LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL’INTERNO
On.le Ministro Matteo Piantedosi,
desideriamo richiamare la Sua attenzione sulle criticità derivanti dalla circolare ministeriale n. 23156 del giugno 2025, che prevede un taglio retroattivo fino al 65% del Fondo Nazionale per l’accoglienza dei MSNA, Minori Stranieri Non Accompagnati, destinato al supporto degli enti locali per gli inserimenti extra-SAI.
Una misura di tale portata rischia di compromettere l’intero sistema di accoglienza, introducendo una significativa differenziazione tra persone minorenni italiane, persone minorenni straniere collocate nel SAI e persone minorenni straniere inserite extra-SAI. Ciò appare in contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, che affermano l’uguaglianza di tutte le persone di minore età, senza distinzione di origine o condizione.
Le conseguenze sarebbero gravi: comunità educative già in difficoltà – anche per la mancata copertura degli aumenti contrattuali previsti dal nuovo CCNL cooperative sociali – potrebbero ridurre i servizi, diminuire la presenza educativa o, nei casi più estremi, chiudere e dimettere le persone minorenni accolte. Ne risulterebbero compromessi i percorsi di inclusione e la coesione sociale dei territori, che negli anni hanno saputo trasformare l’accoglienza in una ricchezza umana, culturale e sociale.
Il taglio di risorse sul Fondo Nazionale preoccupa anche in relazione alla nuova triennalità del sistema SAI MSNA, che a gennaio 2026 attende il nuovo rifinanziamento, e che per continuare a garantire i servizi minimi assolutamente necessità di essere incrementato.
Le comunità di accoglienza sono da sempre un presidio educativo fondamentale. Accolgono migliaia di giovani, li accompagnano nella cura, nella formazione e nell’integrazione. Dietro ogni numero ci sono storie di persone minorenni che hanno subito traumi, affrontato viaggi rischiosi, vissuto violenze. Grazie a un ambiente educativo stabile, la maggior parte ha ritrovato fiducia, relazioni e competenze per costruire un futuro, inserendosi nel mercato del lavoro, contribuendo così alla crescita del Paese.
Tagliare oggi le risorse significa interrompere queste possibilità, ridurre la qualità dei servizi e scaricare maggiori costi sociali sui territori e sugli enti locali. L’accoglienza delle persone minorenni – italiane o straniere – non può essere considerata un capitolo di spesa comprimibile. È un investimento sul futuro: investire in educazione significa costruire cittadine e cittadini consapevoli, prevenire conflitti e rafforzare la coesione sociale.
Per questo chiediamo con urgenza che il Governo apra un tavolo di confronto con enti locali e gestori delle comunità, al fine di individuare soluzioni condivise che garantiscano:
– continuità educativa;
– standard di accoglienza dignitosi ed eguali per tutte le persone minorenni;
– valorizzazione delle esperienze positive di integrazione che i territori hanno saputo costruire;
– la sostenibilità economica del sistema di accoglienza.
Le nostre comunità restano disponibili a collaborare in modo costruttivo, con l’unico obiettivo di garantire il rispetto dei diritti fondamentali delle persone minorenni, italiane e straniere, in un’ottica di responsabilità collettiva e di futuro comune.
Distinti saluti,
Luciano Squillaci, Presidente Federazione Italiana Comunità Terapeutiche – F.I.C.T.
Caterina Pozzi, Presidente Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti – C.N.C.A.

