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Presentato il ”Rapporto sui diritti globali 2005”

E’ stato presentato oggi a Roma, presso la sede della CGIL nazionale in Corso Italia 25, la terza edizione del Rapporto sui diritti globali 2005. Il volume, edito da Ediesse, è promosso da CGIL, ARCI, Antigone, CNCA, Forum ambientalista e Legambiente.

Alla presentazione del testo hanno partecipato Guglielmo Epifani, segreterio generale CGIL, Lucio Babolin, presidente CNCA, Paolo Beni, presidente ARCI, Patrizio Gonnella, presidente Antigone, Maurizio Gubbiotti, segreteria nazionale Legambiente, Ciro Pesacane, presidente Forum ambientalista, e Sergio Segio, curatore del Rapporto.

Il libro – costitutito da ben 1390 pagine – fotografa lo stato dei diritti e analizza le politiche utili per una loro maggiore affermazione a livello locale e globale, italiano e mondiale.
Il testo è diviso in quattro sezioni – Diritti economico-sindacali; Diritti sociali; Diritti umani, civili e politici; Diritti globali ed ecologico-ambientali – articolate in 17 capitoli. In ognuno dei capitoli viene analizzato e definito il punto della situazione e vengono delineate le prospettive del 2005. L’analisi e la ricerca sono corredate da ampie cronologie dei fatti, da approfondite schede tematiche, dai dati statistici più aggiornati, da un accurato glossario, dai riferimenti bibliografici e web e dall’indice dei nomi citati.

E’ possibile consultare il sito www.dirittiglobali.it per avere maggiori informazioni sul Rapporto 2005 e sulle precedenti edizioni. Inoltre, saranno disponibili periodicamente, in tale spazio telematico, aggiornamenti e notizie riguardanti gli stessi temi del Rapporto.

Lucio Babolin, nel suo intervento alla conferenza stampa, ha sottolineato come il rapporto di quest’anno evidenzi con chiarezza il rafforzarsi di un’esigenza di inclusione e di solidarietà, tanto più quando in alcuni settori della società e del mondo politico cresce invece la voglia di esclusione e di mero assistenzialismo.
C’è bisogno, per il presidente del CNCA, di un nuovo patto sociale che fissi diritti e responsabilità dei cittadini. Tale patto deve considerare le persone che stanno in carcere, quelle tossicodipendenti, i nuovi cittadini immigrati, i giovani in difficoltà come risorse fondamentali e non come pesi da escludere. Un patto che produca perciò comunità accoglienti.
Le richieste che vanno avanzate ai decisori politici risultano, quindi, legate a una logica di inclusione: livelli essenziali di assistenza, reddito minimo di inserimento, una quota capitaria da destinare al sociale, un governo del lavoro che limiti la precarietà.
Si tratta, per Babolin, di ripensare il modello di società, anche mettendo in discussione il dogma della crescita ad ogni costo, con il conseguente aumento dei consumi.
Il presidente del CNCA ha concluso il suo intervento auspicando la costruzione di un percorso comune tra le organizzazioni che promuovono il Rapporto in vista della definizione di tale modello sociale includente.

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