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Situazione sociale intollerabile. Revisione delle aliquote e sgravi fiscali non bastano

La Federazione promuoverà una raccolta di firme su un pacchetto di proposte in grado di riqualificare il welfare

Roma – È intollerabile la “situazione in cui versano le fasce più marginali della nostra società italiana. Si tratta di alcuni milioni di cittadini che vivono al di sotto o ai limiti del livello di sopravvivenza sia per carenza di reddito, che per impossibilità ad accedere ai servizi primari.” Da questa considerazione partono le richieste che il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) ha avanzato oggi al presidente del Consiglio Romano Prodi in una lettera aperta che è stata inviata anche a tutti i componenti del Governo e ai segretari nazionali di CGIL, CISL e UIL.

Il testo della lettera – che ha anche il valore di appello – sarà oggetto nei prossimi giorni di una raccolta di firme in tutta Italia.

L’occasione è data dall’apertura del confronto tra Governo e parti sociali per favorire i redditi più bassi e una migliore redistribuzione della ricchezza.

Per il CNCA è tempo di andare oltre le misure una tantum e impostare politiche sociali finalmente adeguate ai bisogni del Paese e dei tanti cittadini italiani in difficoltà.

In tal senso, ad avviso della Federazione non ci si può limitare a una revisione delle aliquote e agli sgravi fiscali: “Ci permettiamo di segnalarLe” – si legge nella lettera – “che non è sufficiente procedere quasi esclusivamente con interventi di ‘restituzione’ monetaria che aumentino la dotazione economica dei singoli e delle famiglie (azione degna di essere apprezzata e riconosciuta), ma esiste la necessità, soprattutto per i più deboli, di aumentare la qualità e quantità dei servizi alla persona cui potersi rivolgere e che siano in grado di farsi carico delle persone in situazione di maggiore svantaggio.”

Il CNCA ricorda le misure ritenute ineludibili per riqualificare il nostro welfare, da varare al più presto d’intesa con le Regioni: il raddoppio del Fondo sociale nazionale, la definizione dei Livelli essenziali di assistenza (il pacchetto di diritti e prestazioni che va garantito su tutto il territorio nazionale e a tutti i cittadini), il ripristino del Reddito minimo di inserimento, la definizione dei profili delle professioni sociali.

“Nel momento in cui Ella avvia una serie di incontri con le parti sociali sui temi dei salari e del fisco”, si afferma ancora nel documento, “riteniamo improrogabile che anche queste tematiche siano parte integrante del tavolo e del confronto. E continuiamo anche a pensare che le organizzazioni del privato sociale debbano essere formalmente coinvolte nella discussione e non siano sempre considerate l’anello debole della catena di risposta ai problemi sociali e, quindi, eluse dalla concertazione nazionale.”

Roma, 7 gennaio 2008

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