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settembre, 2026

gio03set(set 3)11:00sab05(set 5)13:00Summer School sulle droghe 2026 "Stigmi/Paradigmi"11:00 - 13:00 (5)

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Stigmi/Paradigmi
Per una mappa condivisa delle culture e delle narrazioni sulle droghe
Summer School Forum Droghe e CNCA 2026
3-4-5 settembre 2026 – Roma
Città dell’Altra Economia – largo Dino Frisullo snc
Spin Time Labs – via Santa Croce in Gerusalemme 17

Esistono ancora le culture del consumo di droghe? E se esistono, siamo ancora in grado di leggerle?

La riduzione del danno ha costruito nel tempo una prospettiva solida proprio a partire dal riconoscimento che il consumo di sostanze non è un fatto individuale e irrazionale, ma una pratica socialmente organizzata, regolata e trasmessa. Zinberg, Grund, Cohen, Decorte, Zuffa convergono su un punto centrale: l’uso e il consumo di droghe si strutturano attorno a saperi pratici condivisi, regole informali, rituali, forme di autoregolazione collettive e di gruppo. È questo che intendiamo per cultura del consumo: non solo simboli o identità, ma un sistema di norme implicite che orienta ciò che è accettabile, ciò che è rischioso, ciò che è eccessivo.

Le nostre letture delle culture e dei modelli in questa prospettiva rischiano di essere datate. La frammentazione dei legami, l’erosione dei contesti collettivi stabili, l’individualizzazione del soggetto, hanno trasformato le condizioni in cui queste culture si formano e si trasmettono. Le culture del consumo sopravvivono a questi processi? Si riproducono in forme diverse? O stiamo applicando categorie obsolete a fenomeni che chiedono altri strumenti?

Alcune culture legate all’uso di droghe hanno storicamente funzionato come spazi di apprendimento sociale straordinariamente efficaci: la scena rave, i circuiti psichedelici degli anni Sessanta e Settanta, le culture del cannabis nei quartieri urbani, le reti di utenti che si sono autorganizzati attorno a pratiche di riduzione del danno. In questi contesti si sono prodotti e circolati saperi condivisi, codici di comportamento, solidarietà orizzontale, persino forme di etica collettiva del piacere e del rischio. Esistono ancora questi spazi? E se esistono – nei festival, nelle piattaforme digitali, nelle scene locali sommerse – conservano ancora quella capacità di trasmettere regolazione sociale? La domanda è rilevante anche perché queste culture rappresentano forse uno degli ultimi presidi di socialità non individuale in una società che ha sistematicamente eroso le appartenenze collettive: un paradosso su cui vale la pena sostare.

Le culture del consumo non esistono in forma pura e separata: si sovrappongono, si contaminano, si influenzano reciprocamente. Ad attraversarle è la tematizzazione pubblica del fenomeno, ovvero il modo in cui media, politica e discorso comune parlano di droghe. Questa non è uno sfondo neutro: contribuisce attivamente a formare le culture dei singoli gruppi e nei contesti, e va indagata come parte integrante dell’analisi. Un interrogativo centrale riguarda il peso dei luoghi, delle situazioni, delle provenienze geografiche e biografiche nella formazione di queste culture: hanno più a che fare con i contesti o con l’appartenenza a specifici gruppi sociali? E comunque: come si esprime questa relazione nei modelli d’uso e nei molteplici stili che li abitano? Infine: Come promuovere, insieme alle persone che usano droghe, culture capaci di generare regolazione sociale, nonostante i vincoli imposti dal proibizionismo morale e legislativo?

Non è un caso che la cultura mediterranea dell’alcol – forse la più longeva e articolata tra le culture del consumo – abbia prodotto nel tempo un sistema sofisticato di regolazione conviviale, trasmessa attraverso la tavola, le feste, i rituali stagionali: una semantica implicita del bere insieme che si è mantenuta proprio perché non è mai stata costretta a nascondersi.

La Summer School 2026 di Forum Droghe e CNCA dedica tre giorni di lavoro comune a queste domande, rivolta a chi fa ricerca, lavora nei servizi o produce cultura e narrazione.

I lavori saranno orientati da obiettivi precisi:

  • aggiornare le chiavi di lettura della riduzione del danno, ridiscutendo le teorie sul consumo controllato e sull’autoregolazione alla luce delle trasformazioni sociali in corso;
  • affinare gli strumenti operativi di analisi del contesto, per mettere operatrici e operatori in condizione di distinguere e ricostruire stili, modelli e culture del consumo nei territori in cui lavorano in alleanza con le persone che usano droghe;
  • rileggere i processi di socializzazione e apprendimento tra pari, interrogandosi su come si trasmettono oggi le competenze di regolazione in una società che ha eroso le appartenenze collettive;
  • aprire piste di lavoro politico e culturale, esplorando le possibilità di alleanza con artisti, giornalisti e altri produttori di narrazione per costruire rappresentazioni sociali del fenomeno più utili e meno stigmatizzanti.

Presto le informazioni logistiche e le quote di partecipazione.

Iscrizioni tramite questo modulo: https://forms.gle/T2FgY287iVD6MZWP8

Data

3 (Giovedi) 11:00 - 5 (Sabato) 13:00

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