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Furto alla cooperativa La fonte di Cercina

La solidarietà del CNCA: “Aiutiamoli a ripartire”  

Nella notte tra il 7 e l’8 gennaio scorsi, la cooperativa sociale agricola La Fonte di Cercina (Fi) ha subito un furto particolarmente grave: hanno rubato il pullmino e il Fiat Doblò dell’organizzazione e diverse attrezzature (motoseghe, decespugliatori, avvitatori…) per un totale di quasi 100.000 euro di danno. La situazione della cooperativa – che favorisce il reinserimento di persone con disabilità o comunque in situazione di “svantaggio” – era già difficile: da ottobre i soci lavorano senza stipendio, per mancanza di fondi. Il morale è sotto i piedi.

Il CNCA, che aveva tenuto propria a Cercina – ospite della Fonte – la prima giornata dell’Assemblea del Trentennale del dicembre scorso, esprime la propria solidarietà alla cooperativa e invita tutti i Gruppi della Federazione a sostenere l’organizzazione o con una offerta in denaro (vedi codice IBAN della cooperativa) o donando uno degli attrezzi rubati (vedi qui sotto la lista del materiale trafugato).

Di seguito la comunicazione che ci è arrivata dalla cooperativa La Fonte e un articolo uscito sul quotidiano “La Nazione” il 9 gennaio.

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Carissimi,
questo è l’articolo che è comparso sulla Nazione di ieri… se volete mettetelo in rete.
Vi allego l’IBAN della Cooperativa.
Di seguito vi invio anche la lista del materiale che ci servirebbe.

È chiaro che il furto, delle attrezzature e dei mezzi, di qualche giorno fa ci pone in enorme difficoltà sia per il valore in sé da recuperare sia perché la mancanza riduce nell’immediato le nostre capacità di produrre.

La difficoltà nasce ovviamente dalla mancanza delle cose ma anche e soprattutto perché quelle attrezzature di quella certa marca e tipologia erano inseriti in una organizzazione produttiva consolidata e certificata.

Per questo ci permettiamo di avere bisogno soprattutto di aiuti monetari con cui potere ricostruire il nostro abituale tessuto produttivo di riferimento dato che abbiamo già ricambi e materiali di consumo oltre che abituali fornitori di manutenzione.

Per coniugare tutte queste esigenze abbiamo pensato di orientare la generosità delle tante persone e Enti che ci hanno comunicato la loro solidarietà e avremmo pensato che sarebbe bene che chi ci vuole aiutare in termini di donazioni di mezzi anziché di denaro seguisse alcune indicazioni.

Rivolgersi ai seguenti nostri fornitori abituali che hanno già l’elenco di ciò che ci è stato rubato:

– Degl’Innocenti macchine agricole ( Firenze Via Sestese 88 tel 055 452401) per tutto ciò che concerne i prodotti STILL

– Santelli Macchine Agricole ( Borgo San Lorenzo, Località Soterna, tel 055 8490342) per tutto ciò che riguarda i prodotti HUQSWARNA e indumenti da lavoro e calzature

– ASA (Firenze via Cimabue 80 tel 055 678151) per tutto ciò che riguarda saldatura e taglio e generatore elettrico

– Ferramenta Masi (Firenze Via Reginaldo Giuliani 302 tel 055 451760) per quanto riguarda gli elettroutensili

– Per i mezzi di trasporto stiamo contattando Fiat e Volkswagen.

L’elenco delle cose che ci sono state rubate è:

– Tre motoseghe

– Due decespugliatori

– Un atomizzatore

– Un gruppo elettrogeno silenziato da 4,5 KW a 220 V

– Un taglio al plasma fino a trenta mm

– Due avvitatori e due smerigliatrici a batteria con relativi carica batterie e valigette

– Un trapano elettrico portatile

– Un tassellatore elettrico

– Tutta una serie di accessori e finimenti per i cavalli che abbiamo a pensione.

– Indumenti protettivi da lavoro e scarpe antiinfortunistiche

– Un pulmino a nove posti

– Un pulmino Doblò a 5 posti

Grazie della enorme solidarietà che ci state dimostrando concretamente!

La Fonte, Cercina

Cristina

Articolo apparso sulla “Nazione”

“Se esistesse una classifica dei reati più spregevoli probabilmente il furto avvenuto nella notte tra lunedì e martedì ai danni della cooperativa sociale La Fonte di Cercina, da trent’anni sul campo per fornire occasioni di lavoro a disabili, si guadagnerebbe i primi posti. Ignoti penetrati nell’annesso utilizzato come officina e nelle sette stalle della cooperativa in via di Fontaccia hanno portato via infatti, dopo avere forzato gli ingressi, un ingente bottino costituito da un pulmino per il trasporto delle persone disabili ospiti, un altro mezzo e gran parte delle attrezzature e macchine utensili necessarie per l’attività della cooperativa in particolare in ambito agricolo, zootecnico e ambientale. “Siamo in ginocchio- commenta abbattuto Giancarlo Canavese presidente dell’Associazione La Fonte- perché stimiamo che in totale il danno subito sia valutabile nell’ordine dei 70mila-80mila euro. Fondamento della nostra attività, con le circa 25 persone disabili e socialmente fragili che sono con noi, è da sempre il lavoro come strumento di crescita personale e realizzazione della propria dignità. Dal punto di vista lavorativo dunque il danno più importante è il furto delle attrezzature e delle macchine utensili perché blocca la produzione, il completamento delle commesse e la consegna dei lavori per i quali c’è un impegno contrattuale. E il lavoro con il relativo approccio e la sua indispensabile continuità è messo assolutamente in crisi”. Con questo quadro ieri lo sconforto di chi opera con la cooperativa La Fonte era palpabile e del tutto giustificabile: “Lo confesso – continua Canavese- abbiamo detto ‘questa volta non ce la facciamo’ ma poi, dopo l’iniziale rabbia e delusione, pensando al sacrificio delle persone che operano a Cercina, abbiamo deciso che non potevamo arrenderci. Così ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo già contattato i nostri fornitori che ci hanno offerto, come sempre, la loro collaborazione e disponibilità. Così da domani (oggi ndr.) cercheremo di nuovo di dotarci delle attrezzature minime indispensabili a garantire ancora e nell’immediato la capacità produttiva necessaria per continuare a operare e dare continuità ai percorsi di emancipazione, attraverso il lavoro, di tutte le persone fragili e disabili che ad oggi sono protagonisti dei nostri progetti”. Il furto è stato denunciato, ieri mattina, ai carabinieri della stazione di Sesto: c’è da scommettere che in molti faranno il tifo per le forze dell’ordine perché individuino, al più presto, i responsabili di un gesto così odioso.”

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