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Zia Carolina non fa più paura

A Perugia il Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga e molti operatori si sono confrontati sulla riduzione del danno

Martedì 23 giugno si è tenuta a Perugia la giornata di confronto sulle linee guida nazionali in merito alle Politiche di Riduzione del Danno e dei rischi correlati agli stili di consumo di sostanze d’abuso dal titolo “Chi ha paura di zia Carolina?”.

L’evento promosso dal CNCA Umbria e dalla Regione Umbria, fortemente sostenuto dal CNCA nazionale, ha visto la partecipazione delle principali organizzazioni pubbliche, scientifiche e del privato sociale impegnate sul tema in questione.

La giornata si è articolata intorno alla presentazione ufficiale delle linee di indirizzo per la determinazione e applicazione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) da parte di Giovanni Serpelloni, direttore del Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga.

Tre le questioni controverse.

La prima riguarda lo scavalcamento di un soggetto istituzionale come le Regioni nel percorso di individuazione delle linee guida in questione, come sottolineato da Damiano Stufara, assessore alle Politiche sociali della Regione Umbria e unico esponente politico regionale presente (vista l’assenza di rilievo di Enrico Rossi, assessore alla Sanità della Regione Toscana nonché coordinatore nazionale degli assessori regionali competenti sul settore).

La seconda questione riguarda le prestazioni da riconoscere come livelli essenziali. C’è convergenza su interventi di strada, centri a bassa soglia e counseling; c’è forte dissenso, invece, sul concetto espresso da Serpelloni circa la non rilevanza scientifica della sperimentazione delle sale di iniezione, della somministrazione controllata di eroina e del pill testing.

Infine la terza questione è inerente all’aspetto non solo formale della definizione del concetto di “Riduzione del Danno”. Le linee di indirizzo presentate dal Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga parlano di Livelli essenziali di assistenza in merito a misure di Prevenzione delle Patologie Correlate all’uso di sostanze stupefacenti (PPC). Da un punto di vista logico-scientifico la definizione è inaccettabile, però su questo – se venissero superate le prime due questioni – c’è chi chiuderebbe un occhio o addirittura tutti e due.

La discussione ci sembra sia appena iniziata, sicuramente Perugia rappresenta la prima tappa di una intensa riflessione, non ci dimentichiamo però che gli amici in strada ci chiedono con forza di fare in fretta.

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