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Spello: un’assemblea molto partecipata

Il commento di Lucio Babolin, presidente del CNCA, e la sua relazione introduttiva all’evento

Sull’assemblea nazionale di Spello, che si è tenuta dal 24 al 26 settembre scorso, pubblichiamo di seguito una nota di Lucio Babolin, presidente della Federazione

L’assemblea nazionale di Spello si è svolta in un clima di grande attenzione alla ricerca di senso e alla individuazione di un futuro possibile dentro un contesto di grandi incertezze e di importanti cambiamenti degli scenari culturali, economici e politici.
E’ stata un’assemblea preceduta, in questi anni, da una approfondita analisi sulle cause e l’origine dell’incertezza che accompagna l’azione delle organizzazioni sociali nel nostro paese, che ci ha permesso di produrre testi importanti (Resistenza e cittadinanza, Tempo di resistere Tempo di traghettare, Responsabilità in gioco, Sul lavoro sociale, Di nuovo volontariato) e di formulare proposte che interpellavano le istituzioni sull’esigenza di dare centralità alla questione sociale, alla lotta alla povertà, alla esigenza di rendere esigibili i diritti di cittadinanza.
Abbiamo voluto arricchire l’assemblea di Spello con un focus particolare sulla dimensione individuale della ricerca di senso e di futuro.
Credo si possa affermare che è andata bene: oltre 81 gruppi rappresentati, 231 persone, 35 fra relatori e ospiti, partecipanti provenienti da 13 diverse regioni e 37 diverse province. La sera del 25, all’incontro con don Luigi Ciotti, eravamo oltre 350.
Ma è andata bene soprattutto per il notevole contributo di riflessioni, proposte, tracce di percorso che sono emerse grazie ai contributi dei relatori invitati, ma in modo particolare all’esito dei lavori di gruppo e ai rilanci operativi assicurati dagli interventi alla tavola rotonda conclusiva.
Emerge un quadro di Federazione CNCA viva, attenta, vogliosa di guardare avanti, fortemente decisa a confermare l’importanza e la centralità delle organizzazioni sociali in un paese indebolito, spaventato, lacerato.
Ora la mole enorme del materiale proposto sarà oggetto di riflessione nel consiglio nazionale, che ha il compito importante di ri-tracciare le linee di direzione della nostra organizzazione per il prossimo, delicato futuro.
Il professor Aldo Bonomi ci ha ricordato che siamo nel bel mezzo di un periodo di grandi trasformazioni, paragonabile all’epoca del passaggio dalla società rurale a quella industriale, e che si tratta di una grande opportunità da cogliere puntando soprattutto ad una profonda azione di aggregazione di culture, mondi, organizzazioni che decidono di collocarsi dalla parte del “bene comune”, delle società della cura e della fraternità.
Salvatore Esposito, Guido Tallone, Ugo Ascoli ci hanno sollecitato a non rinunciare alle azioni di mobilitazione sociale, di lotta, di contrasto al rischio del prevalere della cultura dell’odio e dell’intolleranza, mentre da Francesco Marsico e da Antonello Scialdone è stata ricordata l’esigenza di avere consapevolezza dei limiti, della precarietà che accompagneranno la nostra azione di “minoranze attive”.

Siamo, dunque, ancora più lieti di aver messo in cantiere un video che renderà conto di questa assemblea, lasciando parlare non solo chi ha fatto interventi e relazioni, ma anche i semplici partecipanti. Vi faremo sapere presto.

Scarica la relazione introduttiva tenuta da Babolin in occasione dell’assemblea

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