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4° Libro bianco sulla legge Fini-Giovanardi: continua la repressione su consumatori e tossicodipendenti

Presentati ieri i dati del rapporto curato da Antigone, Forum Droghe, CNCA e Società della Ragione

E’ stato presentato ieri a Roma il 4° Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi, realizzato da Antigone, Forum Droghe, CNCA e Società della Ragione in collaborazione con Magistratura Democratica e Unione delle camere penali italiane. I dati confermano che, nel nostro paese, continua la repressione su consumatori, specie di cannabis, e tossicodipendenti.

4 detenuti su 10: l’impatto della legge antidroga sul carcere
Aumentano gli ingressi in carcere per droga in rapporto al totale degli ingressi. Infatti alla fine del 2012 gli ingressi totali in carcere 63.020, quelli per violazione del solo art. 73 (detenzione) della legge antidroga 20.465, pari al 32,47% rispetto al 28% del 2006.
Al 31 dicembre 2012 i detenuti presenti erano 65.701, quelli ristretti per art. 73 (detenzione) 25.269, pari al 38,46%. Raddoppiano quindi i detenuti presenti in carcere per art. 73 dai 14.640 del 31 dicembre 2006.
Per violazione dell’art. 74 (associazione finalizzata al traffico) sono entrati nel 2012 250 soggetti e sono presenti 761 detenuti.

1 su 4: tossicodipendenti in carcere
Nel 2012 su 63.020 ingressi totali i tossicodipendenti entrati in carcere sono stati 18.225, pari al 28,92%. Nel 2006 la percentuale corrispondeva al 27,16.
Al 31/12/2012 i detenuti tossicodipendenti presenti 15663 (dalla rilevazione mancano 5 istituti di cui il carcere di Rebibbia a Roma) pari al 23,84%. Nel 2006 la percentuale era del 21,44.
Anche nel 2012 si conferma il dato che la repressione punta alla cannabis, con una percentuale del 42,5% sul totale delle denunce.

La repressione sul consumo
Dopo la flessione del 2009-2010, continuano ad aumentare le segnalazioni al prefetto per mero consumo personale: dai 32.575 segnalati nel 2010 ai 35.762 nel 2012, di cui 28.095 per cannabinoidi, ovvero il 78,56%! Va ricordato, come esempio di persecuzione di massa, che dal 1990 al 2012 le persone segnalate ai prefetti per le sanzioni amministrative sono state 853.004.
Più che raddoppiate le sanzioni irrogate: dalle 7.229 del 2006 alle 16.205 del 2012.
Crollano le richieste di programmi terapeutici: da 6.713 nel 2006 a 340 nel 2012.

Le misure alternative al carcere
Diminuiscono le misure alternative: da 3.852 persone in affidamento nel 2006 a 2.816 al 30 maggio 2012
Prima del 2006, la maggioranza dei tossicodipendenti godeva dell’affidamento dalla libertà, con la nuova legge il rapporto si è invertito: al 30 maggio 2012, 1.854 persone erano in affidamento dopo essere passate dal carcere, a fronte di 962 soggetti provenienti dalla libertà.

Conclusioni
Il sistema repressivo punta al basso: i dati complessivi ci dicono che la gran parte delle persone che entrano in carcere per la legge antidroga sono consumatori o piccoli spacciatori.
La repressione è concentrata sulla cannabis.
L’impatto carcerario della legge antidroga è la principale causa del sovraffollamento.
All’aumento della carcerazione e delle sanzioni amministrative corrisponde un abbattimento dei programmi terapeutici.
I dati forniti annualmente dalla Relazione del Governo al Parlamento sono in parte carenti, in parte inaffidabili e soprattutto reticenti: in particolare mancano a livello nazionale i dati sulle condanne per l’ipotesi di lieve entità dell’art. 73. Una ricerca in profondità condotta in Toscana mostra che il 40% dei detenuti sono in carcere per reati di droga minori.
E’ urgente una modifica della legge, iniziando da norme che definiscano come reato autonomo l’ipotesi di lieve entità dell’art. 73 con una pena ridotta che escluda l’ingresso in carcere, che si cancelli la legge Cirielli sulla recidiva, che si rendano di nuovo praticabili le alternative terapeutiche, sia per le condanne carcerarie che per le sanzioni amministrative.

Scarica il rapporto completo

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