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“Nelle tossicodipendenze il Comune di Roma favorisce gli amici e peggiora i servizi”

Presentato oggi a Roma il dossier “La cricca di Alemanno (e Rampelli)”, realizzato dal CNCA Lazio e dal Roma Social Pride

Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)        CNCA Lazio        Roma Social Pride


COMUNICATO STAMPA

CNCA e Roma Social Pride: “Nelle tossicodipendenze il Comune di Roma favorisce
gli amici e peggiora i servizi”

Presentato oggi al Senato il dossier “La cricca di Alemanno (e Rampelli)”,
un’analisi bando per bando dei finanziamenti nel settore droghe.
Tanti sospetti e una certezza:
l’Agenzia comunale per le Tossicodipendenze ha sbagliato tutto

Roma, 27 marzo 2012

“Qual è la priorità che guida il Comune di Roma nella destinazione dei fondi per le tossicodipendenze? L’aiuto alle persone in difficoltà o il sostegno alle organizzazione amiche?”. È questa la domanda che il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), il CNCA Lazio e il Roma Social Pride hanno posto presentando oggi a Roma, alla Sala stampa del Senato, il dossier “La cricca di Alemanno (e Rampelli)”, un’analisi dettagliata, bando per bando, dei finanziamenti concessi dall’amministrazione in carica nel settore tossicodipendenze. L’iniziativa – a cui ha partecipato anche Vincenzo Palmieri, della Fondazione Villa Maraini – arriva dopo che è stato reso noto, pochi giorni fa, l’esito dei bandi per i servizi finanziati con i fondi del Comune.

“L’amministrazione – tramite l’Agenzia comunale per le Tossicodipendenze – ha sbagliato tre volte con questi bandi”, dichiarano don Armando Zappolini, presidente del CNCACarlo De Angelis, portavoce del Roma Social Pride, a cui aderiscono oltre quaranta organizzazioni del terzo settore romano. “Ha ridotto gli standard di qualità dei servizi comunali per le tossicodipendenze; ha abbassato il numero di servizi per le persone tossicodipendenti; ha investito una quota spropositata di fondi in una prevenzione generica affidata, in larga parte, a soggetti che non hanno esperienza nel settore delle droghe. E tutto questo mentre i fondi disponibili aumentavano. Si tratta di un danno profondo per la collettività e per le persone tossicodipendenti.”

Le organizzazioni promotrici hanno denunciato, ancora una volta, l’epurazione compiuta dall’Agenzia nei confronti delle associazioni e cooperative non allineate al volere e agli orientamenti dell’amministrazione, molte delle quali aderenti al CNCA: “Quattro enti appartenenti al CNCA hanno fatto la storia del contrasto alle tossicodipendenze a Roma: quasi nessuno in città può contare su un curriculum e competenze dello stesso livello. Per questo gestivano, prima degli ultimi bandi, 10 servizi per 1.700.000 euro di finanziamentiOra un solo servizio, gestito da un solo gruppo, per complessivi 105mila euro. E chi ha preso il loro posto? Molto spesso organizzazioni che non sembrano avere un’esperienza adeguata, ma soltanto le relazioni giuste.”

“Chiediamo”, concludono don Zappolini e De Angelis, “la sospensione degli affidamenti previsti dagli esiti dei bandi, in modo da poter verificare la trasparenza e correttezza delle gare, e la chiusura dell’Agenzia comunale per le Tossicodipendenze, ente inutile e dannoso, che assorbe il 20% del budget stanziato, uno vero spreco di denaro pubblico.”

Scarica:
il dossier

– i curriculum delle organizzazioni CNCA “epurate” dall’Agenzia comunale per le Tossicodipendenze di Roma, per farsi un’idea di quale esperienza e curriculum hanno i soggetti che sono stati esclusi da (quasi) tutto:
  . Parsec
  . Il Cammino
  . Magliana 80
  . La Tenda

Info:
Mariano Bottaccio – Responsabile Ufficio stampa Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)
cell. 329 2928070 – email: ufficio.stampa@cnca.it – www.cnca.it

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