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Carcere, il 14 luglio è stata una giornata dall’altissimo valore simbolico

Lo scorso 14 luglio siamo entrate ed entrati in 36 carceri italiane; lo abbiamo fatto assieme a oltre 350 persone, esponenti della società civile, attori e scrittrici, dirigenti di banca, sacerdoti, politici di varie forze politiche, garanti regionali e comunali. Lo abbiamo fatto grazie alla neonata Alleanza per l’art. 27 della Costituzione che come CNCA abbiamo contribuito a costruire. Una alleanza larga, che tiene dentro organizzazioni di natura anche molta diversa, ma accomunate dalla necessità di garantire quanto scritto nel comma 3 dell’articolo 27 della nostra Costituzione: “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

È stata una giornata dall’altissimo valore simbolico, il carcere si è aperto per un giorno al mondo esterno: abbiamo visto e toccato con mano le condizioni disumane di detenzione, le carenze estreme in termini di qualità degli ambienti, spazio minimo, caldo senza respiro, celle con letti a tre piani, aree aperte senza possibilità di proteggersi dal sole, assenza di frigo e ventilatori nelle celle.

Questa giornata è stata ripresa da molti giornali, soprattutto locali ma non solo. L’Alleanza proverà a riportare il carcere nelle città, a denunciare ciò che non funziona ma anche a proporre soluzioni: una per tutte, un atto di clemenza che possa ridurre fin da subito il sovraffollamento. In queste condizioni è tutto rallentato, la costruzione di percorsi alternativi, la formazione, il diritto ad essere curati.

A settembre ci ritroveremo e decideremo come andare avanti.  Un grazie a tutte le organizzazioni del CNCA, agli operatori e operatrici che hanno reso possibile questa giornata.

Caterina Pozzi, presidente del CNCA

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