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Tavolo Minori Migranti: “Il DDL Immigrazione mette a rischio i diritti e l’inclusione dei minorenni non accompagnati”

Il DDL Immigrazione, varato l’11 febbraio dal Consiglio dei Ministri, mette a rischio i diritti dei minorenni, mina le fondamenta della legge 47/2017 e ostacola l’inclusione di migliaia di adolescenti e giovanissimi/e. Lo dichiara il Tavolo Minori Migranti, coordinato da Save the Children e composto da 22 organizzazioni della società civile: Ai.Bi., Amnesty Interna0onal Italia, Associazione Agevolando, ARCI, ASGI, Caritas Italiana, Centro Astalli, CeSPI, CIDAS, CISMAI, CNCA, CIR-Consiglio Italiano per i Rifugia0, Coopera0va CivicoZero, Defence for Children Interna0onal, Emergency, Fondazione Terre des Hommes Italia, Intersos, Oxfam Italia, Salesiani per il Sociale, Save the Children Italia, SOS Villaggi dei Bambini, Tutori in Rete. Le organizzazioni del Tavolo Minori Migranti promuovono per questo un appello al Governo e al Parlamento affinché si fermi l’adozione delle norme che si vorrebbero introdurre, garantendo piuttosto la piena applicazione della legge 47/2017.

Le proposte contenute nel DDL Immigrazione minano alcuni tra gli istituti principali della L.47, come il cosiddetto “prosieguo amministrativo”, colpendo, inspiegabilmente, proprio ragazze e ragazzi avviati in un percorso di inclusione e adottando un approccio che sembra voler sottrarre al controllo giudiziario sempre più passaggi. Esse, inoltre, possono avere un impatto drammatico in caso di ragazzi e ragazze con bisogni particolari, vulnerabilità e fragilità. Il prosieguo amministrativo è un istituto che consente a coloro che, essendo arrivati da minorenni non accompagnati, necessitano di supporto oltre il compimento dei 18 anni, di accedere alla continuità dell’accoglienza, dietro decisione del Tribunale per i minorenni. Questa misura al momento è prevista dalla legge fino al ventunesimo anno di età e consente ai ragazzi neomaggiorenni di completare i percorsi di istruzione, formazione o inserimento lavorativo, nonché il consolidamento di relazioni e legami, avviati prima dei 18 anni e funzionali a una piena integrazione. Il prosieguo amministrativo non è un “beneficio accessorio”, quanto piuttosto la disposizione di un tempo necessario per consolidare competenze, completare un ciclo scolastico, ottenere una qualifica professionale o entrare nel mondo del lavoro con strumenti adeguati. In altre parole, diventare parte della comunità, imparandone anche obblighi e responsabilità.

Non avere una famiglia accanto durante l’adolescenza significa trovarsi, a 18 anni, improvvisamente soli proprio nel momento in cui normalmente ogni giovane continua ad avere bisogno di sostegno: un luogo dove tornare, qualcuno che accompagni nelle scelte, un aiuto nel sostenere un percorso di studio, nel cercare lavoro, nel costruire un progetto di vita.

Le misure proposte dal DDL immigrazione andrebbero anche a peggiorare le procedure di rimpatrio assistito e volontario: la centralità del Tribunale per i minorenni, che nel sistema attuale ha il compito centrale di prendere una decisione a riguardo, garantisce che essa venga adottata dopo un’attenta valutazione, nel rispetto del superiore interesse del minorenne e delle convenzioni internazionali, ambito in cui l’organo giurisdizionale ha competenza specifica. Il DDL immigrazione trasferirebbe questa competenza al Prefetto, sentito il Tribunale: verrebbe dunque spostata dal giudice all’autorità amministrativa la prerogativa di una decisione che impatta sui diritti fondamentali dei minorenni.

Per queste ragioni, il Tavolo Minori Migranti chiede con forza al Governo di ritirare le proposte restrittive avanzate e al Parlamento di non approvare le modifiche previste dal DDL Immigrazione che incidono sul sistema di tutela dei minorenni stranieri non accompagnati e, in particolare, sul prosieguo amministrativo e sul rimpatrio assistito.

Leggi il testo integrale della presa di posizione

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