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Social Day, 7 ragazzi italiani al Summer Camp di Berlino

Dal 30 luglio al 3 agosto i rappresentanti delle diverse esperienze europee si sono incontrati per costruire un percorso comune

Si è concluso a fine giugno il progetto “Scolpire Storie”, che ha visto coinvolte cinque regioni nella sperimentazione di un percorso di analisi, formazione e sperimentazione di modelli innovativi per contrastare la povertà minorile, agendo al tempo stesso sul protagonismo e la partecipazione dei ragazzi. Il progetto ha dato spazio a due iniziative particolarmente significative.

Da una parte, la sperimentazione del metodo del Digital Storytelling per la raccolta delle storie di vita, condotta dagli stessi ragazzi inseriti nel progetto, che hanno potuto così ragionare su vicende, atteggiamenti e scelte di vita. Ne sono state prodotte oltre 25, di cui quattro in collaborazione con Fish e Federazione Scs-Cnos.

Dall’altra, la realizzazione del primo Social Day italiano, che – grazie al Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) – ha dato vita a diversi appuntamenti in varie regioni italiane: il 21 aprile scorso in Lombardia (Milano, Garbagnate, Bollate, Cesate), Veneto (provincia di Vicenza) e Umbria (Perugia e Foligno), il 4 maggio in Basilicata (a Brienza, in provincia di Potenza) e il 4 giugno in Sicilia (ad Acireale).

L’idea che sta alla base del Social Day è molto semplice: i ragazzi partecipanti organizzano o cercano un lavoro che svolgono, tutti quanti, in un giorno prestabilito; la somma dei proventi ricevuti durante la giornata viene indirizzata a un progetto di cooperazione internazionale.

Ma quello che è importante non è solo la giornata di mobilitazione o la somma raccolta, quanto piuttosto il processo a cui i ragazzi partecipano, un vero e proprio percorso di formazione alla cittadinanza, nel quale scoprono:

  • il valore del volontariato, da un lato mettendosi a disposizione per costruire, organizzare e sensibilizzare l’evento, dall’altro informandosi sui progetti destinatari del finanziamento e sui loro contesti;
  • l’entusiasmo della partecipazione, che li porta a confrontarsi, decidere e “sporcarsi le mani”, rendendoli i veri protagonisti di ogni singolo passaggio (anche il più significativo) del Social Day;
  • il senso della cittadinanza attiva, giocata non soltanto nei numeri ma anche e soprattutto nell’esprimere alla comunità che, facendo assieme, le cose si possono cambiare e il futuro è tutto da costruire;
  • il supporto, l’appoggio e la condivisione del mondo adulto (dagli offerenti lavoro alle associazioni, dalle amministrazioni agli insegnanti, dai dirigenti scolastici alle famiglie), tassello fondamentale della rete del Social Day: non solo concessione di voce e spazi, ma vero coinvolgimento cittadino nell’impegno civico.

Il Social Day, dunque, è un’esperienza che non riguarda solo i bambini e i ragazzi bensì tante istituzioni, organizzazioni sociali ed adulti che condividono il senso dell’iniziativa e che vengono mobilitati anch’essi in una vera e propria esperienza di comunità.

I numeri del Social Day 2012:

  • 4200 ragazzi e ragazze partecipanti nella provincia di Vicenza
  • 5500 ragazzi e ragazze partecipanti in tutta Italia
  • più di 1000 offerenti lavoro tra privati, imprenditori, amministrazioni locali, associazioni, patronati, organizzazioni cittadine
  • 30 Istituti Scolastici coinvolti, più di 50 scuole
  • più di 29.000 euro raccolti nella provincia di Vicenza
  • più di 30.000 euro raccolti in tutta Italia

Dal 30 luglio al 3 agosto scorsi gli organizzatori dei diversi Social Day europei (l’espressione più usata in Europa per definire questa esperienza è in realtà “Operation Day Work”) si sono ritrovati a Berlino per il Summer Camp annuale. Nel 2010 si è tenuto il primo incontro tra esperienze nazionali differenti. Lo scorso anno, a Oslo, proprio in coincidenza con il terribile massacro perpetrato da Breivik, ha avuto luogo il primo Summer Camp vero e proprio. Lì si sono incontrati tanti ragazzi tra i 16 e i 27 anni, che hanno definito una carta dei principi del Social Day.

Quest’anno l’obiettivo principale è stato quello di riflettere su questi valori comuni per arrivare a redigere delle linee guida, dei criteri operativi, comuni a tutte le esperienze di Operation Day Work. Il testo di questo documento dovrebbe essere perfezionato entro il 2012, in un incontro che si terrà in Danimarca.

L’utopia è quella di arrivare, in futuro, a indire un Social Day europeo.

Intanto è stato acquistato il dominio di un sito in cui troveranno spazio tutte le diverse esperienze nazionali. E si è deciso di favorire lo scambio incrociato di volontari.

All’edizione di quest’anno del Summer Camp, inoltre, ha partecipato anche la rete europea di studenti Obessu, che concorrerà in futuro a promuovere il Social Day nei paesi in cui è stato attivato.

Il Summer Camp 2013, infine, si terrà proprio in Italia, a Bassano.

Leggi un articolo sull’esperienza di questi sette ragazzi a Berlino.

Guarda il video sul Social Day a Vicenza e vai sul blog dell’esperienza veneta

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