A tre anni dal deposito, va approvata la proposta di legge Ero straniero!

Oggi ricorrono i tre anni dal giorno in cui la campagna Ero straniero consegnò al Parlamento le 90mila firme raccolte per la sua proposta di legge di iniziativa popolare per regolamentare il fenomeno migrazioni in modo innovativo e rispettoso dei diritti umani, favorendo l’inclusione sociale e lavorativa delle persone straniere e il loro apporto al benessere collettivo.

“La campagna Ero straniero”, dichiara Stefano Trovato, coordinatore dell’Area Migrazioni, tratta e cooperazione internazionale del CNCA, “è un esempio delle iniziative che la società civile ha promosso in questi anni per opporsi alla violazione e limitazione dei diritti delle persone migranti e per governare il fenomeno immigrazione in modo lungimirante e non repressivo. Questa mobilitazione civile ha raggiunto, finora, solo due obiettivi parziali: la regolarizzazione straordinaria voluta dal governo nei mesi scorsi e la modifica dei decreti Salvini su immigrazione e sicurezza. Questi risultati non sono sufficienti, dobbiamo continuare a batterci per una diversa politica migratoria, che superi definitivamente la legge Bossi-Fini. La proposta di legge avanzata da Ero straniero va nella direzione giusta e propone strumenti già applicati positivamente in altri paesi. Siamo convinti che una svolta nelle politiche sarebbe un bene non solo per le persone migranti, ma per tutto il paese.”

Di seguito il comunicato stampa della campagna Ero straniero.

IMMIGRAZIONE, URGENTE UNO SGUARDO AL FUTURO: 

A TRE ANNI DAL DEPOSITO, VA APPROVATA LA PROPOSTA DI LEGGE ERO STRANIERO!

A tre anni dal deposito della proposta di legge di iniziativa popolare “Ero straniero” le organizzazioni della campagna chiedono un atto di coraggio da parte del Parlamento: approvare quella riforma per affrontare il tema immigrazione alla radice, con uno sguardo verso il futuro. Dopo la regolarizzazione straordinaria dei mesi scorsi e il superamento degli aspetti più problematici dei decreti sicurezza serve ora un passo ulteriore: cambiare il sistema, fallimentare e iniquo, di gestione dell’immigrazione introdotto quasi vent’anni fa dalla legge Bossi-Fini e adottare strumenti efficaci di governo del fenomeno, a cominciare da nuovi canali di ingresso per lavoro nel nostro Paese.

La regolarizzazione straordinaria voluta dal governo a maggio scorso ha interessato oltre 200.000 persone: un’adesione alta, considerati gli inspiegabili limiti ai settori lavorativi interessati dall’emersione e i troppi paletti previsti per accedervi. Ma è stata comunque una dimostrazione, ancora una volta, di quanto sia forte il desiderio di mettersi in regola da parte di chi è rimasto senza documenti, ma vive e lavora nel nostro Paese e vuole farlo legalmente, come emerge dal dossier elaborato dalla campagna e disponibile sul sito erostraniero.it.

Tuttavia, non si può più intervenire tappando i buchi man mano che si creano. Serve affrontare tutto ciò che in questi venti anni ha dimostrato di non funzionare, a partire da uno strumento necessario a risolvere a lungo termine la questione “irregolarità”, cioè una procedura di emersione sempre accessibile che dia la possibilità di mettersi in regola a fronte di un contratto di lavoro o se si è radicati nel territorio, come accade, per esempio, in Germania o in Spagna. Tra l’altro sembra andare nella stessa direzione l’inserimento, nel recente decreto “immigrazione” del governo, di una nuova fattispecie di divieto di espulsione, basata sul livello di integrazione e di radicamento in Italia raggiunto dal cittadino straniero. Ma non basta. Serve una riforma profonda della normativa vigente, con l’introduzione di canali di ingresso per lavoro che facilitino l’incontro dei datori di lavoro italiani con i lavoratori dei Paesi terzi, governando i flussi verso il nostro Paese.

Nella proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari, depositata il 27 ottobre di tre anni fa con oltre 90.000 firme alla Camera e ora all’esame della Commissione affari costituzionali, questi nodi si affrontano, proponendo delle soluzioni. Spetta ora al Parlamento discutere e approvare la nostra riforma e superare una stagione politica che da oltre vent’anni criminalizza il fenomeno migratorio e strumentalmente lo sfrutta, o lo teme, ai fini del consenso, riducendolo a un problema di ordine pubblico, senza una reale volontà di attuare politiche -migratorie e del lavoro – efficaci e rispettose dei diritti.

Ero straniero è promossa da: Radicali Italiani, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, CILD, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Oxfam Italia, ActionAid Italia, ACLI, Legambiente Onlus, ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, AOI, con il sostegno di numerosi sindaci e decine di organizzazioni.

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