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Ddl sul riconoscimento dei figli naturali, ci sono alcune criticità

UNICEF, CISMAI, ANFAA e CNCA inviano una lettera ai presidenti di Camera e Senato e ad alcuni ministri

Giacomo Guerrera, presidente UNICEF Italia, Dario Merlino, presidente CISMAI, Donata Nova presidente ANFAA e don Armando Zappolini, presidente del CNCA sono i firmatari di una lettera, rivolta ai presidenti di Camera e Senato e ad alcuni ministri, scritta per esprimere le loro perplessità in merito ad alcuni punti del disegno di legge sulle “Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali”, approvato dalla commissione Giustizia della Camera dei deputati, e per richiedere un incontro che sia occasione di confronto su tali aspetti problematici.

Le associazioni e le organizzazioni che hanno sottoscritto la lettera, si dichiarano molto soddisfatte per il superamento di ogni discriminazione tra figli nati dentro e fuori dal matrimonio.

Non mancano però, di esprimere la loro preoccupazione per altri aspetti del provvedimento.

Nel Ddl in discussione, in primo luogo, è prevista la modifica dell’art. 251 del Codice civile che, se approvato, renderà possibile il riconoscimento dei figli nati da rapporti incestuosi. Essi sono spesso figli di episodi di violenza domestica, che verrebbe così pubblicamente accettata. La prevista neccessità che vi sia un’autorizzazione da parte del giudice non appare condizione sufficiente a evitare l’introduzione di una norma che rischia di perpetuare tra le generazione la violenza intrafamiliare e la sua pubblica tollerabilità.

Una norma ulteriore, che esula dall’oggetto del provvedimento, prevede una delega al Governo affinché modifichi i presupposti per la dichiarazione dello stato di adottabilità del minorenne. La giurisprudenza è intervenuta negli anni nel merito, raggiungendo risultati univoci e convincenti. Appare pertanto valido quanto stabilisce già oggi la legge, che prevede un’analisi delle condizioni in cui il minore versa, invece di una ambigua e stigmatizzante «provata irrecuperabilità delle capacità genitoriali in un tempo ragionevole», come previsto dal suddetto Ddl.

Infine, all’art. 3 il Ddl prevede la modifica dell’articolo 38 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni a garanzia dei diritti dei figli agli alimenti e al mantenimento. Contemporaneamente in Senato è in atto la discussione per l’istituzione di un unico giudice specializzato per i minorenni e la famiglia, anche con l’obiettivo di eliminare la discriminazione tra i minorenni nati fuori o dentro il matrimonio in termini di competenza delle giurisdizioni minorili (tribunale per i minorenni e tribunale ordinario). Alla luce anche di quanto previsto dalle Linee Guida del Consiglio d’Europa su una giustizia a misura di minorenni, si ritiene necessario stralciare l’art.3 del Ddl in discussione, consentendo al legislatore di concentrarsi su quanto in discussione al Senato, e continuare a partire da quella sede l’iter legislativo finalizzato a una riforma organica del settore, come da anni richiesta.

Leggi la lettera 

Leggi le note al Ddl sottoscritte da numerose organizzazioni della società civile 

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