RDD In Covid Time #1

Sicuramente sarà difficile dimenticare il 2020. Sarà difficile per due ordini di considerazioni: la prima è quella della netta percezione provata da tutti noi del pericolo imminente, sensazione provata nel nostro mondo qualche generazione fa, e non più riproposta. Non lo consideriamo affatto un male, per un periodo molto lungo. La seconda è quella della divergenza, in entrambi i suoi significati: il primo, quello dello spostamento in direzioni differenti partendo da un punto comune e il secondo, quello del disaccordo. Sapendo che per molti di noi il disaccordo è sempre stato uno dei modi per indagare la realtà, per “prendere il polso” al nostro interlocutore. Pensiamo che la Summer School sulle droghe del 2020 – organizzata da CNCA, Forum Droghe e CTCA – sia stata in realtà una grande occasione per indagare meglio le motivazioni che ci hanno spinto a divergere, nell’applicazione del nostro mandato e negli esiti che questo ha determinato, partendo da un punto comune. Inevitabilmente ci siamo trovati quindi a dirci i motivi per cui il mondo delle sostanze è stato attraversato dalla pandemia, tagliando di netto il filo della relazione, senza prendere in seria considerazione le istanze portate avanti da anni di studi sulla materia, un esempio su tutti quello della situazione carceraria italiana.

Questo unicum drammatico di cui siamo stati testimoni ha evidenziato quanto non sia scontato affermare ciò che le letture portate dai progetti di prossimità segnalano ormai da anni, ovvero la necessità di essere riconosciuti e integrati a pieno titolo all’interno delle azioni messe a sistema dalle amministrazioni territoriali. Ed è proprio la pandemia ad aver sottolineato la scarsa tenuta del sistema nella gestione dell’emergenza, in questo come in altri ambiti, considerando l’altissimo senso di responsabilità dimostrato dagli utenti e dai lavoratori del terzo settore. Si aggiunga a questo la precedente mancata applicazione delle pratiche di riduzione del danno, entrata a pieno titolo nei Lea con il Dpcm del 12 gennaio 2017, che ha portato il sistema sanitario nazionale alla scarsa o nulla considerazione delle problematiche medico-sanitarie dei consumatori di sostanze  in relazione alla pandemia Covid-19, oltre alla mancata fornitura di linee operative specifiche per gli operatori che operano nei contesti di bassa soglia, che a sua volta ha determinato la chiusura o la trasformazione, pochissimi i casi di potenziamento, dei progetti.

Ricordiamo da ultimo il sottotitolo dell’evento formativo, che recitava: “lezioni apprese perché nulla sia come prima”. E ora, dopo aver avuto la possibilità di spiegare, documentare, esporre, analizzare, indagare, condividere quanto accaduto, possiamo pensare che la lezione sia stata ben compresa, almeno da chi ha costruito la formazione, da quanti hanno partecipato. Il passo successivo sarà allora rispiegare quanto abbiamo imparato da questa lezione a chi non lo ha capito, forse perché non vuole farlo.

Luca Censi, Claudia Iormetti, Selene Regio

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