto che vi consegniamo ha un nome, come tutti i manuali o se preferite rimedi; le sue 68 facciate, i suoi 88 momenti di incontro, diffusi sull’intero territorio regionale, sono il foglietto illustrativo. Le più di cento organizzazioni che lo hanno prodotto sono i principi attivi, naturali, interattivi con effetti collaterali misurabili in coinvolgimento, empatia, fiducia.

Questo sforzo di elaborazione ha un valore molto grande: una parte significativa di questa comunità ritiene che vada data una risposta al tema della paura, che vada affrontato comunitariamente, che dentro la comunità le singole persone possano trovare quella dimensione che attenua e che sia in grado di elaborare una riflessione adulta, approfondita, razionale.

In contrasto con chi usa la paura come una straordinaria macchina del consenso; in contrasto con chi lancia parole d’ordine che semplificano la complessità delle questioni e propone soluzioni che comprimono i diritti delle persone e mettono a rischio le libertà individuali. Soluzioni che tendono a costruire un nemico sul quale scatenare il rancore e la rabbia, inibire il dissenso, aumentare tipologie di reati e relative pene, creare ulteriori disuguaglianze fra i cittadini.

Noi invece intendiamo la sicurezza come mezzo, bene relazionale, per garantire persone e comunità, per cercare di rendere le persone meno sole, meno impaurite e quindi meno ricattabili.
Per fare questo lavoriamo quotidianamente non solo per fornire servizi alla comunità ma anche per costruire una cultura della accoglienza; convinti che una collettività attenta alle fragilità, al riconoscimento dei diritti e dei bisogni delle persone in difficoltà, dei richiedenti asilo, al recupero delle persone private della libertà, alla tutela delle vittime di violenza, sia una comunità capace di tutelare meglio sé stessa e di essere più coesa e più forte.
La sicurezza non è il privilegio dei più forti ma il diritto dei più deboli.

Claudio Bassetti
Presidente CNCA Trentino – Alto Adige/Südtirol

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy:
X